Il "Vero e Falso" del Biologico

Il

Vediamo ciò che e vero e ciò che è falso, secondo alcuni studi effettuati sui prodotti biologici:

I PRODOTTI BIOLOGICI HANNO MIGLIORI PROPRIETÀ NUTRIZIONALI

Non è vero.

Nel 2010 è stata pubblicata una rassegna sistematica, commissionata dalla Food Standard Agency, britannica, di tutti gli articoli scientifici pubblicati dal 1958 di confronto del contenuto nutrizionali tra prodotti biologici e convenzionali.

I risultati mostrano una certa variabilità ma a parte casi specifici (per esempio i cereali biologici sono mediamente più poveri di proteine mentre i pomodori biologici sono mediamente più ricchi di vitamina C), non ci sono prove che dimostrino sostanziali differenze nutrizionali tra alimenti biologici e convenzionali.

Conclude il rapporto:

- Per la maggioranza dei nutrienti esaminati non è stata rilevata una differenza nel contenuto di nutrienti e altre sostanze tra prodotti biologici e convenzionali, il che suggerisce che i prodotti biologici e quelli convenzionali siano largamente confrontabili-

Nel 2012, alcuni ricercatori della Stanford University hanno pubblicato una seconda rassegna sistematica della letteratura, effettuata indipendentemente, arrivando sostanzialmente alle medesime conclusioni.

I PRODOTTI BIOLOGICI SONO PIÙ SICURI

Falso.

La certificazione biologica di un prodotto garantisce che durante la coltivazione o la produzione siano state rispettate le varie normative e i regolamenti.

Per esempio che non siano stati utilizzati fertilizzanti di sintesi o fitofarmaci non ammessi.

Non è quindi una certificazione sulle proprietà del prodotto finale, ma sul processo di produzione.

Tutti i prodotti agricoli in commercio, siano essi convenzionali o biologici, devono rispettare rigorosi criteri di sicurezza e devono essere quindi sicuri per il consumatore indipendentemente dal metodo di coltivazione.

I PRODOTTI BIOLOGICI HANNO MENO RESIDUI DI PESTICIDI

Vero.

Nel 2009 l'EFSA (l'Autorità Europea per la sicurezza alimentare, che ha sede a Parma), ha pubblicato un rapporto sui residui dei pesticidi che si trovano sugli alimenti nell'Unione Europea.

Sono stati analizzati 74.305 campioni di circa 350 prodotti alimentari diversi.

Il 96% dei campioni è risultato conforme ai limiti di legge, mentre nel 4% dei casi sono stati superati i limiti legali per uno o più pesticidi.

Se si considerano gli alimenti biologici, la percentuale di prodotti con residui nella norma è del 98,76% mentre l'1,24% era fuori legge.

Altri studi effettuati dal Centro internazionale per gli antiparassitari e la prevenzione sanitaria, che ha sede presso l'Ospedale "Luigi Sacco" di Milano, ha dimostrato come il 73% dei campioni dei prodotti agricoli convenzionali non riportasse alcun residuo, mentre esaminando i prodotti biologici la percentuale arrivava al 97%.

L'AGRICOLTURA BIOLOGICA NON FA USO DI PESTICIDI

Non è vero.

L'agricoltura biologica non può fare uso di pesticidi di sintesi, ma ne utilizza alcuni di origine naturale.

L'agricoltura moderna fa largo uso di prodotti per proteggere le colture da infestanti e parassiti.

Queste sostanze vengono collettivamente identificate dal termine pesticidi, o più correttamente agrofarmaci: erbicidi, insetticidi, fungicidi, ecc.

Si tratta di sostanze sottoposte ad una stretta regolamentazione, e la maggior parte di esse non sono utilizzabili in agricoltura biologica perchè non di origine naturale.

Alcuni prodotti naturali ammessi, invece, sono la famiglia di molecole chiamate piretrine, lo spinosad, il batterio "Bacillus thuringiensis", oppure alcune sostanze usate tradizionalmente quali il solfato e l'idrossido di rame, lo zolfo, alcuni oli minerali e così via.

Nonostante siano di origine naturale, alcune delle sostanze ammesse possono comunque avere un impatto ambientale non trascurabile; il rotenone per esempio, una sostanza naturale, era permesso in agricoltura biologica, ma a causa della sua tossicità è in via di eliminazione dai protocolli di coltivazione.

I sali di rame, ampiamente utilizzati come fungicidi, sono tossici, si accumulano nel terreno e non vengono eliminati facilmente.

L'AGRICOLTURA BIOLOGICA HA RESE CONFRONTABILI CON QUELLA CONVENZIONALE

Dipende.

Le rese per ettaro dell'agricoltura biologica sono solitamente più basse di quelle dell'agricoltura convenzionale, ma molto dipende dal tipo di coltura e dalle condizioni anbientali.

In alcuni casi non si sono riscontrate grandi differenze medie di resa tra i due sistemi agricoli, mentre in altri le coltivazioni biologiche arrivano a produrre anche il 50% in meno.

Per una recente analisi pubblicata su "Nature", se le rese sono solo del 3% in meno per la frutta biologica, del 5% in meno per i legumi e dell'11% in meno per i semi oleosi, le perdite di produttività per i cereali e gli ortaggi sono molto maggiori, attestandosi intorno al 26 e al 33%.

Segue 2° parte (a breve)

Scritto da: ABC Staff

Potrebbe interessarti anche

Ultimi post pubblicati