Più Energia e Salute con le Combinazioni Alimentari

Più Energia e Salute con le Combinazioni Alimentari

Lo scopo del seguente articolo è far comprendere al lettore che NON tutti i cibi si possono combinare insieme, consumandoli nello stesso pasto, per via della differente digestione che ogni macronutriente (proteine, glucidi, grassi) subisce.

Ebbene sì, in realtà pochi cibi si combinano tra di loro, non come l’alimentazione moderna ci propone tacitamente.

Da ciò si può comprendere perché, a volte, dopo i pasti il nostro stomaco si gonfia.

La combinazione ideale dei cibi è molto importante, sia per un fattore estetico (in quanto si elimina gonfiore e ritenzione idrica, e comunque porta anche ad un dimagrimento) ma soprattutto per un fattore salutare in quanto combinando adeguatamente i cibi si evitano di produrre tossine pericolose (tossiemia) dovute alla putrefazione degli stessi, relativa a combinazioni errate, riacquistando energia.

Semplificando l’alimentazione, si evita di sottrarre energia all’organismo tramite un processo digestivo eccessivamente laborioso.

Non dimentichiamoci che parte di energia prodotta dal cibo che mangiamo viene impiegata per digerire

Ora dedichiamo una parentesi al processo digestivo.

La digestione è un processo meccanico, nonché secretorio e chimico atto a semplificare il cibo in nutrienti che saranno assorbiti e assimilati dall’organismo.

L’atto digestivo inizia con il cibo portato alla bocca e triturato dai denti mischiandosi con la saliva secreta. Una volta masticato adeguatamente il boccone (bolo alimentare) transita, con movimenti volontari di contrazione, verso la faringe e la oltrepassa venendo deglutito verso l’esofago dove movimenti peristaltici lo portano allo stomaco.

Una volta nello stomaco la massa alimentare viene impregnata ed impastata con i succhi gastrici divenendo così il chimo, che procederà verso l’intestino tenue attraversando il piloro, un organo dello stomaco atto a far transitare il chimo stesso distendendosi.

C’è da precisare che il piloro rimane chiuso quando il cibo entra nello stomaco, esso ha anche la funzione passare solamente i liquidi verso l’intestino tenue.

Da qui il chimo in aggiunta ai succhi pancreatici, della bile, ai succhi intestinali e dei movimenti peristaltici inizia la cernita di ciò che può essere assimilato dai villi intestinali e da ciò che può essere inviato all’intestino crasso come materiale di scarto (feci), anch’esso trasportato da movimenti peristaltici che indurranno l’evacuazione.

Una valvola a senso unico si oppone a questa massa in modo che non ritorni nell’intestino tenue.

In questa grande orchestra che è la digestione, dobbiamo indicare tutti gli strumenti che suonano, oltre a quelli citati, dobbiamo ricordare strumenti “minori” ma non in termini di importanza come:

  • la ptialina , l’enzima presente nella saliva, che ha azione chimica solo sui glucidi ma ha azione meccanica in quanto assieme alla saliva impregna il cibo masticato, rendendolo morbido e atto a scendere per il suo percorso.
  • il succo gastrico prodotto da ghiandole presenti nella mucosa dello stomaco. È composto da acido cloridrico stabilito circa in quantità che va dall’1 x 1000 al 5 x 1000, enzimi (caglio nei bambini-pepsina negli adulti), una lipasi (enzima per idrolizzare i grassi).
  • succo pancreatico, di natura alcalina, contiene una lipasi anch’esso, due enzimi per ridurre in peptidi (composti chimici fatti di catene di aminoacidi) che sono la tripsina e la chimotripsina, una amilasi (enzima per rendere chimicamente più semplici i polisaccaridi e oligosaccaridi, ed una peptidasi (anch’esso enzima coinvolto nella digestione delle proteine).
  • la bile prodotta dal fegato e immagazzinata nella vescichetta biliare pronta per essere versata nell’intestino in presenza di grassi, in quanto questo succo contiene sali per emulsionare (trasformare in particelle piccolissime) i grassi.
  • La digestione dei cibi

    Ora vediamo in particolare la digestione dei tre macronutrienti ovvero glucidi, proteine, grassi.

    Sotto il termine glucidi troviamo in realtà una sottodivisione in:

    1. zuccheri semplici (frutta) suddivisa ulteriormente in -acida (agrumi, ananas, pomodoro, melagrana) – semiacida (kiwi, prugne, fragole, ribes, mele, ciliegie) – dolce (datteri, banane, pere, uva, fichi) – secca (tutta la frutta secca, inteso come frutta disidratata e non gherigli) – neutra (cocomero e melone) – miele (considerato come unico zucchero naturale presente in natura).

    2. Zuccheri doppi. Che comprendono zucchero di canna, zucchero di barbabietola, zucchero d’acero, sciroppi, confetture nonché dolciumi.

    3. Amidi. inteso come cereali e derivati (avena, grano integrale, mais, orzo integrale, riso integrale, segale integrale, pane integrale, pane bianco, pasta, e tutte le farine dei cereali indicati sopra; amidi concentrati (patate dolci, patate, igname, topinambur, crosne).

    Una precisazione sugli amidi: per via della loro natura (specie se cereali) non costituiscono un nutrimento ideale per l’uomo in quanto anche dopo la cottura che li predispone alla digestione devono comunque essere trasformati in maltosio tramite idrolisi, processo che richiede molta acqua, ecco perché dopo un pasto amidaceo si prova sete, probabilmente un segnale dell’organismo di aspecificità verso tali alimenti. Consumarne moderatamente.

    4. Legumi secchi (soia, piselli, lenticchie, fagioli, fave). i legumi contengono una forte percentuale di proteine che di glucidi, quindi risultano laboriosi come digestione.

    Si abbinano male con tutti gli alimenti tranne che con i legumi; risulta neutra anche l’associazione con i cereali (zuppa di legumi e cereali ad esempio).

    La digestione degli zuccheri avviene in due tempi, in quanto vengono trasformati gli amidi e gli zuccheri doppi in zuccheri semplici mediante l’ausilio della ptialina (enzima) presente nella saliva ed una amilasi (enzima) pancreatica. Gli amidi, così vengono trasformati in maltosio nella prima fase, nella seconda fase intervengono altri enzimi (maltasi, saccarasi, lattasi) trasformando il maltosio o il saccarosio o il lattosio a seconda di ciò che si è mangiato in glucosio, levulosio e galattosio).

    lo sapevate che gli zuccheri della frutta , e tutti gli zuccheri semplici non subiscono alcuna digestione nel condotto digerente in quanto sono direttamente assimilabili a livello intestinale?

    Una parentesi va dedicata alla digestione della cellulosa presente nei legumi, verdura, frutta, amidi: essa pur essendo inattaccabile dagli enzimi digestivi che abbiamo visto precedentemente viene in parte scomposta da agenti microbici nell’ultima parte dell’intestino tenue e agli inizi dell’intestino crasso facendola evolvere verso la struttura del glucosio ma solo in piccola parte, il resto rimane parte non edibile utile per il transito della massa fecale.

    Sostanzialmente gli zuccheri complessi e gli amidi, (tranne che per gli zuccheri semplici ) vengono ridotti a zuccheri semplici e tale processo non va rallentato in combinazioni incompatibili.

    PROTIDI (PROTEINE)

    Anche la digestione delle proteine avviene in due tempi come avviene per quella dei glucidi.

    Le proteine della carne, del pesce e delle uova (albumina compresa) subiscono la trasformazione in polipeptidi (singola catena di aminoacidi) grazie a tre enzimi: la pepsina presente nello stomaco che agisce in sinergia con l’acido cloridrico, la tripsina e la chimotripsina secreta dal pancreas.

    Un’attenzione particolare va rivolta al latte, scopriremo ora il perché.

    Nel bambino il latte viene trasformato in caseina e poi in polipeptidi grazie al presame (caglio) presente nel succo gastrico.

    Nell’adulto tale miscela di proteasi (il caglio) non è più presente, quindi il latte viene trasformato in caglio da un enzima pancreatico che svolge un’azione analoga.

    Da qui si evince che, anche se l’adulto beve latte e lo digerisce, la mancanza del presame nell’età adulta ci induce a chiederci se sia naturalmente giusto bere latte da grandi.

    In natura ne abbiamo un esempio dai mammiferi, una volta svezzati i piccoli, la madre smette di produrre latte, ed essi non ne cercano.

    Come abbiamo visto, i protidi, nella prima fase di digestione diventano polipeptidi, nella seconda fase, nell’intestino essi vengono trasformati in aminoacidi grazie alle peptidasi pancreatica ed intestinale.

    LIPIDI (GRASSI)

    La loro digestione avviene grazie ai sali biliari che li emulsionano in particelle piccolissime, queste poi vengono digerite da enzimi chiamati lipasi (gastrica e pancreatica).

    La lipasi gastrica, inizia debolmente a digerire le materie grasse facendo evolvere i gliceridi dei lipidi in glicerolo e acidi grassi. questo processo pur avvenendo nello stomaco non agisce sulle materie grasse in maniera totale, ed è un inizio.

    La lipasi pancreatica agisce sui grassi emulsionati dalla bile. I grassi, così ridotti, a particelle piccolissime sono totalmente elaborati dall’enzima. Ricordiamo che la digestione dei lipidi richiede un grande dispendio di energie.

    In tutti e tre i processi di digestione (scissione) che abbiamo esaminato avviene per idrolisi, ovvero con l’intervento di acqua.

    I sali minerali, l’acqua, le vitamine e la glicerina vengono assorbiti tali e quali lungo il tratto digerente senza demolizioni enzimatiche.

    COMBINAZIONI ALIMENTARI

    Passiamo in rassegna le combinazioni alimentari (nelle combinazioni che andremo a esaminare troveremo anche l’abbinamento con l’acido che può essere il succo di limone, arancia, aceto ecc.)

    Associazioni dei glucidi

    AMIDI (CEREALI, LEGUMI, PATATE ECC.)

  • Amido-acido (ad es. pane e arance). la digestione degli amidi inizia nella bocca con l’amilasi salivare (la ptialina). essa agisce in ambiente neutro o alcalino, quindi introducendo un acido la ptialina viene annullata o rallentata, inoltre l’amido non trasformato non riesce ad essere digerito dall’amilasi pancreatica. infine l’organismo deve investire energia per trasformare (convertire) gli acidi della frutta. Risultato : incompatibile
  • Amido-proteina: (ad es. pane e bistecca)la ptialina che digerisce gli amidi lavora in ambiente alcalino. Le proteine vengono digerite in ambiente acido (presenza nei succhi gastrici di acido cloridrico). Risultato: incompatibile
  • Amido-zucchero (ad es. pane e marmellata/frutta/dolci). Ambedue appartengono alla famiglia dei glucidi, solo che gli amidi hanno due fasi di digestione, gli zuccheri semplici vengono assorbiti direttamente nell’intestino; i disaccaridi (dolci) arrivano nell’intestino per essere trasformati in monosaccaridi. Sia i mono che i disaccaridi inibiscono l’amilasi salivare e pancreatica. Risultato : incompatibile
  • Amidi-verdure. (ad es. patate lesse e insalata). Le verdure devono (qui usiamo l’imperativo) essere consumate con gli amidi perché danno il loro contributo in sali minerali, in acqua, e le vitamine (tipo quelle del gruppo b) per digerire gli amidi. Inoltre c’è da sottolineare che la digestione degli amidi avviene per idrolisi, quindi serve l’acqua presente nei vegetali. Risultato: compatibile.
  • Amido-amido. (ad es. patate lesse e pane). Non da incompatibilità in quanto è lo stesso processo produttivo ma è un eccesso alimentare.
  • Amido-latte: il latte (che ricordiamo dovrebbe essere consumato solo nell’età infantile in quanto solo il bambino produce il caglio) viene digerito in ambiente acido, l’amido in ambiente alcalino. Risultato: incompatibile.
  • ZUCCHERI DOPPI-DISACCARIDI (DOLCI, CREME, COMPOSTE, CONFETTURE, ZUCCHERO BIANCO)

  • Zuccheri doppi (disaccaridi)-grassi (ad es. crema spalmabile). Gli zuccheri industriali sono privi di vitamine e sali minerali ma, vengono comunque digeriti nell’intestino per essere ridotti in monosaccaridi, i grassi presenti rallentano il processo. Risultato: mediamente compatibile.
  • Zuccheri doppi (disaccaridi)-sale. Sia lo zucchero che il sale sono igroscopici e richiedono grandi quantitativi d’acqua, inoltre sono sostanze che vanno usati con parsimonia (specialmente lo zucchero industriale). Risultato: sconsigliabile.
  • Zuccheri doppi (disaccaridi)-verdure. Le verdure hanno un tempo di digestione lento, per via della cellulosa, gli zuccheri invece vengono digeriti velocemente. Risultato: incompatibile.
  • Zuccheri doppi (disaccaridi)-proteine. Gli zuccheri inibiscono la secrezione degli enzimi digestivi per le proteine. Se le proteine sono magre, quindi più veloci da digerire l’effetto non è così palese inoltre la proteina magra induce una secrezione importante di proteasi gastrica ed intestinale ma, se le proteine sono grasse la digestione risulta ancor più lenta e caotica per via della minor secrezione di questi due enzimi per via dei grassi presenti. Risultato: incompatibile.
  • Zuccheri doppi (disaccaridi)-acido. (Ad es. arancia e zucchero). Gli acidi della frutta devono essere neutralizzati affinché i sali minerali, le vitamine e gli zuccheri siano assorbiti, ciò impedisce il passaggio rapido dello zucchero. Risultato: a seconda delle proteine grasse o magre.
  • ZUCCHERI SEMPLICI (FRUTTA, MIELE)

  • zuccheri semplici-amidi. Risultato: incompatibile.
  • zuccheri semplici-proteine magre. Risultato: semi-compatibile.
  • zuccheri semplici-proteine grasse. Risultato: incompatibile.
  • zuccheri semplici-verdure. Risultato: media compatibilità.
  • zucchero semplice-sale. risultato: incompatibilità.
  • zucchero semplice-latte. Risultato: compatibile solo per i bambini piccoli.
  • Una piccola disquisizione su frutta e miele: andrebbero consumate da sole, come pure i meloni ed i cocomeri.

    Associazioni delle proteine

    Alcune associazioni delle proteine le abbiamo già viste prima in quelle dei glucidi, comunque le passiamo in rassegna tutte.

  • Proteine-amidi. come già appurato le proteine vengono digerite dai succhi gastrici, gli amidi iniziano la loro digestione già dalla bocca. Si evince che i tempi di digestione siano diversi inoltre un enzima rallenta l’altro nella sua attività e viceversa. Risultato: incompatibile.
  • Proteine-acidi. (ad es: carne e arance). La digestione dei protidi sappiamo che avviene nello stomaco con la pepsina in presenza anche dell’acido cloridrico. Ingerendo un altro acido questi deve essere neutralizzato per essere digerito e questo rallenta la digestione delle proteine, facendole imputridire. tutto comunque dipende dalla quantità di acido. Risultato: incompatibile.
  • Proteine-grassi. (ad es. carni grasse) i grassi inibiscono il succo gastrico, quindi rallentano la digestione delle proteine. Risultato: media compatibilità.
  • Proteine-verdure. (ad es. insalata e pesce). È un ottimo abbinamento in quanto le verdure forniscono l’acqua necessaria all’idrolisi che si innesca nella digestione delle proteine, inoltre se le proteine sono grasse le verdure neutralizzano l’inibizione dei grassi in quanto queste hanno tempi di digestione che sono in sintonia con le proteine.
  • Proteina-proteina (ad es. pancetta e uova). Per quanto invitante sia il piatto in questione la digestione di una associazione di due o più proteine è molto laboriosa in quanto ogni tipo di proteina richiede diverse concentrazioni di enzimi. Risultato: poco raccomandabile.
  • Proteina-sale. Il sale seppur sia un elemento necessario è fin troppo presente nei cibi di nuova generazione (industriali). Essendo stimolante e richiedendo grosse quantità di acqua per essere neutralizzato, lo rende un elemento da usarsi con parsimonia, affatica cellule e reni. In virtù del fatto che anche le proteine sono stimolanti aggiungervi sale produce un effetto ancor più intenso. Risultato: poco raccomandabile.
  • Associazioni dei grassi

    Come per le altre associazioni anche tra quelle dei grassi abbiamo già valutato abbinamenti.

    Vediamoli comunque tutti:

  • Lipidi-amidi (ad es. pane e burro). Sappiamo che i grassi vengono emulsionati con i succhi biliari ed iniziano ad essere digeriti nel duodeno, gli amidi vengono predigeriti con la masticazione tramite la ptialina presente nella saliva e poi continua la digestione tramite enzimi pancreatici e via via susseguirsi di altri enzimi. Va da sé che i grassi quindi inclusi nel pasto e rimescolati nello stomaco assieme agli amidi rallentano ma non annullano la digestione di questi ultimi. Risultato: abbinamento fattibile in base al proprio stato di energia disponibile.
  • Lipidi-zuccheri complessi. abbinamento già esaminato nell’associazione zuccheri complessi-grassi.
  • Lipidi-zuccheri semplici. abbinamento già esaminato nell’associazione zuccheri semplici-grassi.
  • Associazione lipidi-verdure (ad es. insalata e olio). Anche i grassi vengono digeriti per idrolisi quindi la presenza di acqua nelle verdure favorisce la loro digestione.
  • Lipidi-acidi (ad es. frutta acida con panna). Sappiamo che gli acidi della frutta vanno neutralizzati dall’organismo. Il grasso di per sé abbiamo visto che ha i suoi tempi medio-lunghi per essere digeriti. Si evince che tale abbinamento si rivelerà poco favorevole. Risultato: da valutare in base al proprio stato energetico di salute.
  • Lipidi-sale. (ad es. ciccioli e sale). I lipidi richiamano acqua per essere digeriti, il sale è igroscopico (assorbe acqua). Entrambi necessitano di acqua, solo che il sale agisce per primo nel sottrarre acqua alla digestione dei grassi. Risultato: incompatibile.
  • Lipidi-lipidi. (ad es. avocado con panna). I grassi richiedono un investimento energetico importante, associarne più di uno rende la cosa veramente provante per l’organismo. Risultato: da evitare.
  • Speriamo che questa lettura non abbia sortito un effetto scioccante nei confronti delle vostre credenze alimentari.

    Valutare bene quali cibi combinare dona una grande vitalità, in quanto l’organismo digerisce meglio impiegando meno energia, ed inoltre non vengono prodotte tossine.

    Tale sistema può essere abbracciato per tutta la vita o solo per un certo periodo di forte calo energetico dovuto a patologie, stress, stati psicofisici compromessi o semplicemente per rimettersi in forma.

    Una cosa però va menzionata: una volta abituati a sentirci meglio sarà difficile tornare allo stato precedente.

    Scritto da: ABC Staff

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