Riposo e Alimentazione Nello Sport

Riposo e Alimentazione Nello Sport

Differenze fra allenamento e gara

In tutti gli sport i livelli di prestazione sono straordinariamente aumentati e ciò non è soltanto imputabile a migliori metodi di allenamento, ma è anche il risultato di un'alimentazione più corretta e consona alle specifiche esigenze di ogni sport.

La dieta in allenamento ha fra l'altro lo specifico scopo di permettere, nei periodi di intervallo fra una gara e l'altra, l'accumulo di quei minerali energetici e plastici che consentono all'organismo di sviluppare le più efficaci possibilità muscolari al momento della massima richiesta.

 

ALLENAMENTO E GARA...

Il diagramma delle spese energetiche dell'atleta in allenamento è più regolare rispetto a quello dell'atleta durante il periodo delle gare, dove fanno spicco le punte in rapporti all'impegno agonistico, ed è pertanto facilmente calcolabile, specie se il programma di allenamento viene svolto con una certa sistematicità e uniformità.


L'atleta in allenamento necessita di un sufficiente apporto calorico, indispensabile a bilanciere il suo continuo dispendio energetico dovuto alla normale routine di esercizi atti a metterlo nelle condizioni ottimali di forma e a predisporre una sufficiente riserva calorica cui attingere durante lo sforzo della gara.


Si può calcolare, prendendo come campione un'atleta di media statura e di medio peso e facendo una media dei vari sport, che il suo fabbisogno calorico durante la fase d'allenamento intenso raggiunga le 3500-4000 calorie, mentre durante il periodo di allenamento moderato non superi le 3000-3500 calorie.


Se l'atleta non possiede una preparazione dietetica e si sottopone per la prima volta a una disciplina alimentare, non bisogna mai modificare in modo improvviso le sue normali abitudini: interropendo bruscamente consuetudini dietetiche ormai radicate si possono creare le premesse per disturbi di ordine psicologico con dannose conseguenze sulla sfera digestiva, causando spiacevoli disordini funzionali, quali inappetenza, stipsi, eruttazioni, flatulenza ecc. che si traducono sempre in una scarsa resa atletica.

 

Soltanto in maniera progressiva e spiegando minutamente all'atleta le ragioni di ogni veto e di ogni imposizione si possono evitare spiacevoli reazioni e adattarlo così alle nuove necessità di ordine quantitativo create dall'aumento del lavoro muscolare.


I problemi che si pongono per la composizione dei pasti della gara dovrebbero essere uguali anche per i pasti che precedono le fasi d'allenamento; in pratica si devono sempre conciliare due esigenze apparentemente opposte e cioè l'accresciuto fabbisogno calorico in conseguenza dello sforzo muscolare e il minimo impegno possibile dell'apparato digerente del corso della prestazione atletica.

 

In realtà, gare e allenamenti si differenziano per due aspetti:

 

  1. la componente emotiva ansiosa che precede la gara
  2. la necessità assoluta di raggiungere un alto livello competitivo (che non si manifesta durante l'allenamento)


ALIMENTAZIONE E TEMPI DI RIPOSO IN ALLENAMENTO
In pratica sono necessarie almeno due ore di riposo in coincidenza con gli allenamenti:

 

  • un'ora dopo il pasto prima di cominciare l'allenamento
  • una al termine dell'allenamento prima di consumare il pasto

 

Questi intervalli sono molto più brevi rispetto a quelli che distanziano i pasti della gara, ma si rendono tuttavia necessari al fine di evitare disturbi digestivi e circolatori dovuti al debito sanguigno dei rispettivi apparati in funzione; l'extraflusso circolatorio o è impegnato per la digestione o è impegnato per l'attività fisica e, volendo fare le due cose senza il necessario intervallo di tempo, si digerisce male o si pratica male lo sport.

 

FABBISOGNO PROTEICO PREALLENAMENTO

Per la fase iniziale di allenamento il consiglio è quello di un arricchimento protidico della dieta, e ciò deriva dall'osservazione che, durante tale periodo si manifesta un aumento del peso corporeo, dovuto soprattutto all'ipertrofia delle masse muscolari che si adeguano alla sempre crescente attività fisica.


Vi è dunque un aumento del fabbisogno proteico causato da una più accentuata esigenza anabolica delle masse muscolari, e non da un maggior dispendio calorico come verrebbe da pensare.
Sembra quindi che sia pienamente giustificato un aumento della quota proteica nell'alimentazione dell'atleta durante la fase iniziale dell'allenamento.

 

Superata la fase iniziale dell'allenamento, la razione alimentare non si deve discostare dagli stessi principi qualitativi e distributivi da osservare sempre, anche nei periodi di riposo; se ne può differenziare soltanto quantitativamente, cioè per un maggior apporto calorico totale.
Tutti i componenti alimentari devono essere sempre proporzionalmente rappresentati, e ogni aumento calorico dovuto ad una più elevata richiesta di attività fisica, deve essere proporzionalmente ripartito fra i diversi nutrimenti organici.

 

AUMENTO E DIMINUZIONE DEL PESO DURANTE LA FASE INIZIALE DELL'ALLENAMENTO
Durante la fase iniziale dell'allenamento l'atleta può notare un ingrassamento (specie se il soggetto è magro) dovuto alla ipertrofia delle masse muscolari, o un dimagrimento (dovuto al consumo del pannicolo adiposo di riserva) specie se il soggetto ha qualche chilo in più.
Superata la fase iniziale di diminuzione o aumento del peso questo in genere si stabilizza.

 

In pieno allenamento l'introito calorico può accadere che risulti inferiore, in quanto vi è una diminuzione dell'appetito; questo non ci deve meravigliare troppo, perché nel corso dell'allenamento si verifica sempre un certo calo del consumo energetico.
Questo avviene perché lo sforzo muscolare diventa progressivamente inferiore di pari passo al perfezionamento delle tecniche.

Scritto da: ABC Staff

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