Stomaco e Sovrappeso

Stomaco e Sovrappeso

I problemi relativi all'ingestione di cibo

Stomaco e peso corporeo
Dr Serena Missori
In tanti ci insegnano cosa dobbiamo mangiare, nessuno ci spiega quanto dobbiamo mangiare. La maggior parte delle persone non pensa mai al destino del cibo introdotto e si limita a mangiare per gusto, per fame, per necessità e per compensazione.

Ma: ci chiediamo mai quanto dobbiamo mangiare? Il nostro stomaco quanto è in grado di contenere?


Che differenza esiste in termini di capacità di contenimento fra un adulto ed un bambino?


Le quantità di cibo che decidiamo di introdurre sono sempre salutari?


Lo stomaco è una sorta di sacco muscolare che si trova fra l'esofago, quel condotto che porta il cibo dalla bocca allo stomaco stesso e l'intestino. Si trova sotto il diaframma fra il fegato a destra e la milza a sinistra.


Nella maggior parte degli individui lo stomaco possiede una disposizione prevalentemente verticale (tipi longilinei); in altri però appare adagiato orizzontalmente (nelle persone più basse e con eccesso di peso).
Immaginiamo lo stomaco come un palloncino in grado di distendersi quando viene riempito di liquidi e solidi.


Allo stato di media distensione lo stomaco ha una lunghezza di circa 25 cm, una larghezza di circa 12 cm, e uno spessore, misurato da una faccia all'altra, di circa 8 cm; può contenere così una media di circa 1300 cc di sostanze fluide ed in condizioni di riposo (a digiuno) può contenere circa 500 cc senza dilatarsi e può arrivare a distendersi fino a 4000 cc, comprimendo gli organi vicini dando numerosi fastidi comprimendo gli organi.

Questo è quello che succede in media in un adulto normopeso e normomangiatore.


Ma cosa succede in caso di eccessivo introito di cibo al nostro stomaco?


Ci viene in aiuto uno studio scientifico pubblicato sull' American Journal Clin Nutr 1996 Feb; 63 (2): 170-3 Reduced stomach capacity in obese subjects after dieting. By Geliebter A et Al che ha dimostrato che la riduzione della quantità di cibo ingerita consente una riduzione della capacità dello stomaco in soggetti obesi rispetto a soggetti di uguale peso che mantengono inalterate le esagerate quantità di cibo introdotte (con dieta prescritta e supervisionata). La capacità gastrica dei soggetti dello studio è stata valutata a tempo zero e dopo 4 settimane mediante palloncino gastrico. I soggetti nel gruppo dieta, che ha perso una media di 9,1 kg, ha mostrato una riduzione del 27% della capacità gastrica. Per i soggetti di controllo la capacità gastrica non è cambiata.

  • Questa è una notizia importantissima. 
  • Eppure non è stata divulgata con fermezza.


Ma è una notizia che può essere una delle chiavi per evitare l'obesità soprattutto nei bambini.
La capacità dello stomaco dei bambini è ridottissima rispetto a quello dell'adulto. Alla nascita lo stomaco dei piccoli contiene appena pochi millilitri di latte ed aumenta progressivamente di volume nel corso dei mesi e degli anni. Arriva a circa 500 cc di distensione massima intorno ai 3-5 in base alla costituzione.
 
Quindi come è possibile far mangiare un bambino quanto un adulto normopeso od obeso?


Lo si predispone a dilatare eccessivamente il proprio stomaco e a cercare quantità che spesso coincidono con pessima qualità ed alte kcal, aprendogli la strada per l'eccesso ponderale.
Uno stomaco dilatato eccessivamente, invia un segnale di sazietà al sistema nervoso quando è disteso al doppio circa del suo volume di base, ogni massima estensione getta le basi per farlo dilatare ancora di più, facendo ingerire sempre una maggiore quantità di cibo.

 

Sappiamo che la situazione è reversibile!


Per cui è importante mettere in atto un'azione di “controllo porzione” senza soffrire la fame, ma favorendo una riduzione della capacità dello stomaco.
Sarebbe utile quindi organizzare dei pasti giusti ma più frequenti, non rinunciando al sapore, al colore, al gusto.
Già riducendo la quantità, si ridurranno notevolmente le kcal con riduzione dell'introito energetico e sicuramente si assisterà ad un incoraggiante calo ponderale e nel contempo ad una riduzione della capacità dello stomaco.
Facciamo così anche con i bambini che sono stati “vittima” delle nostre porzioni esagerate.
 
E' fondamentale per stare in salute, comprendere che bisogna agire in prima persona, non esiste la pillola che risolve tutto.
Esiste la volontà di agire, per la nostra salute o contro di essa.
Ridurre le porzioni se siamo in eccesso ponderale è un ottimo modo per iniziare.


Questo non deve favorire però condotte di eliminazione del cibo, condotte di evitamento di esso, poiché così come nell'obesità è presente un aumento della capacità dello stomaco, in condizioni di sottopeso costituzionale o patologico come nell'anoressia nervosa, lo stomaco si riduce notevolmente di dimensioni ed in tal caso è necessario con pazienza e costanza mettere in atto il procedimento inverso, ovvero farne aumentare gradualmente la capacità, lavorando al tempo stesso, così come in caso di eccesso ponderale, sulle problematiche psicologiche correlate al rapporto con gli alimenti.


La salute è a portata di tutti, con gli alimenti, come disse Ippocrate, padre della medicina occidentale, possiamo guarire o far ammalare noi stessi.


Sta a noi scegliere quale strada intraprendere, ma almeno cerchiamo di non far commettere ai nostri figli i nostri stessi errori.

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