Autodifesa Femminile: come esercitarsi al combattimento da strada

Autodifesa Femminile: come esercitarsi al combattimento da strada

A volte ci si illude che quello che si prova in palestra funzioni fuori nella strada, ma non è così.

Lo dico sempre alle mia allieve: ogni artista marziale che si rispetti, deve essere consapevole che il combattimento è caos, è “l’entropia dei movimenti delle braccia, delle gambe e del corpo".

È molto gratificante riuscire ad eseguire bene la Siu Nim Tao o la Chum Kiu (le prime due forme del Wing Chun), eseguire bene i colpi coordinati bene con gli spostamenti, sferrare pugni a catena per cinque minuti di fila senza fermarsi e non sentire dolore, dare calci al sacco e ginocchiate potenti avendo quella sensazione di forza devastatrice che ti fa sentire bene.

Sappiamo bene tutte che ogni  movimento, eseguito alla perfezione nell’ambiente rilassato della nostra scuola, dovrebbe servirci come mezzo per affrontare un eventuale attacco alla nostra persona.

Ma è normale chiedersi se tutto questo ci servirà, se poi dovessimo trovarci di fronte qualcuno che non ci attacca in modo prestabilito e che non ci assecondi?

 

Io credo di sì, anzi ci alleniamo in modo che sia così!

 

Naturalmente è necessario procedere per gradi,

ma la cosa più importante è abituarsi fin dall'inizio al nostro percorso al "caos" e cioè il sapere reagire ad un attacco incondizionato, brutale e senza esclusione di colpi.

 

 

Le prime volte che si fa combattimento libero, ci si sente a disagio, si reagisce in modo sconclusionato, caotico, ma continuando nel frattempo a studiare i movimenti tradizionali, miglioreremo le nostre difese e i nostri attacchi, perché impariamo ad applicarli al combattimento libero.

 

Saremo sempre più consapevoli delle nostre capacità, ma occorre:

  1. impegnarsi ad avere un atteggiamento mentale adeguato
  2. essere versatili e aperti ai cambiamenti
  3. essere determinati e costanti negli allenamenti
  4. non perdersi d'animo se le cose non vanno sempre come vorremmo noi

 

Alle mie allieve cerco di insegnare di non avere troppa paura di colpire o essere colpite, di avere grinta e di enfatizzare i movimenti per dare maggior forza nei colpi, in modo tale da simulare davvero un'aggressione.

 

E quindi proprio per questo eseguiamo esercizi di sparring prima guidati e poi liberi, non mancano mai i colpitori sui quali possiamo veramente sfogare i nostri pugni, gomitate, ginocchiate e calci ed esprimere così al meglio ciò che stiamo imparando.

 

Al di là della fisicità di ognuno di noi, questo tipo di allenamento è mirato al combattimento reale e porta sicuramente ad essere più sicuri di se stessi.

 

Volendo aggiungere una nota più leggera, un allenamento dinamico fa sudare, ci mantiene in forma e da molta soddisfazione. Dà i benefici della ginnastica aerobica diciamo, ma con un senso più profondo.

Io insegno a combattere con se stesse, ognuna con le proprie paure, inibizioni, anche in maniera tradizionale ma senza perdere di vista il fatto che il combattimento reale è tutt’altro che un esercizio guidato in palestra.

 

Buon allenamento da ABC

Scritto da: Si-Je Elena Landini

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