Combattere o fuggire?

Combattere o fuggire?

Un atteggiamento fiducioso vi aiuta nella scelta migliore

Quello che più mi piace sentire dalle mail dei nostri lettori (coloro che seguono corsi di difesa personale non) è  la loro tendenza ad evitare la lotta dopo aver imparato a difendersi da soli.

Poiché sanno di poter disporre di una valida autodifesa, in caso di necessità, possono permettersi di evitare un combattimento senza vedere per questo diminuito il rispetto che nutrono per se stessi.

Quando vi trovate di fronte alla possibilità di un assalto o a una sfida alla lotta, avete tre alternative:

  1. potete abbandonare il campo (se la situazione lo consente),
  2. potete rassegnarvi a prenderle,
  3. potete difendervi coraggiosamente.

 

Un comportamento ardito o vile non è determinato dalla scelta fatta; è determinato dallo spirito con cui tale scelta viene effettuata.

Il modo di comportarsi più difficile e coraggioso potrebbe essere quello di rassegnarsi a subire delle percosse.

Un vero pacifista potrebbe ritenere meno nobile reagire combattendo che non limitarsi a sopportare. Egli non si considera un vigliacco perché si rifiuta di lottare e quindi non è affatto convinto di comportarsi in maniera poco coraggiosa. Io rispetto questo punto di vista e sono disposto ad accettarlo come valido, anche se personalmente non lo sceglierei, come non lo scegliereste voi, altrimenti non sareste arrivati a questo punto della lettura.

 

Le nostre scelte ora, quindi, si riducono all’alternativa tra la fuga o il combattimento per difesa personale.

Poiché presumo che nessuna persona ragionevole si batta volentieri, sono di conseguenza incline a ritenere del tutto logico cercare di allontanarsi il più in fretta possibile da un aggressore da strada, senza per questo vedere diminuita la stima per noi stessi.

 

Il ricorso alle tecniche dell’autodifesa deve essere, di conseguenza,limitato a quei casi

  • in cui non esiste altra possibilità di scampo,
  • non si può ottenere aiuto,
  • le parole non servono per togliersi d’impaccio,
  • e non esiste altro sistema per evitare di combattere.

 

Riconoscere un attacco prima che diventi tale è fondamentale.

Perché un’azione sul piano fisico risulti efficace, deve apparire come una dimostrazione di ardimento e di fiducia nelle proprie possibilità… anche se chi deve fornire questa dimostrazione è molto spaventato!

 

Avere coraggio non significa non avere paura

 Per essere dei coraggiosi bisogna essere capaci di mantenersi efficienti nonostante la paura.

È del tutto normale sentirsi spaventati di fronte al pericolo di dover subire una violenza.

Malgrado lo spavento, dovete far mostra di essere fiduciosi e questo vi sarà di aiuto.

Se, invece di comportarvi come una vittima indifesa, che si scioglie in lacrime e si fa piccina di fronte all’aggressore, vi comportate come un antagonista che si difende con coraggio, questo farà vacillare la fiducia del malintenzionato. Se vi difenderete in maniera vigorosa, come se davvero foste convinti di poter avere la meglio, segnerete senza dubbio un punto a vostro vantaggio.

Oltre alle grida, avranno un peso non indifferente nell’esito dello scontro l’espressione del viso e l’atteggiamento deciso di tutta la persona.

Mentre vi allenate sarà molto utile per tutti eseguire gli esercizi con energia e con gesti vigorosi, anche se non avrete alcuna intenzione di colpire effettivamente il vostro compagno.

Allenatevi ma non sperimentate sugli amici

 

Le tecniche difensive che metterete in pratica nei vostri corsi o scuole, sicuramente sono state selezionate per la loro capacità ed efficacia!

Non è certo possibile sperimentarle sugli amici; potrete impararle con il loro aiuto, ma non potrete certo provarne gli effetti sui vostri compagni.

La prova pratica dell’efficacia delle tecniche dovrebbe essere effettuata in maniera realistica. Ovviamente, questo è possibile solo con sistemi che causino notevoli sofferenze.

Esercitandovi con gli amici, dovrete limitarvi a fingere le azioni e a rendervi conto che tali azioni potrebbero esservi utili nel caso di un’aggressione.

 

L’elemento sorpresa gioca in vostro favore nel caso dell’autodifesa

 Anche quando si tratta soltanto di un’esercitazione amichevole, non lasciate capire all’avversario quali sono i vostri piani.  Non dovrete parlargli di quello che farete.

Se dimostrate, o cercate di dimostrare ai vostri compagni, l’efficacia delle tecniche impiegate, perderete il vantaggio della sorpresa e non vi è consentito sferrare colpi con tutta forza. L’autodifesa non è un gioco. È stata ideata e serve per situazioni di emergenza… allorché ne abbiate effettivamente bisogno!

Quindi tanto, ma tanto… allenamento libero ragazzi.

 

Buon allenamento da ABC

Scritto da: ABC Staff

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