La Destrezza del Movimento secondo Bruce Lee

La Destrezza del Movimento secondo Bruce Lee

In poche parole cosa ne pensava Bruce Lee della posizione di combattimento, dell'importanza del muoversi e di come dominare le distanze di combattinento

La destrezza nel movimento è molto importante quando si combatte, essa è fondamentale basarsi su di essa per l'attacco, per la difesa, per ingannare l'avversario e per conservare energia. E' la vostra abilità a muovervi e quindi a usare il gioco di gambe che stabilisce la distanza che c'è tra voi e l'avversario, è la strategia del gioco di gambe dell'avversario a favore del proprio.

 

Il vostro attacco e la vostra difesa possono basarsi sullo schema con cui l'avversario avanza e indietreggia. Quando capite il suo schema, adattatevi ad esso poi potrete premere (avanzamento) o tirarvi indietro (ritirata), quanto basta per colpire con facilità. La lunghezza del vostro passo è coordinata coi movimenti dell'avversario. Intuire quando avanzare o quando indietreggiare vuol dire capire quando attaccare e quando difendersi. Un abile combattente non resta mai a lungo nello stesso posto, si muove continuamente per confondere l'avversario, in modo da rendergli difficile misurare la distanza. Un bersaglio mobile è più difficile da colpire e inoltre, essendo in movimento, potrete scattare più velocemente che da una posizione ferma.

 

Quando variate continuamente la distanza e la velocità dei vostri movimenti, confondete l'avversario, gli rendete difficile prepararsi all'attacco o alla difesa, poichè lo constringete ad avere un equilibrio instabile. Quando tirate i pugni e i calci, dovete praticare il gioco di gambe: senza il gioco di gambe, un combattente è come un cannone immobile che non puà essere puntato verso le linee nemiche. La velocità e la potenza dei vostri pugni e dei vostri calci dipendono dall'agilità dei piedi e dall'equilibrio del corpo.

 

Bruce Lee, come ogni bravo combattente, sembrava fare tutto con facilità leggerezza e grazia, si dirigeva verso l'avversario, lo colpiva senza sforzo e poi, altrettanto facilmente, si spostava al di fuori della sua portata. Sembrava sempre anticipare l'avversario e colpirlo di sorpresa, la sua scelta dei tempi era così perfetta da fargli controllare perfino il ritmo di movimento dell'avversario, si muoveva con sicurezza e coordinazione. Un cattivo combattente, d'altra parte, è rozzo nei movimenti, non riesce a stabilire la giusta distanza, fa capire le sue intenzioni e non riesce mai ad anticipare i pensieri dell'avversario e invece di controllare l'avversario, lascia che sia questi  a controllare lui.

LA DISTANZA

Tra due abili combattenti la distanza varia contiunamente, poichè entrambi cercano di trovare la posizione più vantaggiosa. La cosa migliore è stare al di là della portata del pugno dell'avversario, ma allo stesso tempo non essere troppo lontani, in modo da poter partire all'attacco con un piccolo passo in avanti.

 

La distanza non dipende soltanto dalla vostra rapidità e dalla vostra agilità, ma anche da quella dell'avversario. Nella boxe i combattimenti sono più vicini tra loro che nelle arti marziali, dove si colpisce anche con i piedi. la gamba è più lunga del braccio, perciò i colpi di coloro che praticano le arti marziali sono di più ampia portata di quelli sferrati dai pugili. Nel jeet kune do di Si-Jo Lee, durante il combattimento, si utilizzano tre diversi tipi di distanze. Di solito, la distanza più lunga viene usata quando non si conoscono né il valore né le intenzioni dell'avversario, e si vuole testarlo e metterlo alla prova. Quando ci si difende è più saggio stare lontani che stare troppo vicini all'avversario, tuttavia in una lotta a lunga distanza, siete al sicuro solo se ruscite a surclassare l'avversario con la velocità e l'agilità, anche quando si è veloci è difficile parare i colpi se si sta troppo vicino all'avversario. Di solito chi inizia l'attacco è avvantaggiato nella lotta ravvicinata ma se non riesce a mantenere una giusta distanza, non avrà successo neanche se è accurato, veloce, ha una buona scelta dei tempi e non compie movimenti utili.

 

La distanza media invece vi permette anche di evitare i colpi con una rititrata veloce o uno scatto all'indietro. Ma non potete usare sempre questa strategia difensiva perchè essa non vi mette né in condizionidi contrattaccare né vi fa sferrare un attacco. Nel JKD di Si-Jo Bruce infatti si indietreggia solo quanto basta per evitare il colpo, ma si resta vicino quanto basta per poter contrattaccare. Nelle arti marziali a differenza della boxe, quando si combatte da vicino bisogna stare attenti ai colpi dati con i gomiti, ginocchia, testa, e così via. Inoltre dovete sempre ricordarvi che l'avversario può buttarvi o immobilizzarvi a terra. I combattenti più in gamba (sempre secondo il grande Bruce) sono quelli che cambiano continuamente posizione cercando di mantenere la distanza che più si addice loro, sono appena al di là della portata d'attacco dell'avversario ed aspettano pazientemente il momento giusto per avvicinarsi o per attirarlo a sè. La distanza è così importante che perfino un piccolo errore a riguardo può rendere inefficace l'attacco.

Dovreste sferrare l'attacco subito prima che l'avversario arrivi alla distanza desiderata, non quando l'ha già raggiunta. E' come nel Baseball, quando il ricevitore comincia a correre nella giusta direzione ancor prima che il battitore abbia colpito la palla.





Scritto da: ABC Staff

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