Jeet Kune Do

Jeet Kune Do

Lo stile non stile: l'arte creata dal Piccolo Drago

Con questo termine si indica una scuola marziale, creata dal famoso Bruce Lee, che ha le sue origini nel Kung fu.

 

Lo stesso Bruce racconta la nascita del Jeet Kune do come l'applicazione e la conclusione di alcune idee molto semplici che possono essere comprese da tutti. Tanto il Jeet Kune Do (jkd) come il wing chun, dal quale esso deriva, non possono essere dissociati dalla vita, della quale fanno parte, e che comprendono e trascendono.

 

Il Jkd è basato sulla teoria dello Yin e dello Yang:

 

  • l'alternanza tra maschile e femminile
  • il positivo e il negativo
  • il giorno e la notte
  • l'attivo e il passivo

 

Il movimento oscillatorio tra i due poli stabilisce una complementarietà dinamica.

 

La comprensione di questa legge dell'armonia è indispensabile per chi vuole progredire nel cammino delle arti marziali.

Bruce Lee affermava che quando un praticante di arti marziali ha compreso la teoria dello Yin e dello Yang non si preoccupa inutilmente di ciò che deve essere "morbido" o "duro", si accontenta di fare la cosa giusta nel momento adeguato.

Di fatto, da questo momento non si hanno precisi riferimenti ad uno stile, e i movimenti sono quelli di tutti i giorni.

 

Per evitare di fissarsi su una tecnica e ripetere in questo modo l'errore dei suoi predecessori, Bruce rinuncia a limitarsi con l'adozione di uno stile.

Vuole conoscerli tutti senza predilezione per acluno, selezionando in ogni stile i colpi che a suo giudizio sono migliori e aggiungendoli al suo repertorio personale; grazie alla sua chiara visione delle arti marziali, riuscì ad unificarli in un insieme coerente ed efficace.

 

Il jkd, la cui traduzione letterale è "il pugno che intercetta" ha, fra le altre, questa premessa: "imparare non è imitare" non si tratta di ripetere pedissequamente ciò che si è appreso.

Imparare è scoprire ora e sempre, in un processo senza fine.

 

Il jkd non si apprende per accumulare conoscenze, ma per cercare la causa dell'ignoranza e questa ricerca implica innanzitutto generosità.

Questa generosità non è sinonimo di impoverimento bensì l'inizio di un'indagine intellettuale e tecnica: come quando si incide una scultura, al blocco di pietra si toglie tutto il superfluo, quello che sta sopra, fino a che appare l'opera completa nella sua pura essenza.

 

Il jkd è un elogio alla libertà. Non ha nessuna regola o classificazione che permettano di catalogarlo come un metodo supplementare di combattimento.

Questo pensiero appare straordinariamente moderno, (una anticipazione alle MMA moderne si può dire) giacché il riaggiustamento permanente dei suoi valori, la flessibilità dei suoi principi, la continua verifica delle tecniche acquisite, sfociano in una instabilità che genera un dinamismo salutare.

 

Per Bruce Lee si richiedono una serie di qualità, quali

  1. coordinazione
  2. precisione
  3. potenza
  4. forza
  5. equilibrio
  6. sentire il proprio corpo
  7. buona tecnica
  8. mentalità aperta
  9. velocità
  10. tempismo
  11. attitudine

 

che affinate una ad una ed insieme, fanno del lottatore una persona davvero formidabile.

La musica produceva in Bruce un effetto fisico, ed egli esprimeva con il corpo il ritmo, unendosi alla cadenza cosmica come i monaci di Shaolin avevano espresso nelle strutture tecniche del Kung fu.


Buon allenamento da ABC

Scritto da: ABC Staff

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