La Miglior Arte Marziale per i Bambini

La Miglior Arte Marziale per i Bambini

Karate uno sport? Per Bambini

Karate uno sport? Per bambini

Nel titolo il punto di domanda è stato appositamente anticipato, sempre per l’annosa questione se sia giusto considerare il karate arte marziale oppure sport. Essendo nato come arte marziale è difficile snaturare le sue origini, infatti sebbene attualmente venga praticato maggiormente come attività sportiva, conserva sempre i principi dell’arte marziale.

Il karate si basa sul rispetto dell’avversario, attività che inizia e finisce con il saluto, una parte importantissima di questa disciplina, si effettua il saluto quando si entra nella palestra, il dojo, luogo che assume addirittura un clima di sacralità durante lo svolgimento dell’allenamento. Il saluto è fondamentale di fronte al proprio avversario, nonché all’inizio ed al termine di ogni esecuzione.

Il rispetto. Questo preambolo si è ritenuto doveroso inserirlo semmai vi fosse ancora il dubbio che qualcuno possa considerare il karate come sport violento.

Nel karate i colpi vengono portati ad una distanza di tre centimetri dall’obbiettivo prefissato, distanza definita sun-dome, ovvero appena prima del contatto con il bersaglio. Ogni contatto lieve o forte che possa essere, viene sanzionato dall’arbitro, il quale andrà ad infliggere una ammonizione o addirittura la squalifica.

Nei primi gradi delle cinture, il combattimento (kumite) avviene partendo da una distanza prefissata, al fine di evitare contatti fra gli avversari.

Quando si inizia la pratica del karate lo scopo precipuo è imparare a difendersi, ma ovviamente per trovare la soluzione prima bisogna che si manifesti il problema, pertanto bisogna imparare anche e soprattutto le tecniche di attacco. Maggiore efficacia avrà la tecnica di attacco, più efficace dovrà risultare la tecnica di difesa, e viceversa.

Nell’età evolutiva, il primo scoglio da oltrepassare risulta sempre attraversare la porta d’ingresso al dojo. Non essendo uno sport dei più praticati, la situazione più usuale che si prospetta è un ambiente dove sono presenti altri bambini che hanno assimilato già qualche nozione. Spaventati dalla novità e dalle insidie che può nascondere, per molti risulta più facile dire che non è di suo gradimento, abbandonando così ogni possibile aspirazione.

Ma parliamo dell’utilità di questa disciplina. Nel passato il karatè veniva praticato da bambini sottoposti a continue vessazioni da parte di ragazzi più grandi, mentre attualmente a seguito dei recenti fatti di cronaca, il karatè viene praticato maggiormente dalle ragazze, infatti nelle palestre si riscontra una nutrita compagine femminile.

Negli ultimi anni il karatè viene fortemente caldeggiato da numerosi pediatri, che possono avere notato nel bambino una certa esuberanza nel comportamento. La rigida pratica del karatè infatti, va a smorzare quegli atteggiamenti di aggressività del bambino.

Passiamo però alla pratica di questa disciplina nell’età evolutiva. In primo luogo per far sì che il bambino possa acquisire mobilità articolare ed elasticità muscolare, vengono eseguiti con assiduità esercizi di stretching.

Anche l’apprendimento di una semplice capriola effettuata sia avanti che indietro, evidenzia quelle che sono le capacità psicomotorie del bambino. In questa disciplina avviene un ottimo sviluppo delle proprie destrezze, infatti risulta fondamentale eseguire tutte le tecniche con gli arti di entrambe le parti del corpo con conseguente corretto sviluppo del corpo, con continua attenzione alla coordinazione dei movimenti e sull’esatta postura finale del proprio corpo, che andrà ad evidenziare l’efficacia della propria tecnica .

Alcuni concetti della disciplina vengono mascherati in attività ludiche. Sistemare cerchi a terra all’interno dei quali potersi muovere, infondono nel bambino le dimensioni entro le quali muoversi, mentre dovere strappare una molletta posizionata nel bavero della giacca dell’avversario, infonde lo spirito buono della competizione. Questi che sembrano dettagli, rimangono marcati nella mente, come mantenere una determinata distanza da un’altra persona.

Al bambino si insegna inoltre come cadere a terra senza procurarsi lesioni, a seguito di una banale spinta, proseguendo nel gioco della capriola per assumere nuovamente la posizione eretta.

Nei primi periodi di attività, al bambino risulta quasi difficile mettersi in fila, ma poi con il tempo ci si accorge che questa diventa quasi perfetta. Si parte da una azione banale, per capire che le cose non avvengono da sole.

Rimane sempre scolpito l’insegnamento dei vecchi Maestri, per vincere bisogna innanzitutto vincere se stessi, ovvero abbandonare le paure, affrontare con il giusto spirito ciò che non sappiamo, insistere su una tecnica o movimento che non è proprio congeniale, lasciarsi gli sbagli alle spalle e lavorare per migliorarsi.

Anche prendere la borsa per andare in palestra in una giornata nella quale non si ha voglia, risulta avere oltrepassato un grande ostacolo, perché poi diventa un vero e proprio stile di vita, che risulterà di beneficio anche nelle altre attività.

Qualcuno sarà rimasto sorpreso per quanto appena letto, ma è ciò che avviene all’interno di un Dojo, luogo dove ancora si insegna a non passare dinanzi alle persone, sempre per il concetto di rispetto.

Maurizio Cingolani

Scritto da: ABC Staff

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