Nihon Tai Jitsu

Nihon Tai Jitsu

Testimonianza personale di un percorso nel jujutsu tradizionale

PREMESSA

Durante il mio percorso nelle arti marziali sono giunto alla pratica del Ju-jutsu dopo aver maturato diversi anni si esperienza principalmente nel Wing Chun.

L'approccio che ho avuto e le mie impressioni quindi si basano sulla mia formazione nel Kung Fu cinese e riguardano esclusivamente lo stile di Jujutsu che pratico, il Nihon Tai Jitsu, e nel quale ho mosso solo il primo passo conseguendo il 1°Dan.

 

 

 

IL JUJUTSU OGGI


Il termine Ju-jutsu, o più comunemente Ju-jitsu, per molti ormai è sinonimo di Brazilian Jiu-Jitsu (BJJ), di competizioni di Grappling e di incontri di Mixed Martial Arts (MMA).

Questi sport da combattimento, e prima di loro il Judo, mettono in risalto l'espressione più moderna del Jujutsu e testimoniano quanto la versatilità di quest'arte la renda ancora attuale.


In realtà nel Jujutsu giapponese c'è anche molto altro. Si tratta di un'arte marziale orientata alla difesa personale con un bagaglio tecnico piuttosto ampio che comprende

  • tecniche di percussione (atemi waza),
  • tecniche di lussazione (kansetsu waza),
  • tecniche di proiezione (nage waza),
  • tecniche di strangolamento (shime waza)
  • e tecniche di immobilizzazione (katame waza).

 

Ogni scuola (ryu) inoltre prevede lo studio di un certo numero di forme (kata) da solo o in coppia ed eventualmente lo studio di armi tradizionali.

 

In questo quadro generale ogni ryu adotta principi e concetti peculiari per affrontare uno o più avversari armati o disarmati.


Questa eterogeneità tecnica è allo stesso tempo un vantaggio ed uno svantaggio.

 

 

  • Da un lato conferisce al praticante (jutsuka) la capacità di combattere su diverse distanze e la possibilità di finalizzare lo scontro nel modo più adatto alla situazione.

 

  • Dall'altro lato però richiede un'assidua pratica dei fondamentali per acquisire le conoscenze biomeccaniche e la dimestichezza necessaria per potere eseguire con naturalezza cadute, spostamenti, colpi, prese, sbilanciamenti e tutte le altre azioni caratteristiche del Jujutsu.

 


L'allenamento dell'intero ventaglio di possibilità consente col tempo al praticante di selezionare le tecniche più adatte alla propria struttura fisica rapportata a quella dei potenziali aggressori. Ogni jutsuka quindi, pur continuando a studiare l'arte nella sua interezza, ne sviluppa gradualmente una versione personale tagliata su misura per lui.

 

Come si suol dire: “lo stile si adatta al praticante e non viceversa”.


Il Nihon Tai Jitsu, pur essendo uno stile del budo, offre un approccio moderno, in quanto il M° Roland Hernaez (nella foto sotto ndr) che l'ha codificato è francese. Il programma di studio è di stampo occidentale ed ha una struttura progressiva che aiuta parecchio il praticante a capire l'organizzazione dello stile, a memorizzare le tecniche e ad imparare secondo un livello difficoltà crescente.

 UN'ARTE DELLA GUERRA

 

Il Jujutsu è nato e si è evoluto nei campi di battaglia per secoli, dall'età feudale fino all'età moderna. Nell'arcipelago giapponese esistevano diversi stili di quest'arte e le loro caratteristiche differivano sia in base alla regione di provenienza sia in base alle persone a cui erano destinati.


I soldati dei ranghi più bassi degli eserciti provenivano dai ceti più poveri della popolazione. Essi dovevano essere preparati per andare in battaglia in tempi brevissimi e a loro veniva insegnato un Jujutsu essenziale e privo di fronzoli.


I feudatari (daimyo), i generali e gli ufficiali invece erano esponenti della nobiltà. Questi studiavano tutte le arti della guerra in maniera approfondita e a loro erano riservati sistemi di Jujutsu molto più completi e raffinati come quello della celebre scuola Daito Ryu.


Il Jujutsu giapponese praticato oggi è la moderna eredità del Daito Ryu. Si tratta quindi di un'arte marziale di una casta di guerrieri eccellenti, i samurai, ed un metodo che potrebbe aiutare a comprenderne struttura e strategia potrebbe essere proprio quello di partire dalle sue origini, immaginando ed analizzando una scena di combattimento di questo tipo:

 

Un samurai, disarcionato in uno scontro, si rialza, si ritrova disarmato e viene immediatamente attaccato da un guerriero della fanteria nemica. Il tempo per cercare e raccogliere un'arma dal suolo non c'è, il samurai può contare solo sull'armatura che indossa e sul proprio Jujutsu.”

 

  

Lo yoroi, cioè l'armatura del samurai, è stata la vera chiave dello sviluppo del Jujutsu sia dal punto di vista tattico che dal punto di vista tecnico. Proteggeva il guerriero (bushi) in battaglia ma gli imponeva anche una serie di vincoli che si riflettevano sul suo modo di combattere:

 

Linea d'attacco

 

– L'armatura aumentava la massa corporea del guerriero e dunque la potenza dei suoi attacchi. Per evitare il massimo impatto nello scontro quindi i samurai cercavano sempre di uscire dalla linea di attacco, sia per ridurre i danni e l'energia necessaria alla difesa che per volgere a proprio vantaggio l'irruenza dell'attacco avversario.

 

Spostamenti

 

– Mentre in fase offensiva lo yoroi costituiva un vantaggio in fase difensiva poteva ostacolare. La copertura che forniva era certamente un aiuto prezioso ma influiva sui movimenti. Per ovviare a ciò i bushi adottarono posizioni di combattimento alte e spostamenti semplici per mantenere il massimo equilibrio e la massima reattività.

 

Bersagli

 

– La protezione fornita dall'armatura non era integrale e quindi tutti gli attacchi, per risultare efficaci, dovevano essere mirati alle aree del corpo più esposte. Tra i possibili bersagli c'erano sicuramente le articolazioni che, per consentire il movimento, dovevano essere piuttosto libere e quindi vulnerabili alle lussazioni.

 

Cadute

 

– Finire al suolo in battaglia poteva significare la morte perché in una posizione di inferiorità si diventava un facile bersaglio per i nemici. In questa situazione lo yoroi poteva essere d'intralcio e per ovviare al problema i samurai svilupparono delle tecniche di caduta (ukemi waza) che consentissero loro di rialzarsi immediatamente per continuare a combattere.

 

Prese

 

– Siccome scaraventare il nemico a terra spesso significava sconfiggerlo, i samurai si specializzarono in tecniche di proiezione e di immobilizzazione per la lotta in armatura. Lo yoroi poteva attenuare le percussioni ma non consentiva di evitare tutte le prese destinate a sbilanciare l'avversario e portarlo al suolo.

Alla luce del modo di combattere in armatura ed appena delineato, la conclusione più ottimistica per il samurai della scena di battaglia sopra illustrata potrebbe essere la seguente:

 

“Il samurai esce dalla linea d'attacco con un rapido spostamento e schiva il fendente del nemico. Sfrutta lo slancio dell'avversario afferrandolo, sbilanciandolo e scaraventandolo al suolo, dove prima lo blocca e poi lo uccide sferrandogli un colpo in un punto vitale.”

 

 

DALLA GUERRA ALL'AUTODIFESA


Il jutsuka moderno in caso di aggressione non indossa né il gi né tantomeno lo yoroi ma le sue tecniche possono funzionare ugualmente negli abiti di tutti i giorni che addirittura possono essere sfruttati.
Già nei climi temperati infatti l'abbigliamento pesante invernale potrebbe rendere il Jujutsu più funzionale di altre arti marziali.

 

Gli indumenti possono avere un effetto paragonabile a quello dell'armatura attutendo i colpi, ostacolando i movimenti e fornendo appigli per le prese. Da questa situazione il jutsuka non può che trarne vantaggio, perciò la sua arte continua ad essere un'efficace strumento di difesa anche nel ventunesimo secolo.


Naturalmente nei climi torridi o comunque nei periodi estivi il Jujutsu non perde la propria efficacia. Gli abiti leggeri non offriranno protezione dai colpi e non forniranno appigli per le prese ma in compenso consentiranno al jutsuka la massima agilità. Egli pertanto si adatterà alla situazione sfruttando la propria abilità nello sferrare colpi, nelle lussazioni ed in tutte quelle tecniche che non richiedono prese da effettuarsi sugli indumenti.

 

Alvise Bendandi

1°Dan Nihon Tai Jitsu

Scritto da: ABC Staff

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