Wado ryu

Wado ryu

Storia e filosofia di uno dei maggiori stili di karate più diffusi

Il fondatore della scuola giapponese di karate wodo ryu fu Hironori Otsuka (1892-1982).

 

Egli all’età di 6 anni intraprese l’allenamento di shindo yoshin ryu e a 30 cominciò ad allenarsi sotto la supervisione di Gichin Funakoshi (il fondatore del karate-do), prima di dare vita alla scuola di Wado ryu nel 1939.

Il wado ryu è uno dei quattro maggiori stili giapponesi di karate più diffusi al mondo.

 

Nel 1939 Otsuka fondò la Federazione Nazionale giapponese Wado Kai e il Quartier Generale Mondiale per la Scuola Wado Ryu.

Nel 1967 fu il primo karateka ad essere premiato con il Quinto Ordine di merito del sacro tesoro imperiale del Giappone, come riconoscimento dei suoi successi. Dopo la sua morte nel 1982, il figlio Jiro divenne il capo istruttore della scuola di wado ryu.

Oggi, c’è una nutrita schiera di esperti e onorati rappresentanti di wado ryu in Giappone, i quali sono anche capi delle rispettive federazioni o associazioni.

Caratteristiche del karate wado ryu

Per i praticanti di wado ryu, la filosofia essenziale è migliorare il proprio comportamento dentro e fuori la disciplina.

Questo è uno degli scopi principali del budo (arte marziale), che esalta il rispetto, la disciplina e la comprensione sia a livello fisico che mentale.

La finalità condiziona il nostro atteggiamento verso noi stessi e verso gli altri nella vita quotidiana, nel lavoro e nelle attività sociali.

Mostrarsi aggressivi all’esterno, perfino durante le sessioni di allenamento, è vivamente sconsigliato.

 

Il nome wado ryu tradotto significa più o meno “il cammino pacifico”.

Un’altra peculiarità del wado ryu è che gli ampi movimenti ingiustificati sono ridotti al minimo. L’accento è posto sulla velocità e l’efficacia nei movimenti attraverso i quali ciascuna tecnica si esprime, piuttosto che sulla forza o sull’apparente sforzo fisico.

Gli esponenti del wado ryu privilegiano decisamente la coordinazione dei movimenti del corpo usando tecniche specifiche.

Questo principio si ritrova in molte altre arti marziali, come il ju-jitsu, l’aikido e il kendo.

 

La coordinazione viene evidenziata in tutte le fasi dell’insegnamento, dall’esecuzione di tecniche di base fino all’applicazione di combinazioni avanzate nel combattimento libero.

 

Abbigliamento e attrezzatura nel wado ryu

I praticanti di karate indossano una divisa di cotone bianco, che può essere leggera, semi-leggera o pesante. La giacca è tenuta chiusa da una cintura che distingue il livello del praticante.

Il distintivo del club o un simbolo sono mormalmente cuciti sul lato sinistro della giacca. I pantaloni bianchi sono dotati di un cordoncino a mo’ di cintura che favorisce le imprescindibili condizioni di comodità, praticità e sicurezza.

Le protezioni vengono impiegate nel karate sia da uomini che da donne, specialmente nel combattimento libero e nelle gare.

I praticanti devono inoltre essere sempre puliti e ordinati, come segno di rispetto verso la disciplina, il maestro e il compagno di allenamento.

 

Buon allenamento da ABC

 

Scritto da: ABC Staff

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