Difesa Personale - La Prima Tattica del Wing Fight

Difesa Personale - La Prima Tattica del Wing Fight

La strategia è l’obiettivo delle tue azioni belliche individuali, la prima tattica ne è la realizzazione

Un’arte marziale che non ha una strategia non insegna realmente a difendersi. Perché?

Un esercito che ha un Generale senza le idee chiare ha già perso la guerra.

Anche un sistema di difesa che non ha una strategia è difficile che funzioni.

Se non sai come muoverti, con quale scopo lo fai, probabilmente eseguirai solamente dei movimenti a caso e sarai esposto a tutti i tipi di attacco da parte dell’avversario.
Questo è molto pericoloso. Un sistema che non ha una buona strategia, oppure non ce l’ha affatto, sta ad indicare che il sistema stesso non ha una struttura solida.
La strategia però da sola, è un’auto senza ruote: il motore non ha la capacità di trasformare in modo efficiente la sua energia.

Un’arte marziale con una strategia ben definita è ben strutturata, però deve possedere delle tattiche per essere messa in atto.
Il WingFight di Victor Gutierrez, è un’ingegnosa arte marziale sviluppata per la difesa personale ed ha una sola strategia: portare una serie di attacchi continui proteggendo la linea centrale ed i confini.
Nel wing tsun il concetto è definito come “Bik-bo-tip-da”. Il significato di questo termine è quello di continuare ad attaccare senza sosta fino alla resa dell’avversario.
Nel Wing Fight, tutti i praticanti sanno che portare a termine la strategia principale è lo scopo della pratica.

La strategia è l’obiettivo delle tue azioni belliche individuali.
Gli allenamenti sono mirati a quello, le tattiche sono i mezzi per arrivarci, e le tecniche sono i mattoni di queste ultime, ma le tattiche senza le tecniche sono un muro senza mattoni, un’idea astratta senza mezzi per essere messa in pratica.
Le tecniche isolate però non hanno senso, sono una barchetta senza bussola in mezzo al mare, devono essere articolate in modo da dare un senso pratico alla tattica.

Ricapitoliamo

Per portare a compimento la strategia bisogna avere un piano, ed il piano è appunto la tattica. Per mettere in pratica una tattica abbiamo bisogno di tecniche.
Il Wing fight, come arte marziale per la difesa personale possiede una strategia, e cinque tattiche principali nel modulo base (il programma base principale) per realizzarla. Le tecniche sono quei mezzi che permettono alla tattica di stare in piedi.


Prima Tattica del Wing fight: Rompere l’asse dell’avversario


L’asse dell’avversario è quella linea immaginaria che attraversa in verticale la struttura del corpo e termina sul baricentro.

È in pratica l’equilibrio.

È quel fattore fondamentale da mantenere per portare i colpi con potenza, per potersi difendere ed attaccare efficacemente. Lo sforzo del praticante è mirato a mantenerlo e distruggere quello dell’avversario.

Nel preciso istante che l’avversario non possiede l’equilibrio egli è innocuo, i suoi colpi sono senza forza.

Ogni colpo deve mirare a spostargli l’asse dell’equilibrio per evitare un suo rapido contrattacco.

Ogni atleta di sport da combattimento lo sa, anche inconsapevolmente che se riesce a colpire la testa, attraversandola con un colpo (pugno, gomitata, calcio) è facile raggiungere lo scopo.

A volte anche il Knock out.

Nell'ambiente spesso si parla di struttura...

La tua struttura è sempre minata dalle sue intenzioni di romperti il l'equilibrio.

Il tuo asse dell’equilibrio è quella cosa da difendere gelosamente, quello dell’avversario è da distruggere ad ogni costo.
Però per distruggerlo bisogno attraversarlo con un colpo portandolo con tutta la forza del corpo.
Non solo per mandarlo al tappeto:


  • anche per immobilizzarlo hai bisogno di prendere il controllo del suo asse
  • anche per atterrarlo devi attraversare il suo asse.
Insomma, se è la prima tattica un motivo c’è. È fondamentale. In tutti gli esercizi ci si allena a portare in crisi il suo equilibrio fino a diventare un’abitudine, anche inconsapevole.
Ogni esercizio, drill, ogni altra tattica sarà mirata ad arrivare a questo, fateci caso.
Buona pratica.
Scritto da: ABC Staff

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