Praticare le Forme nelle Arti Marziali

Praticare le Forme nelle Arti Marziali

Perchè si praticano le forme? Molti stili tradizionali di kung fu e Karate come il Wing Chun hanno nel loro repertorio la pratica delle forme o kata

Ogni nuovo allenamento marziale comporta fatica, sudore, tenacia e dolore, tutto questo per carpire ogni volta qualche segreto in più dell'arte che studiamo. Ma non finisce qui, ogni volta che ci alleniamo ciò che guadagnamo di veramente prezioso sono i nuovi indizi su noi stessi, sul nostro modo di muoverci e di pensare.

 

Negli allenamenti dove ci si sbizzarisce nello scambio di tenciche, spesso l'adrenalina sale alle stelle, lo scambio è eccitante, ma il rischio è che, oltre ad una sensazione di caos, e all'abitudine ad esso (che non è poco!) non abbiamo imparato nient'altro. Nello studio delle forme, invece l'atmosfera cambia in maniera surreale, improvvisamente il caos si quieta ed entriamo in un clima che possiamo definire meditativo. Entriamo per così dire in contatto con noi stessi...

 

Ogni volta che ci si dedica allo studio delle forme , infatti, si crea inevitabilmente un'atmosfera che evoca la meditazione, si crea un momento intimo con te stesso. La concentrazione sull'atto è tale, da convertirsi nell'atto stesso. La realizzazione di una condizione meditativa, però è solo una delle numerose risorse  che è possibile scoprire allenandosi nello studio delle forme: vorrei, in questa occasione, suggerirvene delle altre.

LA CONCENTRAZIONE SU SE STESSI ATTRAVERSO LA SIU NIM TAO. Mentre si pratica Siu Nim Tao la prima sensazione deve essere quella di acquisire la capacità di mantenere fissa la concentrazione su sè stessi. Non esiste in questo momento l'avversario, e la concentrazione è soprattutto fisica, dobbiamo scoprire come gestire e mantenere ogni nostra espressione aderente al centro del nostro corpo; ogni singolo gesto, all'apparenza un gesto tecnico diventa fine a sè stesso, un movimento, nulla di più.

Esattamente come la terra gira attorno al Sole,  mantenendosi aderente alla rotazione sul suo asse centrale noi muoviamo le braccia in funzione della linea centrale. Infatti attorno ad essa hanno origine i nostri movimenti, le nostre tecniche peculiari dello Stile.

Continuando l'analogia astrale individuiamo tale punto con la zona che si irradia introno all'ombelico, le braccia si muovono invece cercando e mantenedo una relazione con la linea centrale mediana del corpo.

 

La scoperta di questo territorio intorno a noi stessi, sicuro come la nostra casa di origine, da cui partono tutti i nostri movimenti di espressione verso l'esterno, potrà rendere ogni nostra espressione più radiacata e contemporaneamente ci renderà consapevoli delle nostre basi sia fisiche sia psichiche. Allenarci a sentirci centrati nel nosro corpo ed aderenti ad esso in qualunque movimento, ci conferirà nel tempo una maggiore capacità di concentrazione su noi stessi ed una rinnovata fiducia interiore.

 

CON LA SECONDA FORMA, LA CHUM KIU LA RICERCA DELL'EQUILIBRIO. Nello studio delle forme, in questo caso nella CHUM KIU, l'equilibrio non indica solo l'abilità di sostenersi su una sola gamba e della stabilità nelle rotazioni, ma anche l'arte di stabilire un rapporto interiore tra tutti i punti del corpo di cui si riesce ad essere consapevoli. Provate a eseguirla tenendo per qualche secondo le varie posizioni, concentrandovi sugli arti che tenete sollevati per eseguire pugni o calci. Concentratevi sugli arti distesi, come se galleggiassero sull'acqua e poi metteteli in rapporto con il movmimento del corpo per intero. Grazie a questa operazione di concentrazione, ad un certo punto sentirete una sorta di armonia sia di equilibri fisici che psichici.

 

Ma la grande scoperta sarà un'altra ancora, che per mantenere la preziosa sensazione di armonia scaturita dall'equilibrio del corpo, dobbiamo rinnovarla con un processo costantemente attivo e mai cercare di bloccarla con la staticità; questa è la ricerca della fluidità. Se vi dimenticherete questo principio, l'armonia svanirà e voi non riuscirete a mantere i vostri equilibri.

 

CORREZIONI POSTURALI. La postura, sappiamo, è il modo in cui le varie parti del nostro corpo si combinano tra loro, il modo in cui l'equilibrio tra muscoli agonisti ed antagonisti si alterna ed il modo in cui affrontiamo il duro peso della forza di gravità, ma per finire è anche il modo in cui il nostro fisico esprime il nostro stato emotivo. Grazie allo studio delle forme possiamo guardare ed analizare i mostri atteggiamenti posturali e, magari trovare gli occhi per vedre i "pesi" che portiamo sullle spalle, tanto da tenerle spesso troppo ricurve, o tutti gli altri atteggiamenti posturali che spesso appannano la nostra bellezza.

 

Non dovremmo avere paura di osservarci e di provare ad aprire le spalle, rilassare la mascella, riequilitrare la posizione del bacino, magari prendendo spunto dallo studio analitico delle forme. Potremmo scoprire che ammorbidire vecchi atteggiamenti postruali a noi abituali, potrebbe essere un'occasione di rinnovamento non solo del nostro stato fisico, ma anche emotivo. Insomma, mediante la pratica potremmo piacere e piacerci di più.

Scritto da: ABC Staff

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