Prima Lezione Di Difesa Personale

Prima Lezione Di Difesa Personale

Imparare ad usare i pugni per difendersi in strada

Il Wing Fight Revolution è un metodo di Difesa Personale che può definirsi completo, è il risultato di oltre 30 anni di esperienza del Maestro di Wing Tsun Victor Gutiérrez.

Recentemente è un’Arte Marziale riconosciuta dalle autorità sportive spagnole, in rapida diffusione in tutto il mondo ed un ottima scelta per chi si vuole avvicinare in maniera pragmatica allo studio completo ed efficace della Difesa Personale. La Difesa Personale è una materia molto complessa, infatti tutti gli stili e metodi si dichiarano gli unici ed i più efficaci in proposito, ma in realtà a conti fatti nessuno lo è realmente.

Nessuno in realtà lo è perché per essere completi si dovrebbe studiare più di un metodo. Un’atleta “completo” non esiste, perché ogni stile focalizza la sua attenzione solamente su un aspetto particolare della “battaglia individuale”: c’è chi predilige l’uso delle braccia (boxe occidentale ad esempio), c’è chi passa la maggior parte del tempo a terra (ad es. brazilian Ju jitsu), c’è chi si focalizza sull’uso delle gambe (ad es. tae-kwon-do) e magari chi usa maggiormente lavorare sul corpo a corpo (come la lotta libera o la greco-romana).

Chi pretende di essere “invincibile” in un campo finisce per trascurare uno o più aspetti della “battaglia a due” perché sarebbe impossibile diventare forte come Mike Tyson con i guanti ed allo stesso tempo dare del filo da torcere a Frank Chamizo (campione di lotta libera) e non aver problemi sul tatami con Royce Gracie del Bjj.

Ci basterebbe molto meno, ma chi è nel settore lo sa che eccellere su tutti i fronti è tutt’altro che umanamente possibile.

La dura realtà è che chi vuole fare bene tutto finisce per non fare bene niente.

Se ti piace lottare nel corpo a corpo e vuoi avere dei risultati devi impiegarci tanto tempo e tante energie, ma il tempo a disposizione non ti basterebbe per fare altrettanto nella Muay Thai ad esempio.

Il Wing Fight Revolution è sì un metodo completo adatto per la difesa personale e lavora su tutti i fronti, ma sono gli atleti che lo praticano che dopotutto non lo sono.

In questo ambiente potrai incontrare il praticante che lavora maggiormente sulla corta distanza dedicando molto tempo al chi-sao (propriocezione) e sulla pugilistica specializzandosi in piedi, ma per forza di cose dedicherà meno tempo alla lotta a terra; altri invece lavoreranno maggiormente a terra dedicando poche energie alla pugilistica in piedi (striking) e poco sul chi-sao (mani appicicose). Altri si specializzano sull’uso delle armi, e loro non avranno rivali con un bastone o un coltello, ma a mani nude, per forza di cose avranno delle lacune.

Ogni atleta svilupperà le sue tattiche per vincere la sua “battaglia a due” secondo le sue preferenze, attitudini mentali e fisiche.

Però se qualcuno studia con l’ottica di difendersi, in caso di bisogno deve trovare una specializzazione da portare avanti ma avere una visione a 360° del combattimento.

Un praticante se inizia molto giovane potrà alternare lunghi periodi della propria vita ad uno ed all’altro aspetto ma se si inizia già un pochino in avanti con gli anni bisognerà fare una scelta e portarla avanti per bene.

Se ti affidi ad una Scuola, (molto consigliato) in genere questo lo avrà già scelto il tuo insegnante, e tu dovrai seguire le sue orme.

PRIMA LEZIONE DI DIFESA PERSONALE

Se scegli la strada di specializzarti nello “striking” (uso delle mani e delle gambe per colpire e difenderti) allora puoi iniziare utilizzando bene le mani, come armi di percussione.

Quindi per cominciare, il tuo primo obiettivo, è arrivare all’uso corretto dei pugni. Il pugno è un’ottima arma naturale per difendersi. La mano chiusa a pugno è un riflesso naturale per combattere, ognuno di noi, in un momento di rabbia chiude la mani a pugno e si irrigidisce.

Il tuo obiettivo ora, è in caso di pericolo, chiudere le mani a pugno per difenderti e avere un’attenzione rilassata. Un’attenzione rilassata si raggiunge con una consapevolezza di saper usare bene le mani.

Prima di tutto, il colpo a mano chiusa deve essere sferrato nel modo corretto, con un adeguato allenamento di condizionamento, questo per evitare di farsi male.

Come tirare correttamente un pugno

Qualsiasi costruzione edile per essere stabile e forte e sopportare il peso della struttura deve essere allineata bene. Un disallineamento avrebbe come conseguenza un indebolimento della stessa. Proprio per questo, al momento dell’impatto la mano a pugno deve essere in linea con le due ossa della mano (radio e ulna).

Quindi ricorda che un pugno tirato con una rotazione del polso al momento dell’impatto rischia una frattura.

La seconda cosa assolutamente da non trascurare è l’utilizzo corretto della connessione muscolare.

La connessione muscolare è quella coordinazione che da forza al colpo. Un pugno tirato senza un minimo di connessione non fa male, e se non fa danni chiaramente non serve a nulla. Se volete avere un’efficacia, i vostri pugni devono avere la potenzialità di ferire, di essere un’arma potenzialmente dannosa. Per allenare la connessione muscolare con il pugno dovete tenere presente che il colpo non è solo un lavoro isolato del vostro braccio bensì di tutto il corpo.

Il primo esercizio di coordinazione, tenendo presenti questi due aspetti importanti è eseguire davanti allo specchio questa sequenza.

  1. Inizia partendo dalla posizione di guardia, con il mento basso ed i gomiti lungo i fianchi.
  2. Lancia il pugno destro ricordandoti di seguire una leggera traiettoria discendente con il pugno che termina la sua corsa con il dorso della mano parallelo al terreno; ora per connetterti ai muscoli del corpo sposta il peso sulla gamba sinistra protraendoti in avanti.
  3. Mentre il destro torna indietro seguendo lo stesso binario dell’andata, lancia il pugno sinistro ricordandoti sempre di seguire una traiettoria discendente con il pugno che termina la sua corsa con il dorso della mano parallelo al terreno; lo stesso discorso per il sinistro, per connetterti ai muscoli del corpo sposta il peso sulla gamba destra spingendo il corpo in avanti.
  4. Riprendi con il braccio destro e la gamba sinistra e così via per cinque minuti di seguito.
Ti accorgerai che lo spostamento del corpo, oltre a dare forza al pugno ti porta automaticamente il viso dietro al colpo, assicurandoti una copertura dinamica.

Progressione dell’esercizio

Ora puoi lavorare al sacco oppure ai colpitori se avete un compagno, con la guardia classica con la gamba avanzata focalizzandoti sul trasferimento del peso del corpo sul pugno e di conseguenza sul sacco o i colpitori.

Previo riscaldamento ora esegui un protocollo Tabata per quattro minuti:

1. destro e sinistro al sacco (20’ a massima intensità)

2. pausa (10’)

3. segui i punti 1 e 2 per otto volte, per un totale di quattro minuti.

Reattività con compagno

Ora è importante lavorare sulla reattività, questa progressione è importante, perché è indispensabile avere degli stimoli a cui reagire. Lo scopo di questo esercizio è reagire dopo aver subito un colpo di sorpresa.

Per fare questo devi avere un compagno che ti dà degli impulsi e ti offre dei bersagli mobili.

Il compagno terrà due colpitori su entrambe le mani, mentre tu ti posizioni in guardia davanti a lui indossando un paio di guantini a dita libere.

Il partner ti porterà un colpo al viso con i colpitori e tu, una volta che ti avrà scaricato il colpo al bersaglio, tu ti ripari chiudendoti a tartaruga con la guardia e di conseguenza mentre egli ritrae il braccio come una molla scarichi due o tre pugni ai colpitori (incrociando i colpi: cioè il vostro pugno destro sul colpitore della mano destra del compagno ed il sinistro sul colpitore sinistro).

Buon lavoro

Scritto da: ABC Staff

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