Wing Chun, impariamo le basi

Wing Chun, impariamo le basi

Il primo approccio allo stile per un principiante

Chi si approccia a questo meraviglioso stile deve imparare le tecniche di base, all’inizio sì un po’ noiose, ma che faranno le fondamenta necessarie a tutte le tecniche ed esercizi efficaci e divertenti che seguiranno.

 

Ricordate che nessun bravo praticante, nessun Istruttore, nessun Maestro ha saltato questa fase, anzi, hanno esasperato la propria pazienza nell’eseguirle. Se vuoi fare parte un giorno di una delle tre categorie sopra, devi allenarti alla nausea con i fondamentali!

 

Come iniziare 

La prima cosa che si impara è come “tenersi sulle gambe”.

Iniziamo con la posizione delle gambe e dei piedi che si deve assumere quando si eseguono le forme, tutti gli esercizi e le applicazioni di base. Poi solo in seguito potrai lavorare in modalità libera (sportivo, da strada e personale).

A cosa serve? Quando dovete assumere questa posizione?

Prima di tutto per eseguire le forme  Siu Nim Tau, Chiam Kiu ,Biu tze, Mook Yan Chong, e Bart Cham Dao, tutti gli esercizi inerenti alle forme, nel lat-sao, nel chi-sao e nello sparring.

 

Posizione di partenza: La posizione del “carattere due”  Yee Jee Kim Yeung Ma (YJKYM) in cinese.

È chiamata in questo modo perché la posizione dei piedi ricorda il carattere del numero 2 negli ideogrammi cinesi.

È la posizione di allenamento del Wing Chun -come ben sappiamo- non la posizione di combattimento, ma sta alla base di un buon lavoro di equilibrio, di bilanciamento dei pesi in azione, e ti aiutano a gestire la tua forza e quella dell’avversario in allenamento, -come dicevo prima- sia nel lat-sao sia nel chi-sao, ma anche nello sparring.

 

Passi per raggiungere la posizione

  1.  assumete la posizione eretta
  2. tenete le braccia lungo i fianchi
  3. tenete le gambe unite

…poi successivamente:

  1. alzate i pugni contemporaneamente con  energia all'altezza della vita spingendo i gomiti con forza all'indietro,
  2. I pugni dovete tenerli chiusi ma rilassati, (avendo l'accortezza di tenerli distaccati dal corpo di quattro o cinque centimetri), le braccia devono essere parallele tra loro
  3. le ginocchia leggermente piegate,
  4. ora aprite le punte dei piedi tenendo uniti i talloni, a questo punto li alzate e li aprite a loro volta fino ad avere le punte leggermente convergenti verso l’interno.

 

A posizione raggiunta dobbiamo avere i piedi leggermente convergenti, la schiena dritta, lo sguardo avanti e le spalle rilassate con i pugni chiusi ai fianchi.

Ora da qui possiamo iniziare tutto il programma didattico...

 

La prima cosa è quella di imparare i movimenti che si possono fare da fermo (cioè senza fare passi) dalla YJKYM: la rotazione (spostamenti del peso) deve essere il primo passo per imparare a scaricare la forza dell’avversario; senza aver imparato a gestire l’impatto della forza dell’avversario sul tronco dalla posizione statica non si può pretendere di arrivare ad eseguire una perfetta gestione delle forze in uno scontro dinamico. (comunque la gestione perfetta non l'avrete mai ma potete migliorarla molto)

 

 

 

La prima cosa da imparare dopo che si è raggiunta la posizione quindi è la rotazione.

Farla bene serve a distribuire il peso in base all’energia impostaci dall’avversario;

quindi cominciamo in questo modo:

Da posizione YJKYM facciamo ruotare il busto verso sinistra mantenendo il piede destro ben saldo al terreno, mentre il piede sinistro si muoverà seguendo la spinta del busto aprendo leggermente la punta che rimarrà comunque verso l'interno. Ora eseguitela anche nell’altro verso.

 

 

 

 

La posizione di guardia: Man-sao, Wu-sao

Quando si eseguono gli esercizi, come ad esempio le applicazioni, alla posizione YJKYM, si aggiungono le braccia che posizioneremo in

  • Man Sao (“mano che cerca”), la mano più avanzata
  • Wu Sao (“mano che protegge”), la mano arretrata

Allunghiamo il braccio destro in avanti non completamente, guardandoci allo specchio all'altezza dello sterno, mano aperta, palmo rivolto a sinistra (Man-sao); braccio sinistro piegato, gomito che tende verso l’interno, aderente al corpo quasi a toccare il fianco e la mano aperta con il palmo aperto con le dita puntate al soffitto (Wu-sao).

 

Naturalmente l'altezza delle mani varierà al variare dell'altezza del nostro avversario, perché "mira" alla sua centrale.

 

Ecco, ora avete raggiunto la posizione di guardia tradizionale di allenamento del Wing Chun!

 

Ora potete iniziare ad allenarvi con i “pugni a catena”.

I pugni a catena (chain punches) servono

  1. a capire
  2. ad allenare
  3. e a rendere fluide le braccia nella concatenazione dei colpi.

Infatti molti non sanno che (erroneamente a quanto si pensa) i pugni a catena sono solamente un esercizio per allenare le sequenze velocissime dei movimenti.

Ci tengo a spiegarmi meglio, il Wing Chun non è "un colpo solo", ma un insieme di colpi, una raffica di movimenti che devono travolgere l'avversario (ad esempio, fak sao, chang sao , kwai chang, bui tze sao nel giro di pochi decimi di secondo).

L’allenamento esasperato dei pugni a catena ci aiuta in questo, ed è il motivo per cui è così importante  per i principianti saperli sferrare bene e per lungo tempo davanti allo specchio!

 

Come si eseguono i pugni a catena?

Il Man sao si trasforma in un pugno, lo lanciamo perpendicolare al terreno, in modo fluido, il polso non deve essere rigido e quando il braccio arriva alla massima estensione andiamo leggermente indietro con la testa, a questo punto il Wu sao (già mutato in pugno) prende il posto dell'altro pugno che retrocede all'altezza del gomito.

Ultima cosa, non dimenticate che i pugni devono essere lanciati su una sola linea, un solo binario che è la linea centrale del nostro avversario.

Il risultato di tutto lo potete vedere nel video che abbiamo prodotto per voi.

 

Buon allenamento da Sifu Sandro e Si-je Elena, e naturalmente da ABC.

https://www.youtube.com/watch?v=EtxWPiRn5CY


Scritto da: ABC Staff

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