Allenamento Wing Chun

Allenamento Wing Chun

Dalla storia antica al moderno allenamento del Wing Chun



L’allenamento di Wing Chun è certamente qualcosa che va oltre l’esercizio fisico. Per quanto le movenze debbano seguire traiettorie tanto precise quanto armoniche, allenarsi a Wing Chun significa anche trovare un equilibrio interiore molto consistente.
Il Wing Chun fa parte delle arti marziali, ma è assolutamente unica nel suo genere, grazie ad una serie di peculiarità che lo contraddistinguono, prima tra tutte la distanza molto ridotta dei combattimenti.
Proprio questa caratteristica sta alla base dell’allenamento di Wing Chun e della sua storia.
Nasce per merito di una donna, Ng Mui (anche questa è una peculiarità unica) circa 300 anni fa. Questa monaca Shaolin ebbe un’intuizione davvero geniale, mentre praticava Kung Fu: le tecniche applicate al combattimento erano troppo legate alla potenza muscolare e alle masse corporee dei lottatori, mettendo così in grande difetto i lottatori più piccoli e soprattutto le donne come lei.
Per risolvere questo gap, apparentemente insormontabile, partì dallo studio delle dinamiche di combattimento e lo studiò in un’ottica fisica, considerando la forze applicate in proporzione alle leve in gioco.
Ng Mui cercò quindi di annullare o diminuire sensibilmente questi fattori, grazie allo studio di una tecnica di autodifesa a distanza breve. E in questo modo sarebbe stato più facile raggiungere gli elementi vitali come organi genitali, stomaco, sterno, gola, bocca e naso.
Naturalmente per poter praticare questa arte marziale sono necessari anni di duro allenamento Wing Chun.


Caratteristiche dell’allenamento Wing Chun


Le peculiarità di quest’arte di combattimento partono proprio dalla posizione. Guardando un allenamento di Wing Chun potrete facilmente notare l’atipicità del portamento, che è più orientato a migliorare la condizione di equilibrio generale piuttosto che a combattere.
Uno dei movimenti classici del Wing Chun è il pugno a catena, ovvero dei pugni a raffica, in senso verticale, con il dorso della mano che resta a 90° rispetto al suolo.
Ci sono poi una serie di pugni a mano aperta, come i Chan-Sao, che mirano a zone sensibili dell’avversario e che possono diventare anche letali se portati con grande veemenza.
I calci invece vengono prevalentemente sferrati ad altezze medio basse, per togliere equilibrio all’avversario o per ledere le giunture ossee. Non sono comunque esclusi i calci alti al volto, ma sono decisamente meno usati perché necessitano di distanza maggiore dall’avversario.
Nella fase di allenamento del Wing Chun c’è un esercizio molto caratteristico, ovvero il Chi-sao. Si svolge a coppia e ha lo scopo di aumentare la sensibilità al tatto durante le fasi di combattimento. I maestri consigliano di cambiare spesso partner, proprio per adeguarsi alle diverse fisicità.
I neofiti cominciano con una sola mano, per poi progredire fino all’uso di entrambe le mani e all’esecuzione di movimenti complessi, guidati da un equilibrio unico nel suo genere. La fluidità generata viene spesso paragonata a quell’acqua, poiché laddove si toglie qualcosa viene sempre ricompensata da un’altra parte. Cosi, ne movimenti, quando si cede con una mano si cerca il varco per entrare con l’altra.
Per questo motivo i praticanti di questa disciplina sono cosi temibili nello “stretto”.
A chi consigliamo di cominciare un allenamento di Wing Chun? A  tutti coloro che pensano che l’autodifesa sia importante ed utile e che vedono lo sport come un’espressione che va oltre la fisicità.

Buon allenamento

Scritto da: ABC Staff

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