Glucosammina per Supplementazione Orale: Un Potenziale Agente Ipertensivante Oculare

Glucosammina per Supplementazione Orale: Un Potenziale Agente Ipertensivante Oculare

Valutazioni del Dottor A. Bertuccioli su questo integratore

La glucosammina è un amminozucchero precursore dei glicosamminoglicani, molecole che rientrano tra i principali costituenti della cartilagine articolare, notevolmente utilizzata nel trattamento dell’osteoartrite e di problemi degenerativi articolari in genere.

Da diversi anni la reale efficacia della supplementazione con glucosammina rimane piuttosto discussa in quanto in letteratura sono presenti dati discordanti che non permettono alla comunità scientifica di giungere a una posizione univoca in merito(1-2). Oltre alle critiche emerse in passato relativamente al potenziale effetto pro-diabetogeno della glucosammina, che non saranno oggetto del seguente articolo, recentemente (Maggio 2013) sono stati riportati da alcuni autori preoccupanti effetti correlati all’uso di glucosammina e significativo aumento della pressione intraoculare (Intra Ocular Pressure-IOP).

Evidenze di un effetto potenzialmente negativo della supplementazione orale di glucosammina sulla IOP sono stati notate per la prima volta da uno dei coautori dello studio, Edward H. Jaccoma, Professore associato di Oftamologia presso la University of New England College of Medicine, che seguendo un paziente per un sospetto glaucoma riscontrò un notevole aumento della IOP.

Dall’anamnesi il professor Jaccoma riscontrò che l’unico cambiamento occorso prima di tale evento consisteva nell’inizio della supplementazione con glucosammina, che una volta sospesa condusse al ritorno della IOP a livelli basali.

Dopo questa prima osservazione, l’articolo riferisce di situazioni analoghe in pazienti dalle condizioni sovrapponibili, eventualità che ha creato la necessità di procedere con un primo studio per cercare di fare chiarezza in merito.

Lo studio ha preso in considerazione 17 soggetti, di cui 6 uomini e 11 donne, con un età media di 76 anni e uno storico di supplementazione orale di glucossamina concomitante ad un elevata IOP (IOP > 21 mm Hg), oppure concomitante a diagnosi di glaucoma.ad angolo aperto. I soggetti dovevano essere inoltre disposti a sospendere il trattamento con glucosammina e , per una parte del campione, aver effettuato negli ultimi 2 anni almeno 3 o più misurazioni della IOP , non avendo nel frattempo variato la terapia per la IOP normalmente seguita ne avendo subito un trattamento di tipo chirurgico.

I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi:

  • Gruppo A: Pazienti con storico di misurazioni della IOP (da 1 a 3) precedente a supplementazione con glucosammina, con dati quindi precedenti alla supplementazione, in corso di supplementazione e dopo sospensione della supplementazione

 

  • Gruppo B: Pazienti senza misurazioni della IOP precedenti all’inizio della supplementazione con glucosammina, con dati in corso di supplementazione e dopo sospensione della supplemntazione

Il gruppo A ha mostrato un incremento della IOP dopo l’inizio della supplementazione (P=.001). Dopo sospensione del trattamento la IOP si è ridotta sia nel gruppo A (P=.002) che nel gruppo B (P=.008). Valutando complessivamente i dati dei due gruppi associati i ricercatori hanno riscontrato una riduzione della IOP rispettivamente di:

 

 

 

OCCHIO DESTRO

OCCHIO SINISTRO

T0=IOP con glucosammina

mm Hg

T1=IOP senza glucosammina

mm Hg

T0=IOP con glucosammina

mm Hg

T1=IOP senza glucosammina

mm Hg

19.5 ± 0.4

16.7 ± 3.0

20.3 ± 2.9

17.3 ± 2.4

P < .001

 

 

I dati dimostrano in entrambi i gruppi una correlazione diretta tra l’assunzione di glucosammina e l’aumento della IOP, questo dovrebbe suggerire cautela nella supplementazione orale, soprattutto in soggetti a rischio o con diagnosi di glaucoma, che secondo le raccomandazioni degli autori dovrebbero monitorare frequentemente in corso di trattamento la IOP e sospenderlo qualora il valore superi i limiti ritenuti in quelle condizioni sicuri dal proprio medico curante.

 

Dato che di fatto gli effetti collaterali riscontrati a livello oculare sono simili a quelli rilevati con l’uso di steroidi, particolare attenzione va fatta soprattutto nel considerare alla leggera questo tipo di supplementi, che se assunti impropriamente (con la fin troppo consueta logica “tanto è un integratore” non può aver effetti negativi, più ne assumo meglio è…) sottopone il soggetto a un notevole rischio: gli autori dichiarano di non essere in grado di escludere allo stato attuale delle cose non solo danni, ma addirittura danni permanenti alle strutture implicate.

 

Un atteggiamento prudenziale suggerisce quindi di valutare attentamente il rapporto rischi/benefici nell’uso di supplementi di glucosammina, soprattutto considerando che gli eventuali effetti positivi sono ancora molto discussi. Alla luce di quanto esposto valutare trattamenti alternativi per i problemi articolari, come per esempio gli idrolizzati biologici di collagene, fornendo quindi catene di e tri-peptidiche scevre per le conoscenze attuali dai summenzionati rischi, potrebbe rivelarsi una soluzione molto interessante per tuti quei pazienti ove la glucosammina non sia proponibile o quantomeno vantaggiosa.

1) Towheed TE, et al. Glucosamine therapy for treating osteoarthritis. The Cochrane Database of Systematic Reviews 2005, Issue 2. Art. No.: CD002946.pub2.DOI: 10.1002/14651858.CDO02946.pub2.
2)
Poolsup N, et al. Glucosamine long-term treatment and the progression of knee osteoarthritis: systematic review of randomized controlled trials. Ann Pharmacother 2005; 39: 1080-87.

3) Ryan K. Murphy, DO, MA; Lecea Ketzler, DO; Robert D. E. Rice, MD; Sandra M. Johnson, MD; Mona S. Doss, MA; Edward H. Jaccoma, MD  “Oral Glucosamine Supplements as a Possible Ocular Hypertensive Agent” ONLINE FIRST  JAMA Ophthalmol. 2013;1-3. doi:10.1001/jamaophthalmol.2013.227. Published online May 23, 2013
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