Come non invecchiare e rimanere giovani

Come non invecchiare e rimanere giovani

COME NON INVECCHIARE E RIMANERE GIOVANI ?

 

e' possibile rallentare l'invecchiamento ?

 

Ognuno di noi ha una sua Genetica che renderà più o meno lunga la vita ma alcuni fattori possono rallentare l'invecchiamento e far vivere al meglio i propri anni.

 

Ecco i fattori determinanti che rendono migliore la vita e rallentano l'invecchiamento :

 

 

ATTIVITA' FISICA

 

L'Attività fisica è considerata determinante per prolungare la vita dell'uomo. Uno quando pensa ad un'attività fisica benefica pensa alla corsa o alla bicicletta , ma udite udite recenti studi mettono al primo posto l'allenamento pesi . Uno dei benefici maggiori antinvecchiamento dell'allenamento pesi è la sua accelerazione del metabolismo . La massa muscolare è un divoratore di energia , al punto che una riduzione della massa muscolare è in larga parte responsabile per la riduzione del 2-5% per decennio del nostro metabolismo a riposo. Perciò aumentando la massa muscolare aumenta anche il metabolismo a riposo . L'allenamento con i pesi è ottimo anche in tarda età e non è mai troppo tardi per iniziare e sappiate che l'allenamento isotonico è molto migliore rispetto alla corsa per migliorare la sensibilità dei recettori dell'insulina i quali tendono ad abbassarsi anche come valori . L'allenamento inoltre migliora il livello di colesterolo buono ed abbassa quello cattivo riducendo varie malattie cardiache e non ..quali l'alzheimer.

 

CONTROLLO DEI CARBOIDRATI 

 

Un consumo smodato di carboidrati innalza i livelli d'insulina a picchi vertiginosi . Analizziamo questo ormone che ultimamente ha fatto discutere per la sua notevole influenza (in negativo) sul processo di invecchiamento: l’insulina. Sfortunatamente, la dieta della maggior parte delle persone, è costituita da molti carboidrati (soprattutto raffinati), poche proteine e pochi grassi (la maggior parte di tipo saturo). L’ingestione di carboidrati complessi (differenziabili da quelli semplici perché vengono digeriti più lentamente) è solitamente considerata salutare o comunque non dannosa, ma ciò non è sempre vero, soprattutto in quelle persone che non possiedono un buon metabolismo glucidico.

 

Si è visto infatti che, in persone di 40 anni, l’ingestione di molti carboidrati complessi unita ad una scarsa attività fisica, contribuiva ad un accumulo di grasso (non mi sembra una scoperta così eclatante). Ma perché questo? La prima risposta potrebbe essere che eccedendo con le calorie (sia esse derivanti da carboidrati complessi o altri nutrienti calorici), quelle inutilizzate si accumulano nel tessuto adiposo. Un’altra risposta, però, bisogna formularla andando ad osservare e valutare con quale efficienza sono utilizzati gli zuccheri assorbiti e circolanti nel flusso ematico e le difficoltà che trova l’insulina nel compiere il suo lavoro nell’organismo (conosciuta come sensibilità all’insulina).

 

Coinvolti in prima persona sono i recettori dell’insulina , paragonati a porte situate nelle membrane delle cellule muscolari (e non solo) e che permettono all’insulina di portare più o meno facilmente il glucosio e gli aminoacidi dal sangue all’interno delle cellule stesse.

 

Invecchiando, questi recettori perdono un po’ della loro efficienza, causando un aumento dei livelli di zuccheri nel sangue, i quali stimolano la produzione di insulina che, non venendo totalmente utilizzata, permarrà a lungo ed in quantità dannose nel circolo ematico, costituendo un’accoppiata deleteria per l’organismo, con conseguente accelerazione dei processi di invecchiamento e dei danni a tessuti ed organi. L’inattività è un altro fattore che causa la perdita di funzionalità di queste “porte”.

 

 

ANTIOSSIDANTI

 

 

i radicali liberi sono molecole altamente reattive che si producono nel nostro organismo. Sono la causa della maggior parte delle patologie e dell’invecchiamento degli esseri viventi. I radicali liberi sono composti da ossigeno che si lega ad altri elementi, quindi l’ossigeno che è indispensabile per mantenere la vita, diventa paradossalmente anche la più importante fonte di produzione di radicali liberi. -

 

Quando respiriamo, introduciamo ossigeno, il 95% circa di questo ossigeno viene utilizzato dalla cellule per produrre energia; mentre la parte rimanente dà origine ai radicali liberi. Questo è un processo fisiologico, normale, e l’organismo di una persona sana è attrezzato per fare fronte alla presenza di questi radicali liberi difendendosi con un proprio sistema anti-radicali, che si chiamo sistema antiossidante. - Questo sistema antiossidante comprende meccanismi enzimatici e meccanissmi non-enzimatici. Tra i primi vi è la superossidodismutasi, la catalasi e il glutatione ridotto. Tra le sostanze non enzimatiche ricordiamo la Vitamina E, la Vitamina C, i carotenoidi, i polifenoli, le antocianine, ecc. Pertanto, alla formazione di radicali liberi il nostro organismo risponde mediante il suo sistema antiossidante. - Se però il quantitativo di radicali liberi prodotto è superiore a quello fisiologico, il nostro sistema antiossidante non è più in grado di neutralizzare questo eccesso, per cui i radicali liberi aggrediscono le cellule, provocando danni più o meno gravi. E ci traviamo in stress ossidativo. Per fare un esempio: una lamina di ferro se adeguatamente protetta, ad esempio verniciata, non viene intaccata dall’ossigeno contenuto nell’aria. Se però la protezione viene meno, l’ossigeno interagisce con gli atomi di ferro e la lamina, col tempo, arrugginisce fino a disintegrarsi. Qualcosa del genere avviene anche nel nostro organismo. Quindi è chiaro che bisogna assumere attraverso l'alimentazione grandi quantità di queste sostanze . Frutta e verdura a Go go.

 

SONNO

 

 

Viviamo in un mondo dove i ritmi naturali di luce e oscurità, giorno e notte, non hanno più valore. Ci alziamo con la forza delle sveglie, ci ricarichiamo con caffè e bevande energetiche, ci corichiamo tardi e magari riposiamo anche male. Secondo un sondaggio americano appena conclusosi, il 63 per cento degli americani non dorme a sufficienza. E, guardandoci intorno, possiamo ben pensare che lo stesso valga anche per l’Europa.

 

La maggior parte delle persone hanno bisogno di circa 7,8 ore di sonno per notte. Ci sono pochissime persone che ne necessitano meno. Ci sono alcuni che pensano siano loro sufficienti appena 4, 5 ore a notte, ma quello che stanno realmente facendo è invecchiare ad un ritmo accelerato", afferma André Berger, MD, autore di “The Beverly Hills Anti-Aging Prescription”.

 

Il sonno perduto provoca conseguenze sgradevoli: calo di nitidezza mentale e di memoria, ridotta capacità di concentrazione, nel breve termine; problemi di salute, invecchiamento accelerato nel lungo periodo. Per cominciare, il sonno è essenziale per mantenere in forma il sistema immunitario. Chi non ha preso un raffreddore quando era stanco e debilitato? 

 

Quindi Dormire fa bene ed allunga la vita .