Esercizio Fisico: L'Alleato Contro Ansia e Depressione

Esercizio Fisico: L'Alleato Contro Ansia e Depressione

Migliorare il proprio stile di vita con l'attività sportiva a cura della Dott.ssa Torone

ESERCIZIO FISICO: L’ALLEATO CONTRO ANSIA E DEPRESSIONE

Chi di noi non ha mai sperimentato la piacevole sensazione di benessere e di leggerezza dopo una seduta in palestra o dopo una passeggiata a ritmo sostenuto nel verde?


Oramai conosciamo tutti i benefici dell’attività fisica sul nostro umore e sappiamo bene come possa “svuotarci” di tutti i pensieri negativi e del nervosismo ai quali la vita quotidiana, frenetica e stressante, ci sottopone costantemente.


E la ricerca scientifica va avanti nel dimostrare come un regolare esercizio fisico possa fare la differenza non solo in chi, normalmente, è esposto a stress quotidiani, ma in chi è affetto da disturbi dell’umore di natura ansiosa e depressiva. La ricerca dimostra, inoltre, come l’esercizio fisico possa rappresentare un valido strumento di prevenzione della depressione e dell’ansia patologica.

 

Recentemente, Camilo Ruggero, un ricercatore americano, insieme ai suoi collaboratori ha dimostrato come l’attività fisica possa aiutare a prevenire i sintomi della depressione in giovani adolescenti. Lo studio ha coinvolto 437 studenti di una scuola media del Texas (55% costituito da ragazze), in quanto, secondo i ricercatori, è proprio in questa fase adolescenziale che si tende ad abbandonare le attività sportive e a prendere peso.


Nello studio, l’ipotesi di partenza era che la depressione fosse correlata ad un più alto Indice di Massa Corporea (IMC o BMI). I risultati hanno confermato che continuare a svolgere attività fisica regolarmente è in grado di salvaguardare non solo il benessere fisico, mantenendo il BMI in un range normale, ma che è capace di aiutare a mantenere, anche in età adulta, un adeguato benessere psicologico.

Le cause sono ancora da approfondire. “Non sappiamo esattamente il motivo per cui esiste un legame tra il livello di attività fisica e la depressione”, ha affermato Ruggero, “ma probabilmente ciò è dovuto a una serie di fattori. Potrebbe essere dovuto alla maggiore autostima, al fatto di essere normopeso o a quello di ottenere maggiori effetti positivi derivanti dall’essere più attivi, e/o ciò potrebbe essere dovuto ad una ragione biologica. Sappiamo infatti che alcune proteine ed ormoni sono associate a più bassi livelli di depressione, in risposta all’aumento dell’attività fisica”.


Analoghi benefici sono stati riscontrati rispetto ai sintomi ansiosi. In particolare, uno studio recente condotto da alcuni ricercatori canadesi, ha dimostrato come l’esercizio fisico riesca a modificare il modo in cui una persona percepisce il mondo circostante. In altre parole, svolgere regolarmente esercizio fisico riuscirebbe a ridurre l’ansia sociale e a far percepire gli stimoli ambientali come meno minacciosi.


Chi soffre di ansia lo sa bene: basta una piccola preoccupazione, una discussione con una persona cara o il trovarsi in situazioni sociali sconosciute per provocare una reazione ansiosa di elevata intensità. Il sistema simpatico sembra impazzire, aumenta la sudorazione, la tachicardia e si rischia di avere dei veri e propri attacchi di panico.


Le ricerche precedenti hanno dimostrato, infatti, che le persone ansiose tendono a percepire i pericoli (qualsiasi cosa può costituire un pericolo per chi soffre di ansia!) in maniera più acuta ed il mondo in generale come più minaccioso, rispetto a persone meno ansiose.
Nella ricerca canadese, i ricercatori hanno chiesto ai partecipanti di guardare una figura sullo schermo e di dire se la percepivano come una figura che si avvicinava o come una figura che si allontanava da loro.


Molte persone tendono a percepire la figura in avvicinamento a causa di un bias (o distorsione cognitiva) chiamato “di fronte allo spettatore”: le persone potrebbero aver sviluppato, nel tempo, la convinzione che una figura in lontananza (ad es. un passante che ci viene incontro) sia una minaccia potenziale che devono prepararsi ad affrontare.


Questo bias è amplificato nelle persone socialmente ansiose; ciò significa che esse spendono tantissima energia per valutare gli stimoli ansiogeni, sia interni che esterni!


Svolgere attività fisica, da quello che emerge da questa ricerca, può ridurre gli effetti negativi di questo bias e rendere la percezione del mondo circostante più positiva e meno minacciosa.


I risultati della ricerca scientifica dimostrano, ancora una volta che non esiste una scissione tra benessere fisico e benessere psicologico. Gli effetti di una vita sedentaria, votata alla pigrizia, lascia il segno anche sulla nostra psiche, facendoci sentire apatici, ansiosi, tristi, vulnerabili e socialmente inadeguati.


A prescindere di quali siano le cause (psicologiche, biologiche e sociali) alla base di questa stretta correlazione tra soma e psiche, abbiamo un motivo in più per prenderci cura di noi stessi e per cambiare il nostro stile di vita.

Dr.ssa Monica Torone

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