Come riconoscere gli infortuni

Come riconoscere gli infortuni

Saperlo riconoscere vuol dire saperlo trattare

Ogni istruttore, atleta o body builder, dovrebbe conoscere, o meglio, saper riconoscere i diversi tipi di traumi o infortuni che si potrebbero presentare durante l'allenamento, la partita o il match.

 

La diagnosi dell'infortunio

Saper riconoscere l'infortunio significa anche sapere come intervenire, e quindi saperlo trattare.

 

Siete sicuri di saper riconoscere tempestivamente di cosa si tratta?

 

Tanto per cominciare elenchiamo la natura dei "traumi" derivati dalla pratica dell'esercizio fisico:

 

  • - la contusione
  • - la commozione
  • - il crampo
  • - lo stiramento
  • - lo strappo
  • - la distorsione
  • - la lussazione

 

Il corretto e immediato intervento quasi spesso ci salvano da una lunga degenza, e soprattutto evitano il sopraggiungere di ulteriori lesioni, come ad esempioo in caso di frattura ossea. 

 

In generale chiamiamo "traumi" le lesioni provocate da azioni meccaniche; la forza che causa un trauma è in genere esterna, ma in alcuni casi può anche essere interna all'organismo (come nel caso di lesioni provocate da un movimento violento tipo un calcio e un pugno a vuoto).

 

 

 

LA CONTUSIONE

La contusione è la lesione di parti muscolari o di organi interni in seguito a un trauma.

 

 

In genere la contusione si verifica con maggior facilità dove la parte ossea è più superficiale; diciamo che le articolazioni del nostro corpo più esposte alle contusioni sono quelle di:

  1. - ginocchia
  2. - spalla
  3. - calcagno

(in sport da combattimento sono classiche le contusioni al viso, nella parte oculare, alle tibia, alle braccia).

Rimedi

È necessario applicare al punto contuso il ghiaccio, acqua fredda o alcol, per le prime 24 ore, (anche spray refrigerante che non dovrebbe mai mancare in palestra), con adeguate fasciature.

Se non vi è una ferita, nella maggior parte delle volte si presenterà il livido (ecchimosi), dato dalla rottura di piccoli vasi sanguigni; il sangue non avendo sbocchi per l'assenza di ferita penetra tra i tessuti e colora la pelle in principio di rosso scuro, per poi passare al nero, al blu e infine al giallo (il cosiddetto "occhio nero").

 Se invece la rottura si è estesa ai grossi vasi si ha l'ematoma, cioè un accumulo di sangue fuoriuscito con violenza dal vaso danneggiato in un affossamento di tessuto limitrofo. 

Anche in questo caso è utilissimo intervenire con ghiaccio o acqua fredda, e nei casi peggiori gli ematomi troppo estesi dovranno essere aspirati da un medico competente.

LA COMMOZIONE

Può essere provocata sempre da un colpo molto violento oppure da una caduta, e si manifesta con sintomi riguardanti la parte colpita o l'organismo in toto, con la sospensione delle attività degli organi colpiti.

 

La commozioni più frequenti sono quella:

  1. - cerebrale
  2. - spinale 
  3. - renale 
  4. - toracica

 

Nel caso della commozione cerebrale si ha

  • la perdita totale di conoscenza spesso con disturbi della memoria,
  • perdita della sensibilità
  • la dilatazione della pupilla
  • il polso lento
  • l'irregolarità delle pulsazioni cardiache e del respiro. 

 

In quella spinale invece si avverte un forte dolore lungo la colonna vertebrale, oltre ad avere disturbi a livello mentale la compersa di paralisi e la diminuzione dei riflessi.

Primo soccorso

In questi casi è fondamentale stendere l'infortunato sopra un lettino con la testa in basso, in modo che il sangue affluisca con facilità al cervello, effettuare applicazioni fredde sulla testa e lasciare il paziente a riposo assoluto fino all'intervento di un medico.

 

 

 

IL CRAMPO

Il crampo non è altro che una contrazione involontaria della muscolatura accompagnata da dolore e da incapacità di movimento.

 

È un inconveniente delle preparazioni, un classico dei duri allenamenti e delle interminabili sessioni di sparring per preparare un match con altissimi ritmi di allenamento.

Può essere provocato anche da:

  1. - alterazioni del flusso del sangue al muscolo
  2. - rapidi cambiamenti di temperatura
  3. - dall'umidità
  4. - da una posizione forzata

 

Il crampo, che quasi tutti abbiamo avuto (il più ricorrente è quello al polpaccio, che è uno dei muscoli più soggetti), si presenta con il muscolo interessato che è isolato, contratto, indurito e fortemente dolorante, con perdita totale di movimento.

 

Primo soccorso

In questi casi è opportuno intervenire con:

  • - un massaggio (tenere presente che è bene non insistere con manovre troppo energiche sulla contrattura che provocherebbero la rottura delle fibre muscolari e il distacco dei tendini dai punti di intersezione)
  • - esercitando localmente una pressione costante
  • - applicazioni calde

LO STIRAMENTO

Si ha quando si producono lesioni limitate a poche fibre di un muscolo ed è evidenziato alla palpazione da un dolore che aumenta con movimenti attivi.

 

Uno stiramento può essere generato da:

  1. - mancanza di allenamento
  2. - affaticamento
  3. - umidità
  4. - freddo

 

Primo soccorso

Il primo intervento in questo caso è quello di fare impacchi freddi allo scopo di lenire il dolore e procedere quindi all'immobilizzazione.

In seguito è opportuno far riposare la parte interessata dallo stiramento, e dopo la prima settimana effettuare azioni muscolari attive, passive e contrastanti.

Non è male anche fare terapie elettriche (macroniterapia).

 

 

 

LO STRAPPO

Lo strappo è una lesione localizzata solitamente a un arto inferiore che si presenta in seguito a un'eccessiva tensione muscolare con conseguente rottura della fibra. 

 

Lo strappo in pratica è una forma più grave dello stiramento.

 

Le cause possono essere:

  • - affaticamento
  • - umidità
  • - freddo
  • - carenza di allenamento

 

Visivamente lo strappo si può notare per la presenza di un avvallamento dovuto al ritirarsi delle fibre rotte, ed è caratterizzato da un forte dolore improvviso che subentra durante un allenamento e ne impedisce la prosecuzione.

Come primo soccorso è bene:

  1. - sollevare l'arto colpito ad un livello superiore a quello del corpo
  2. - fasciarlo con bende elastiche
  3. - applicare del ghiaccio per ridurre il gonfiore e alleviare il dolore 
  4. - in seguito usare antinfiammatori

 

Nella prima settimana dopo il trauma evitare massaggi e manovre manuali nel modo più assoluto.

 

 

 

LA DISTORSIONE

Si ha quando un'articolazione subisce una lesione senza perdita di contatto tra i capi articolari, in seguito a una violenta azione traumatica.

 

Il trauma da distorsione può essere: 

  1. - diretto
  2. - indiretto

 

Le forze che determinano la distorsione sono quelle di rotazione associate a movimenti di massima estensione o di brusca flessione.

Si manifestano con dolore intenso e tumefazione che aumentano progressivamente dopo un trauma.

La possibilità di movimento , già scarsa subito dopo il trauma, diminuiscono sucessivamente a causa del dolore.

 

Primo soccorso

È utile intervenire con impacchi freddi e immobilizzando l'arto interessato.

È buona norma sempre sospettare una frattura e quindi trasportare l'infortunato al pronto soccorso per esami più accurati, avendo cura di tenere l'arto immobilizzato per non peggiorare la situazione.

È importante sapere che

l'articolazione lesa NON va massaggiata, e non vanno praticate infiltrazioni anestetiche locali che, pur consentendo di continuare il movimento, potrebbero causare danni più gravi.

Buoni risultati potranno essere ottenuti in seguito con i forni Bier, le onde corte e la radarterapia.

 

 

 

LA LUSSAZIONE

C'è lussazione quando si presenta lo spostamento di due superfici articolari.

 

 

Una lussazione può essere:

Una lussazione completa quando si ha la totale perdita di contatto tra le due estremità ossee.

Una sublussazione quando tra esse rimane un punto di contatto

La lussazione traumatica si nota facilmente per l'atteggiamento anormale dell'arto interessato, con gonfiore e deformazione dell'articolazione dovuta agli spostamenti degli estremi articolari.

Primo soccorso

In questi casi è necessario l'intervento di un medico specializzato, quindi evitare assolutamente ogni tentativo mirante a riportare alla situazione naturale la parte lesa per non peggiorare la situazione.

 

 

Ora in caso di emergenza sapete qualcosa in più, in ogni caso un buon corso di primo intervento sarebbe utilissimo a chiunque, soprattutto agli istruttori di qualsiasi disciplina sportiva.

 

Buon recupero e buon allenamento da ABC

Scritto da: ABC Staff

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