Rotula del Ginocchio - Problematiche e Rimedi

Rotula del Ginocchio - Problematiche e Rimedi

Il ginocchio è un'articolazione molto complessa e la presenza di numerose strutture anatomiche da cui è composto fanno sì che le problematiche in questa articolazione siano piuttosto numerose e frequenti, specie in ambito sportivo e a maggior ragione in discipline che sfruttano in gran parte le gambe.

In altri articoli abbiamo trattato le problematiche che colpiscono i legamenti, oggi ci focalizziamo sulla rotula, ovvero quell'osso piatto che svolge una attività determinante nell'articolazione del ginocchio, in quanto scorre sui condili femorali favorendo l'attività del quadricipite.

La rotula è estremamente importante, visto che la sua funzionalità è strettamente legata a quella del quadricipite, e quest'ultimo è il muscolo della coscia più importante con la sua attività estensoria. Il quadricipite è fondamentale per atleti come per esempio calciatori o giocatori di basket, in quanto questo muscolo deve essere abbastanza forte per contrastare le oscillazioni del peso del corpo e la relativa energia cinetica legata allo spostamento.

LA ROTULA DAL PUNTO DI VISTA ANATOMICO

La capacità di esprimere forza è determinante per diminuire le forze di compressione tra rotula e condili femorali e per il giusto posizionamento della rotula stessa durante il gesto atletico. Da un punto di vista prettamente anatomico, il buon funzionamento della rotula è legato anche alla forma dei condili femorali e alla relativa gola intercondiloidea, ovvero la porzione nella quale si trova la rotula stessa. Se questa sorta di gola risulta sfuggente le forze di compressione possono mal distribuirsi privilegiando alcune aree di cartilagine che possono usurarsi precocemente.

LE PROBLEMATICHE LEGATE ALLA ROTULA

Una sfuggenza dei due condili femorali può favorire la lussazione della rotula, fenomeno frequente in particolare nelle femmine intorno ai 16 anni. La riduzione, ovvero il riposizionamento della rotula avviene di solito con facilità ma può permanere un'impotenza funzionale anche abbastanza importante che risulta anche piuttosto dolorosa e fastidiosa. Episodi di lussazione di una certa frequenza possono richiedere anche un indicazione chirurgica allo scopo di stabilizzare la rotula. Se questi episodi succedono in soggetti più grandi vuol dire che vi è una importante predisposizione anatomica alla quale bisogna porre rimedio, anche in questo caso chirurgicamente.

CARENZE MUSCOLARI E SOVRACCARICO FUNZIONALE

In questo caso si intende la carenza muscolare del quadricipite, in quanto la forza dello stesso non è sempre direttamente proporzionale al volume muscolare mentre risulta determinante il rapporto tra peso e potenza. Quindi è importante per gli atleti eseguire esercizi specifici volti a un potenziamento specifico del quadricipite femorale.

Il sovraccarico funzionale avviene genericamente quando si affrontano allenamenti particolarmente impegnativi senza gli adeguati recuperi. Si può andare incontro a questo genere di problematica semplicemente effettuando una corsa eccessivamente lenta in relazione ad una situazione di stanchezza o anche alla corsa in discesa. Una valida attivazione muscolare serve quindi a scongiurare in questo caso il trauma da impatto con dislivello con il terreno.

INTRAROTAZIONE TIBIALE

I fattori biomeccanici relativi a un eccesso di intrarotazione tibiale dipendono in massima parte dall'appoggio del piede. Quando questo ruota troppo sul versante mediale tende a trascinarsi la tibia che a sua volta ingenera un mal funzionamento della rotula nel suo scorrimento. Se quindi siamo in presenza di una situazione di iperpronazione del piede la situazione va corretta con un adeguata ortesi plantare.

ELASTICITÀ DEL TENDINE ROTULEO

Il tendine rotuleo gioca un ruolo importante da un punto di vista eccentrico, ovvero nel momento in cui asseconda l'impatto del piede con il terreno svolgendo una funzione ammortizzante. Una sua rigidità può quindi condizionare il scivolamento della rotula sui condili ma anche sé stesso nel senso che può essere soggetto a tendinopatie degenerative frequenti.

TERAPIE E RIMEDI

Purtroppo quando siamo in presenza di questo tipo di usura cartilaginea siamo già di fronte ad un danno concreto. Ovviamente le condizioni che portano all'usura richiedono del tempo per fare il loro corso ma il dolore è già un sintomo importante e per farlo regredire bisogna prima rimuovere le cause del danno e poi curare la cartilagine.

La terapia della cartilagine è tipicamente infiltrativa; l'acido ialuronico è utilizzato già da tempo ed ha un'azione lubrificamte all'interno dell'articolazione. Dà inoltre uno stimolo riparativo fornendo i "mattoni" che fanno da substrato alla trama cartilaginea.

Questa è una terapia particolarmente indicata per le situazioni di danno particolarmente evoluto e nei pazienti di età avanzata. I fattori di crescita costituiscono una terapia alternativa particolarmente indicata quando vi sono danni limitati.

I fattori di crescita sono proteine contenute nelle piastrine e hanno la funzione di stimolare la rigenerazione del tessuto. Possono essere isolati centrifugando il sangue venoso e iniettati in sede intra-articolare. Per evitare ricadute è importante verificare anche la biomeccanica dell'appoggio del piede e adottare eventuali correzioni volte a razionalizzare lo schema motorio dell'atleta.


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ARTICOLAZIONI E CARTILAGINI


Scritto da: ABC Staff

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