La malattia dello sportivo: come riconoscerla e i rimedi

La malattia dello sportivo: come riconoscerla e i rimedi

Molte volte dietro una passione sfrenata si nasconde un disagio di fondo, come valutare e riconoscere i sintomi

Il tuo pensiero fisso durante la tua giornata lavorativa oppure anche la domenica quando sei al parco con i bambini è la tua attività fisica? Hai dei problemi familiari legati alla tua attività, come ad esempio discutere con la fidanzata per fare assolutamente la tua uscita in bici anche se piove a dirotto? Vai spesso in over-training oppure ti alleni nonostante il medico te lo sconsiglia vivamente in seguito ad un infortunio? I sensi di colpa ti perseguitano in modo negativo anche sull'umore se per caso devi rinunciare ad una sessione in palestra? Hai dei veri e propri sintomi psicologici di astinenza se non riesci per un qualsiasi motivo ad allenarti, oppure nascondi a parenti e amici la tua eccessiva ossessione per lo sport? Ti alleni nei giorni più impensabili dell'anno, hai difficoltà o incapacità di gestire relazioni sentimentali esterne alle arti marziali, al bodybuilding alla corsa e non possiedi altri interessi oltre a quello?

Se hai risposto di sì ad almeno due o tre di queste domande è segno che hai contratto la "malattia dello sportivo".

Si chiama "malattia dello sportivo" ed è una sorta di dipendenza al pari di altre come dall'assunzione di sostanze psicotrope e dal gioco. Di solito i soggetti affetti si allenano di continuo arrivando agli eccessi, aumentano gradualmente l'intensità e la quantità di esercizi, e spesso si allenano anche da soli e mentono in merito all'attività fisica; essi devono continuamente soddisfare le loro esigenze di prestazioni sempre migliori, e il loro umore è in funzione della quantità e qualità dei loro allenamenti. A volte presentano disturbi alimentari come bulimia e anoressia e sono in genere super-informati su diete ed integratori alimentari. La loro autostima  e la loro immagine è direttamente proporzionale alla quantità degli allenamenti.

Se vi siete riconosciuti nella descrizione appena fatta vuol dire che il rapporto con la vostra arte marziale, bodybuilding, bici da corsa o corsa a ostacoli non è proprio sano ma che serve a compensare altri problemi. Non vi allarmate, è molto peggio la dipendenza da alcool cocaina e dal gioco però dovete fare qualcosa, io stesso sono stato affetto dalla "malattia dello sportivo" basta cercare un equilibrio e il gioco è fatto.

 

Analisi scientifica.

Come tutte le dipendenze da sostanze, anche le dipendenze psicologiche sono in un certo modo legate a delle sostanze, solamente che queste ultime le produce il nostro corpo.
Infatti la pratica dello sport è quella di attivare la disponibilità delle endorfine e della dopamina, sostanze chimiche endogene che agiscono sul cervello simulando l'effetto degli oppioidi come eroina e morfina. Da qui si deduce che l'attività sportiva, soprattutto quella aerobica, può attivare la dipendenza fornendo in alte dosi l'organismo di queste sostanze ed è proprio a causa dell'assenza di queste che si creano le note sindromi di astinenza.


Risvolti sociali.

Non si tratta di individui riconosciuti pericolosi o spregevoli per la società, di alcolisti, eroinomani, giocatori d'azzardo ma nella maggiorparte dei casi non si riconosce neanche la patologia; magari te ne accorgi solo adesso che leggi quest'articolo! Perchè? Perchè si tratta comunque un "eccesso di passione" comunque per un'attività sana, ricreativa, moralmente  e socialmente corretta e accettata. Anzi... magari i tossicodipendenti fossero questi.
Però dietro a questo soggetto c'è un disagio, la sua pratica ossessiva nasconde dei problemi che vanno riconosciuti e affrontati.
La pratica ossessiva può risultare deleteria per la salute e nasconde uno squilibrio, una incapacità di vivere in modo equilibrato la propria vita, la propria famiglia.


Dietro ad un fisico da paura, bicipiti maestosi e a prestazioni elevatissime si cela spesso magari una paura a confrontarsi con gli altri in altri aspetti della vita che non siano quelli della propria disciplina, una tendenza a emarginare dalla schiera di amici quelli che non condividono o non fanno parte della propria arte marziale, e a frequentare solamente persone magari con la stessa patologia.

Cercare un equilibrio.

Come dicevo prima io stesso ero parte di quell'esercito di malati, ma ho riconosciuto in parte il problema e cerco contiuamente un equilibrio frequentando di tanto in tanto anche persone estranee all'attività sportiva parlando attivamente di argomenti che non c'entrano nulla con le arti marziali non ostentando ad altri ciò che faccio anzi tenendolo in sordina anche proprio con lo scopo di staccare qualche volta la spina. Allo stesso modo mi prendo tempo anche per attività utili in altri contesti come pulire casa, preparare con passione la cena o organizzare un weekend fuori con la  famiglia. Ripeto che per estraniarmi alla mia arte marziale devo sforzarmi anche perchè una passione sfrenata mi attira come un magnete potentissimo ma lo devo fare appunto per un mio equilibrio personale.



Conclusione.

La pratica dello sport in generale, della tua arte marziale, il frquentare ambienti sani come la palestra migliora sicuramente la tua qualità della vita vuoi per una migliore forma fisica, per la parte sociale, per l'autostima, l'autocontrollo e via dicendo, però allo stesso modo può diventare un problema laddove queste scelte sono state fatte solamente per sopperire a delle mancanze e sta a te nel riconoscerle ed agire di conseguenza.
Buon allenamento e buona vita.
Sifu Sandro

Scritto da: ABC Staff

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