OGM, Con o Contro?

OGM, Con o Contro?

Considerazioni sulla tecnologia OGM, rischiosa o sicura?

Riguardo alla sicurezza degli OGM, dopo anni di discussioni, gli studiosi sono ancora oggi di pareri completamente opposti.

Chi ne è a favore sostiene che i benefici delle piante OGM superano di gran lunga i rischi per la salute, secondo loro finora puramente teorici.

Ma è così?

Quello che sappiamo è che l'umanità ha selezionato attivamente piante per millenni, alterandone il genoma.

Il grano comune è stato a lungo una pianta rigorosamente ingegnerizzata; non poteva vivere fuori dalle fattorie, perchè i suoi semi non si disperdono.

Per circa sessant'anni sono state usate tecniche mutageniche per rimescolare il DNA delle piante con radiazioni e agenti chimici, creando varietà di grano, riso, noccioline e pere che sono diventate molto usate.

Questa pratica ha sollecitato poche obiezioni da parte dei ricercatori e del pubblico, e non ha causato alcun problema di salute nuovo.

La differenza è che la selezione artificiale e le tecniche mutageniche producono l'alterazione o lo spostamento di grandi gruppi di geni.

La tecnologia GM, invece, permette di inserire nel genoma di una pianta un gene (o un piccolo gruppo di geni) da un'altra specie; anche da un batterio, un virus o un animale.

Gran parte dei biologi molecolari vegetali, ovviamente quelli favorevoli, sostengono che nell'improbabile caso che emerga una minaccia sanitaria sarebbe possibile identificarla ed eliminarla rapidamente.

In ogni caso, affermano i sostenitori, negli ultimi decenni sono stati consumati migliaia di miliardi di pasti contenenti ingredienti GM e non un solo caso di malattia è stato attribuito alle modifiche genetiche.

La Commissione Europea è parte attiva nella ricerca sui rischi dell'OGM, ed ha finanziato 130 progetti sulla sicurezza delle piante GM realizzati da oltre 500 gruppi indipendenti.

Nessuno di questi studi ha trovato particolari rischi.

Quindi, fidarsi è bene.....non fidarsi è meglio?

GLI OGM NEL MONDO

Nel mondo molti paesi si sono completamente opposti a questo tipo di coltivazione, altri ne hanno ammessi solo alcuni e alcuni sono molto aperti.

Mais e soia coltivati negli Stati Uniti sono quasi del tutto geneticamente modificati, ma l'Unione Europea ha autorizzato solo due piante GM:

  • il mais Monsanto MON810
  • e la patata Amflora di BASF

Otto paesi dell'UE hanno vietato del tutto le coltivazioni GM.

In tutta l'Asia, compresa Cina e India, i governi devono ancora approvare gran parte delle piante GM, tra cui un riso resistente agli insetti che dà rese maggiori con meno pesticidi.

In Africa, dove milioni di persone soffrono la fame, molti paesi si sono rifiutati di importare cibi GM nonostante il loro minor costo; il Kenya ha in vigore un divieto totale, a fronte di una diffusa denutrizione.

Nessun paese ha in programma di coltivare il Golden Rice, una pianta ingegnerizzata per produrre più vitamina A degli spinaci (il riso normalmente non contiene vitamina A), nonostante il deficit di questa vitamina causi ogni anno più di un milione di morti e mezzo milione di casi di cecità irreversibile nei paesi in via di sviluppo.

Globalmente, solo un decimo dei terreni agricoli è coltivato con piante GM.

Quattro paesi, Stati Uniti, Canada, Brasile e Argentina, coltivano il 90% delle piante GM del pianeta.

Altri paesi latino-americani stanno invece respingendo queste piante, e anche negli Stati Uniti le voci critiche nei confronti del cibo GM sono sempre più forti.

Molti stati stanno pensando di rendere obbligatoria l'etichettatura dei cibi OGM.

IN ITALIA SIAMO POI COSÌ CONTRARI?

Al momento in Italia è proibito coltivare OGM.

Alcuni agricoltori ritengono che questo sia in conflitto con il diritto comunitario, e pensano che si possano seminare anche in Italia tutti gli OGM approvati per la coltivazione nell'Unione Europea, in particolare il mais MON810 resistente alla piralide, un insetto parassita.

Ma attenzione, non siamo poi così contro..... visto che non seminiamo ma importiamo. L'importazione di OGM approvati dalla UE, una trentina, è autorizzata.

In particolare importiamo una gran quantità di soia GM per produrre mangimi per uso zootecnico.

Nel 2011 l'Italia ha importato 3.350.000 tonnellate di soia GM resistente agli erbicidi, pari all'84% della soia utilizzata per produrre mangimi per animali.

Le filiere di molti prodotti Italiani, anche dop e di marche famosissime, utilizzano ampiamente mangimi contenenti soia geneticamente modificata.

OGM, UNA MINACCIA PER LA BIODIVERSITÀ?

Diciamo che dipende....

Per biodiversità si intende l'insieme delle diverse specie viventi. In questo caso possiamo considerare le diverse specie che vivono su un campo coltivato.

Nel valutare l'impatto di una coltivazione sulla biodiversità è necessario prendere in esame le caratteristiche della pianta, indipendentemente dalla tecnologia adottata per ottenerla.

Per esempio esistono piante resistenti ai diserbanti sia ottenute per transgenesi, GM quindi, che attraverso mutagenesi, che la legislazione non considera OGM.

L'uso di diserbanti ad ampio spettro può ridurre la biodiversità, rappresentata anche dalle piante infestanti di altre specie presenti in un campo e dagli animali che se ne cibano.

L'introduzione della soia resistente al glifosate ha ridotto in modo indiretto la biodiversità in Argentina, permettendone la coltivazione in alcune regioni prima lasciate incolte o coltivate con colture marginali locali.

Al contrario una pianta geneticamente modificata per resistere all'attacco di alcuni insetti specifici necessita di molti meno trattamenti con insetticidi, a tutto vantaggio delle popolazioni di insetti benefici presenti nei campi, apportando un contributo positivo alla biodiversità.

Scritto da: ABC Staff

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