Sistema Immunitario

Sistema Immunitario

Come aumentare le difese e cosa provoca il calo

La stagione autunnale-invernale, porta con sé la preoccupazione di ammalarsi più frequentemente di raffreddore, influenza e simili. È un dato di fatto che con l'arrivo dei primi freddi, le così dette malattie da raffreddamento si spandono a macchia d'olio, vuoi per gli sbalzi di temperatura, vuoi per il fatto che si vive di più al chiuso ed in ambienti affollati soprattutto nei luoghi di lavoro e di viaggio (treni, autobus, metropolitana, ecc.)
Per comprendere perché ci ammaliamo di più è bene sapere in linea generale come funzionano le nostre difese immunitarie e come favorire il loro funzionamento.


Come funziona il nostro sistema immunitario?


Il sistema immunitario è una sorta di esercito, deputato alla nostra difesa personale, che amplia e fa specializzare i suoi soldati dal momento della nascita e rimane attivo per tutta la durata della vita a meno che non si sia affetti da una deficienza del sistema immunitario.


In linea generale ed in modo semplice, possiamo dire che il sistema immunitario è suddiviso in cellule deputate al riconoscimento di agenti esterni (non-self) al nostro organismo (cellule T), come virus, batteri, funghi, ecc…, i quali comunicano con cellule che producono anticorpi (cellule B) contro il nemico (agente patogeno) permettendone la distruzione. Le cellule B, attraverso la produzione di anticorpi specifici, ci permettono di conservare quella che viene definita memoria immunologica. Tale memoria favorisce il riconoscimento precoce degli agenti infettivi con i quali siamo già venuti in contatto, impedendo una nuova reinfezione oppure di difenderci da essi più velocemente. Altre cellule dette natural killer, sono in grado di riconoscere e distruggere direttamente cellule infettate da virus e cellule tumorali.


In quali circostanze il nostro sistema immunitario è meno efficiente?

 

In corso di stress prolungato nel tempo, dispiaceri, delusioni, tensioni emotive, il sistema immunitario può indebolirsi a causa dell’aumento della produzione dell’ormone dello stress, il cortisolo, pur mantenendo un buon grado di allerta. Tale ormone, indispensabile per la nostra vita, ha però lo spiacevole effetto di ridurre la potenza e l’efficienza del nostro sistema immunitario. Basta pensare alla terapia con cortisone, indispensabile per ridurre gli effetti di un sistema immunitario iperattivo come nel corso di una reazione allergica, per comprendere il suo ruolo nel mantenimento del perfetto funzionamento dello stesso.


Non è un caso che in corso di stress, si riacutizzi ad esempio l’herpes labiale che in condizioni normali, è tenuto “a dormire” dal sistema immunitario.


Durante i cambi di stagione, soprattutto se bruschi ed estremamente variabili, il sistema immunitario deve far fronte alla moltitudine di virus e batteri che si diffondono soprattutto per via aerea (respiro, impianti di condizionamento e riscaldamento, tosse, starnuti, ecc…); può capitare quindi che nell’essere efficiente nel difenderci da un virus del raffreddore, ad esempio, si lasci sfuggire il virus dell’influenza o un virus parainfluenzale.

 

È possibile potenziare il proprio sistema immunitario, in modo tale da difenderci  dai virus influenzali, per evitare di ammalarci o perlomeno prendere solo una forma blanda di influenza?


Sì, è possibile mettere il nostro sistema immunitario nella condizione di funzionare al meglio, nè di più (una iperreattività del sistema immunitario è sempre da scongiurare), nè di meno. E’ importante comprendere che oltre alla classica influenza, mai perfettamente uguale anno dopo anno, poiché indotta da virus che mutano anche in piccola parte (come se cambiassero colore di capelli) e quindi non riconosciuti dal sistema immunitario (per questo vengono prodotti vaccini quasi a ridosso del periodo dell’influenza con la speranza di identificare i ceppi responsabili della stessa, per far creare al sistema immunitario una memoria immunologica e contrastare più velocemente l’infezione), esistono molti agenti patogeni che causano le classiche malattie da raffreddamento.


E’ evidente però, che a parità di esposizione ad agenti infettivi, alcune persone si ammalano ed altre no. Alcune passano da un raffreddore all’altro ed altre escono indenni dall’inverno senza subirne nemmeno uno. Indubbiamente esiste una predisposizione genetica, familiare, costituzionale ad una maggiore o peggiore efficienza del sistema immunitario, ma è possibile, con opportuni accorgimenti alimentari, integrativi e di gestione dello stress, cercare di favorire il funzionamento del nostro esercito immunitario.


Quali sono i nostri alleati più preziosi?


Siamo molto fortunati senza saperlo. Abbiamo a disposizione un intero arsenale per poter facilitare il compito al sistema immunitario ed eventualmente aiutarlo a contrastare più velocemente un’influenza, un raffreddore, ecc…

 

Già nelle nostre cucine, sono presenti dei rimedi naturali, la cui efficacia sul sistema immunitario è comprovata da studi scientifici. Nella nostra dieta invernale, non dovrebbe mai mancare l’aglio (consumato preferibilmente crudo, poiché cotto perde gran parte delle sue proprietà) che ha la virtù di rinforzare l’esercito immunitario, stimolandone la funzione. Aumenta la fagocitosi, ovvero la capacità di alcune cellule immunitarie di “mangiare” e digerire cellule nemiche ed accresce l’attività dei linfociti NK “natural killer” che hanno attività antivirale, antimicrobica e antitumorale. Lo possiamo utilizzare quindi sia come prevenzione, sia per favorire la guarigione in caso d’infezione. Ricordiamoci però che l’aglio ha un potente effetto ipotensivo, per cui se soffriamo di pressione bassa, ne dobbiamo moderare l’uso, poiché essa potrebbe abbassarsi ulteriormente. Proprio per questa sua peculiarità potrebbero trovarne giovamento le persone che soffrono di pressione alta.

 

Altro alleato è il peperoncino (capsicum annum) che ha proprietà antiossidanti (riduzione dei radicali liberi dannosi per la salute e per il sistema immunitario), antimicrobiche, antibatteriche generando calore e vasodilatazione, favorisce l’espettorazione del muco e una guarigione più veloce dal raffreddore. Quest’ultimo può essere causato da uno o più rinovirus, che si replicano nelle cellule della mucosa nasale, inducendo costrizione nasale e produzione di muco; il passaggio di aria fredda ne favorisce la crescita. Quando utilizziamo le classiche gocce per respirare meglio, non facciamo altro che prolungare il nostro raffreddore, poiché aprendo le narici, facciamo passare troppa aria fredda che stimola l’ulteriore replicazione. Ebbene, il peperoncino, come ognuno avrà sperimentato, soprattutto se fresco fa aumentare la temperatura nella bocca e nel naso, fa lacrimare e una parte delle lacrime vengono convogliate tramite il condotto naso-lacrimale nel naso stesso, dove lavano via le cellule infettate dal virus. Inoltre il peperoncino rende fluido il muco nel naso e d’istinto sentiamo la necessità di soffiarlo ripetutamente. In questo modo, allontaniamo una buona parte di cellule infette nel naso e facendo aumentare la temperatura localmente, induciamo un blocco nella replicazione del virus con il risultato che il raffreddore passa prima.

 

Il tiglio, sotto forma di infuso (tisana), sia come prevenzione sia come cura. Come prevenzione ci aiuta ad alleviare le tensioni e lo stress, favorendo un buon riposo notturno, come curativo ha proprietà febbrifughe (fa abbassare la temperatura corporea in caso di febbre), mucolitiche ed antinfiammatorie (riduce la tosse e facilita l’espettorazione).


Il timo, che spesso utilizziamo per insaporire le pietanze, ha proprietà balsamiche quindi è utile in caso di tosse, raffreddori, bronchiti, ecc…
Un alleato preziosissimo per favorire un buon funzionamento immunitario è il tempo, ovvero il tempo in termini di qualche minuto da dedicare a noi stessi per scaricare le tensioni, lo stress accumulato, il nervosismo. Quando decidiamo di rilassarci, se non sappiamo effettivamente come e cosa fare per ottenere il massimo beneficio da questi minuti che ci siamo regalati, rischiamo di peggiorare la nostra situazione. Se per rilassarci ci tuffiamo in un centro commerciale caotico, dove oltre ai presenti entriamo anche in contatto con tutti i germi che ognuno trasporta con sè, non solo facciamo stressare ulteriormente il nostro sistema immunitario, ma rischiamo di non raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati, ovvero stare meglio e recuperare le energie.

Come docente nei Corso di Alta Formazione e di Formazione presso La Sapienza Università di Roma, coordinati dal Prof. Alessandro Gelli (Vicepresidente del Centro Internazionale di Vitaminologia, Head Master in Metodologie Anti-Aging e Anti-Stress), per le materie Nutrigenomica, Alimenti per cura e prevenzione di malattie metaboliche come il sovrappeso, l’obesità, ecc…, Biotipizzazione morfologica; sono consapevole dell’importanza fondamentale, come insegnato dal Prof. Alessandro Gelli stesso, della necessità delle persone di imparare con tecnica e metodo la gestione dello Stress. Apprendendo tecniche che permettono di gestire la propria emotività, lo stress e tutte le situazioni stressanti in modo efficace, possiamo contribuire al buon funzionamento del nostro sistema immunitario, risparmiandogli le continue fluttuazioni di ormoni come il cortisolo, il quale sotto stress fa vacillare il funzionamento del nostro esercito difensivo.
Possiamo contribuire quindi al buon funzionamento del sistema immunitario su più fronti: prevenzione in cucina ogni giorno, aiuto durante un’infezione con sistemi naturali, controllo e gestione dello stress attraverso specifiche metodologie che in pochi minuti, una volta apprese, ci consentono di migliorare molto la qualità della nostra vita.


In particolare, servono gli integratori di vitamine e sali minerali ?


Integrare l’alimentazione, soprattutto durante la stagione invernale, è opportuno soprattutto se non è possibile avere a disposizione e consumare, nelle quantità idonee, frutta fresca e verdura di stagione possibilmente da agricoltura biologica che non abbia percorso centinaia di chilometri, sostando in celle frigorifere. L’inquinamento, l’uso di pesticidi, il trasporto, la conservazione e la raccolta precoce della frutta e della verdura, depauperano questi alimenti del contenuto vitaminico e di alcuni minerali, per non parlare delle verdure cotte e congelate delle quali possiamo apprezzare prevalentemente solo la fibra.

 

Integrare con vitamine e minerali diventa quindi una scelta corretta, ma l’assunzione deve essere personalizzata in base alle reali esigenze, all’età, al sesso, al tipo di lavoro ed attività fisica svolti.


Per cui è possibile parlare di posologia media e non di una posologia che va bene per tutti.
Spesso si pensa che sia sufficiente assumere un multivitaminico o multiminerale, e ci si basa sul fai da te anziché rivolgersi al medico. Questa scelta può risultare insufficiente se siamo ad esempio in carenza di qualche specifica vitamina, oppure eccessiva se siamo in eccesso ad esempio di qualche minerale. Anche nel naturale, l’eccesso o il difetto possono generare problemi. Per cui consiglio sempre di farsi prescrivere dal medico i dosaggi opportuni di vitamine e minerali.


Per rendere efficiente il sistema immunitario, la vitamina C (acido ascorbico), presente naturalmente in molta frutta (agrumi in primis) e verdura, è la prima vitamina da integrare se la quantità assunta con la dieta non è sufficiente. Recentemente il Ministero della Salute ha approvato, per la vitamina C, 500 mg come dosaggio efficace per la salute, mentre fino a pochissimo tempo fa si ritenevano sufficienti 60 mg. Questo balzo in avanti della dose raccomandata (per una persona di medio peso, statura ed età) fa comprendere l’importanza che è stata riconosciuta a tale nutriente per la salute generale. È importante precisare però, che sarebbe opportuno frazionare i 500 mg di vitamina C, almeno in due somministrazioni, poiché il nostro sistema di escrezione renale non riesce a trattenerne più di 250 mg per volta. La vitamina C come prevenzione, ha la capacità di aumentare la risposta difensiva agli agenti patogeni, di mantenere integre le mucose, mentre, durante un’influenza, un raffreddore, una bronchite, ecc…, aiuta il sistema immunitario ad essere più brillante, migliorandone la capacità di neutralizzare più velocemente virus e batteri.


Una vitamina che non dovrebbe mancare nella nostra integrazione, anche a piccoli dosaggi, è la vitamina B5 o acido pantotenico (idrosolubile), il precursore del coenzima A, uno degli elementi fondamentali per il metabolismo dei macronutrienti (carboidrati, grassi e proteine). Svolge un ruolo importante nel processo di produzione dell’energia; promuove la crescita, lo sviluppo e favorisce l’utilizzazione energetica degli alimenti, ritarda l’invecchiamento e aiuta a combattere lo stress, una delle cause di defaiance immunologica. La vitamina B6, altra alleata, ha comprovate proprietà stimolanti il sistema immunitario, aiuta a ridurre la stanchezza e aumenta il brio.


Fra i minerali, il calcio, che la maggior parte di noi assume a sufficienza dagli alimenti, ha innumerevoli funzioni, tra le quali quella di mediatore della risposta cellulare e di controllo dell’attività enzimatica mentre il magnesio, minerale di cui spesso siamo carenti a favore del sodio che spesso è in eccesso, è fondamentale contro lo stress e la stanchezza. Sarebbe preferibile assumere il magnesio sotto forma di magnesio citrato per la sua capacità di alcalinizzare le urine, rendendo ovvero tutto il nostro corpo più efficiente se funziona come la natura lo ha programmato ovvero con pH alcalino. Lo zinco, altro minerale, favorisce la stimolazione, la maturazione e la proliferazione dei linfociti T (soldati del sistema immunitario che danno la caccia a virus, batteri funghi, ecc…).


Sicuramente una dieta equilibrata,variegata, personalizzata in base all’età, al sesso, alla costituzione, al dispendio energetico, è la via principale da seguire nella prevenzione delle malattie, anche stagionali. Laddove però a causa di numerosi fattori non sia possibile seguire una dieta corretta, è opportuno integrare la propria alimentazione con vitamine e minerali.


E i probiotici?

 

Secondo la definizione dell’OMS i probiotici sono “organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio salutistico all’ospite“. Ma attenzione: non sono da confondere con i fermenti lattici presenti nello yoguth poiché essi non sono affatto probiotici.


Per comprendere in che modo i probiotici possono essere utili per la nostra salute, dobbiamo fare un passo indietro per capire dove vanno ad agire, ovvero nel nostro intestino.
L’intestino ospita una vasta popolazione di microrganismi (circa 1,5 kg in un individuo adulto), denominata genericamente flora intestinale fondamentale per il corretto funzionamento dell’intestino. Questa popolazione intestinale ha principalmente due funzioni: una immunitaria, stratificandosi sulla mucosa intestinale bloccando tipo barriera i virus, microrganismi nocivi e sostanze responsabili di allergie; una nutritiva, concorrendo alla produzione di enzimi e vitamine (come la K e alcune del gruppo B) e alla degradazione di sostanze tossiche.


La flora intestinale può risultare indebolita a causa di varie situazioni (cattiva alimentazione, utilizzo di farmaci ad azione antibiotica, stress, colite, problemi digestivi, ecc…).


E’ possibile selezionare alcuni batteri che siano in grado di ottimizzare la flora intestinale nell’ottica del benessere e della salute. Per essere definiti probiotici, i batteri devono possedere le seguenti caratteristiche: essere di origine umana, resistere all’acidità dello stomaco (alcuni di essi sono efficaci nel contrastare l’H. Pylori batterio dello stomaco che causa anche l’ulcera) e all’azione della bile, sopravvivere nel tratto gastrointestinale e aderire alla mucosa riproducendosi, essere perfettamente tollerabili, avere effetti benefici per la salute antagonizzando i microrganismi patogeni e producendo sostanze antimicrobiche. La maggior parte dei bacilli dello yogurt (Lactobacillus bulgaricus e Streptococcus termophilusnon sono probiotici perché non rispecchiano le caratteristiche citate mentre lo sono Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus gasseri, Lactobacillus casei e Lactobacillus johnsonii, ecc…, che appartengono alla normale flora intestinale umana e che sono capaci di sopravvivere al passaggio nello stomaco.


Chi più di tutti ha bisogno di fortificare le difese ?

 

Se questa domanda fosse stata posta ad un medico condotto di 50 anni fa, probabilmente avrebbe risposto nessuno, anche se la vita media era più breve rispetto ad oggi. Quando l’aria non era così inquinata, non si faceva uso (perché non esistevano) di impianti di condizionamento, di riscaldamento, non si abusava di farmaci, di antibiotici e si viveva più in contatto con la natura, le difese immunitarie si sviluppavano più naturalmente. Sicuramente le epidemie di influenza mietevano molte vittime ma erano meno frequenti tutte le sindromi simil influenza, raffreddori, ecc… questo perché al giorno d’oggi, il nostro albero respiratorio è soggetto a continue sollecitazioni a causa del pulviscolo atmosferico, lo smog, il fumo di sigaretta attivo e passivo e, di una moltitudine di germi che vivono negli impianti di condizionamento (basti pensare ad un ufficio, una scuola, un centro commerciale). Siamo indubbiamente bombardati ogni momento da una moltitudine di batteri e virus.


Per cui la mia risposta è che tutti ad ogni età devono mettere in atto delle strategie ed uno stile di vita atto al mantenimento della salute in generale e del sistema immunitario. Sicuramente insegnare ai bambini norme igieniche che limitano il contagio da malattie da raffreddamento è importante (come mettere la mano davanti alla bocca quando si tossisce e poi lavarsi quanto prima le mani), coprirsi in modo opportuno quando fa freddo, soprattutto naso e bocca, per evitare che la temperatura all’interno del naso scenda e faciliti la proliferazione dei virus o blocchi temporaneamente le ciglia presenti nell’apparato bronchiale che rimuovono pulviscolo, batteri, ecc…. Le donne in gravidanza ugualmente dovrebbero seguire una dieta equilibrata, ridurre lo stress e dove occorre integrare l’alimentazione. Gli anziani sono i più soggetti a malattie broncopolmonari e sono spesso purtroppo le vittime più numerose dell’influenza a causa di preesistenti patologie che complicano il quadro.


Tutti dobbiamo proteggerci ed avere rispetto per il nostro corpo, per far sì che rimanga sano ed in salute il più a lungo possibile e risparmiagli anche un’influenza, che ci lascerebbe con una spossatezza tale da rendere poi difficile il recupero dell’abituale efficienza, aggiungendo così ulteriore stress alla nostra vita.


Con poche accortezze alimentari, integrative e antistress, possiamo prevenire e curare più velocemente le malattie stagionali ed essere consapevolmente attivi nel mantenimento dello stato di salute.

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