Sport e Disidratazione - Consigli Utili

Sport e Disidratazione - Consigli Utili

L'estate è un buon periodo per quello che riguarda l'allenamento; in genere si ha più tempo, si può approfittare delle vacanze per allenarsi con più libertà, ci si può in qualche modo allenare di più, con una stagione che generalmente promette temperature più consone e favorevoli. Ma non è sempre così, nei mesi più caldi infatti nelle ore centrali del giorno le temperature rendono quasi proibitivo l'allenamento all'aperto a causa del caldo; non è un caso infatti che nella maggior parte degli sport le competizioni nel periodo estivo si fermano o quanto meno rallentano.

Ma perchè è così difficile allenarsi con il caldo intenso?


Uno dei motivi principali risiede nel fatto che l'uomo si è evoluto, a differenza degli altri primati antropomorfi, proprio grazie alla sua capacità di rimuovere con efficienza il calore durante la corsa. Questa caratteristica gli ha permesso in passato di sfiancare gli animali che cacciava per vivere, in modo da poterli prendere con più facilità. Questo prezioso adattamento ci fa capire quanto sia delicato l'equilibrio tra il calore prodotto e la sua rimozione, e quanto sia importante anche in termini sportivi questo processo.

Questo processo di "difesa" del nostro organismo entra fortemente in gioco d'estate, quando il caldo e l'umidità si fanno pressanti e rendono la vita difficile all'atleta. Questo meccanismo però ha dei costi, infatti comporta l'utilizzo di quantità elevate di acqua, rendendo l'atleta sempre a rischio di disidratazione. Allora è chiaro, che nei mesi estivi idratarsi durante lo sforzo diventa un obbligo e una necessità, se si pensa che anche la sola perdita di un 10% dell'acqua corporea è in grado di ridurre la prestazione fino anche al 50%.

Ma non è solo una questione di calo prestazionale. Questo rischio diventa un problema marginale se messo a confronto all'altro rischio legato alla disidratazione che è lo scarso afflusso di sangue al cervello con il conseguente rischio di svenimento.


Perchè sono così pericolosi questi svenimenti?

Bisogna tenere conto che questi episodi possono manifestarsi in gara e in allenamento, ma anche dopo un'ora dal termine dell'attività sportiva, per cui potrebbero essere un vero e proprio pericolo se ci si trova alla guida dell'auto o in motore.

Ma non è tutto. Un altro rischio legato alla disidratazione , o per meglio dire ad una eccessiva reidratazione con sola acqua è la così detta iponatriemia, o carenza di sodio nel sangue. Quando si suda in quantità e si rimpiazzano litri di sudore ricchi di sali con sola acqua pura, il corpo si impoverisce di tre importantissimi elementi:

  • potassio
  • magnesio
  • sodio

Il contenuto di potassio corporeo costituisce un buon indice della massa magra dell'individuo, dato che è proporzionale alla massa corporea cellulare. Un deficit di questo elemento può presentarsi appunto per perdite repentine di liquidi e causa alterazioni dei fenomeni elettrofisiologici delle membrane cellulari, con una serie di disturbi che facilmente possono essere peggiorati dalle temperature torride di questa stagione, ovvero:

  • stanchezza muscolare,
  • disappetenza,
  • nausa,
  • disattenzione e inappetenza.

Il magnesio invece è essenziale in molti processi metabolici, come la biosintesi dei lipidi, delle proteine e degli acidi nucleici.

Svolge inoltre un ruolo chiave nella trasmissione dell'impulso nervoso e nella mineralizzazione e sviluppo dell'apparato scheletrico. La pratica sportiva con una condizione di caldo torrido fa aumentare il bisogno di reintegro quotidiano, dato che le perdite di magnesio avvengono con le feci, con l'urina e appunto con il sudore.

Il sodio invece è un elemento indispensabile al corretto funzionamento del sistema nervoso, e una sua forte carenza può generare un collasso o, in rari casi, essere addirittura mortale. Stiamo parlando ovviamente di casi estremi, con perdite di litri di sudore e zero reintegro salino, ma meglio un'attenzione in più che una in meno.


Quindi se ne deduce che idratarsi è fondamentale, specie quando l'atleta è sotto sforzo, e questo per mantenere livelli pressori adeguati, prestazioni all'altezza delle aspettative e infine per prevenire carenze minerali, spiacevoli crampi, o peggio ancora appunto l'iponatriemia.

Deve essere chiaro quindi che l'integrazione minerale durante l'allenamento o in gara non deve riguardare solo gli zuccheri ma anche i minerali, e in particolare sodio, magnesio e potassio. In ogni caso la personalizzazione dell'intervento integrativo e idratante dipenderà più dal tipo di sforzo, dalle temperature e dall'umidità che dalle caratteristiche individuali dell'atleta.

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Scritto da: ABC Staff

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