Il Ciclismo può Provocare Problemi al Sesso?

Il Ciclismo può Provocare Problemi al Sesso?

Un argomento molto spesso discusso e trattato da studi e ricerche sembra non aver mai trovato una risposta definitiva, ed il quesito è: il ciclismo nuoce al sesso?

La questione è trovare una correlazione tra la normale pratica ciclistica e possibili problemi prostatici e di erezione. Per quanto riguarda la sintomatologia prostatica si studia la variazione del Psa, cioè l'antigene specifico prostatico; i casi analizzati dalla letteratura medica direttamente imputati all'azione di una sella per bici sono in realtà estremamente rari.

Un caso che può fornirci un dato interessante, comunque isolato, è quello di un paziente già affetto da neoplasia della prostata che faceva uso di cyclette i cui valori di Psa sono tornati più vicini alla norma con l'interruzione degli esercizi.

Un'altra ricerca tutta italiana effettuata su quindici ciclisti non ha evidenziato alcuna variazione significativa nei valori di Psa, per cui è stata ulteriormente ampliata ad un numero maggiore di persone. I risultati anche in questo caso sembrano confermare i precedenti.

Tutt'al più si può affermare che ci possono essere conseguenze negative in soggetti che hanno già dei problemi in partenza, ma sembra escludibile la relazione tra la pratica ciclistica e l'insorgenza dei problemi in funzione al sesso.


C'è comunque ancora qualcuno, anche se in minoranza, che afferma addirittura che gli uomini dovrebbero evitare di andare in bicicletta, o quantomeno utilizzare modelli con geometria propria delle bici da donna.


UNA QUESTIONE DI ASSETTO

L'assetto è determinante; Tra corsa e turismo l'inclinazione del busto varia di parecchi gradi e quindi anche la distribuzione della pressione. Nella bici da corsa la schiena forma un angolo con il piano orizzontale di circa 30°; diventano pressappoco sessanta nelle biciclette da touring. Ovvio che nel primo caso la pressione sia spostata nella zona genitale e nel secondo verso le ossa ischiatiche.

Per studiare la pressione si è ricorsi ad uno speciale sensore applicato sulla sella collegato ad un hardware in grado di evidenziare le zone più sollecitate.

Dopo una prova utilizzando selle di caratteristiche normali si è fatto un confronto con modelli di conformazione analoga ma con particolari inserti in gel a matrice pliuretanica. Questo particolare gel ha permesso una migliore distribuzione del peso evitando picchi nelle zone più delicate.

In particolare si è studiato il carico in corrispondenza del nervo pudendo, responsabile delle capacità erettive ma anche dell'intorpidimento provato spesso dai ciclisti. Una sella in gel è stato dimostrato che riduce di circa il 40% la pressione subita da tale nervo.

Alcuni modelli cui è stata asportata completamente la parte centrale rischiano addirittura di essere dannosi, poichè togliere pressione completamente da un punto significa concentrarla altrove.

C'è da tenere conto che il disegno geometrico di una sella non corrisponde perfettamente all'anatomia umana. Il nervo pudendo non scorre in maniera lineare come lo svuotamento di queste selle; ne consegue un eccesso di pressione nel punto di contatto.

Al di là di una corretta regolazione in altezza si deve considerare la giusta inclinazione. Anche se una sella è ben studiata e ben realizzata potrebbe causare problemi non indifferenti, e per evitare ciò bisogna ottenere la giusta distribuzione del peso. I modelli sul mercato presentano solitamente un leggero rialzo della parte posteriore, ragion per cui occorre prendere come il riferimento a qualche centimetro più all'interno.

Gli effetti fisiologici di un errato posizionamento della sella sono comunque temporanei!

Non deve destare preoccupazione l'eventuale perdita di sensibilità della zona genitale durante la pedalata. Occorre però controllare l'inclinazione della sella. Ogni ciclista insomma deve fare una sua valutazione personale in base al modello che possiede, e questo deve essere scelto con cura poiché deve adattarsi alla distanza delle ossa ischiatiche.

Bisogna considerare che queste misure sono soggettive, tanto che alcuni corridori preferiscono utilizzare selle nate per l'anatomia femminile e quindi leggermente più larghe posteriormente.

Inoltre, vale la pena considerare come i corridori professionisti, teoricamente i soggetti più a rischio per l'uso continuativo che fanno della bicicletta, non hanno evidenziato problemi al di sopra della media statistica normalmente rilevata nei soggetti che non praticano ciclismo.

Scritto da: ABC Staff

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