Marco Pantani ed il Complotto della Camorra

Marco Pantani ed il Complotto della Camorra

Il 14 Febbraio 2014 sono esattamente 12 anni dalla tragica scomparsa di Marco Pantani, Il Pirata che ha infiammato i cuori di tutti gli appassionati di ciclismo con i suoi splendidi scatti in salita. Escluso dal Giro 1999 a seguito di un valore di ematocrito al di sopra del consentito, Pantani risentì del clamore mediatico suscitato dalla vicenda e, pur tornato alle gare non molto tempo dopo, raggiunse solo sporadicamente i livelli cui era abituato. Caduto in depressione, morì il 14 febbraio 2004 a Rimini, per arresto cardiaco dovuto a presunto eccesso di sostanze stupefacenti.

La madre, Tonina Pantani, sostiene che nella tappa di Madonna di Campiglio, del Giro d’Italia 1999, successe qualcosa, ossia che Marco era stato fregato e che quel valore di 52 di ematocrito non era suo. Per la cronaca il grande Pantani, vincitore sia del giro d’Italia che del Tour de France 1998, stava dominando il giro d’Italia 1999, indossando la maglia rosa vincendo numerose tappe.

CHE DIETRO L’ESCLUSIONE DI MARCO PANTANI CI SIA STATO UN COMPLOTTO?

Marco Pantani in quel periodo era un personaggio potentissimo, un accentratore impressionante, era su tutti i giornali, su tutte le tv e ovunque andava i giornalisti erano tutti per lui, snobbando i campioni dell’epoca, inoltre devo sottolineare che la sua notevole popolarità stava facendo spostare miliardi delle vecchie lire di sponsor dal calcio al ciclismo.

Marco Pantani aveva reso celebre il ciclismo, mi ricordo che nel giro e tour del 1998 si fermavano le attività lavorative per tifare e guardare le sue eroiche gesta, i giornali gli dedicavano pagine e pagine ogni giorno. Che questa popolarità abbia dato noia a qualcuno?

RENATO VALLANZASCA E PANTANI

Renato Vallanzasca il bandito per eccellenza degli anni ’70, dal carcere, scrisse una lettera alla Signora Tonina, mamma di Marco Pantani, dichiarando la sua verità su quel 5 Giugno 1999 .

Abbiamo qui di seguito trascritto qualche capoverso della lettera in questione, dove ci sono alcune rivelazioni scottanti.

Non sapevo e neppure ora so cosa sia successo di preciso: quel che è certo che quattro o cinque giorni prima che fermassero Marco a Madonna di Campiglio, mi avvicinò un amico, anche se forse lo dovrei definire solo un conoscente, che mi disse:

Renato, so che sei un bravo ragazzo e che sei in galera da un sacco di tempo, per questo mi sento di farti un favore”.

Ero in vero un po’ sconcertato ma lo lasciai parlare

“Hai qualche milione da buttare? Se si, puntalo sul vincitore del Giro! Non so chi vincerà, ma sicuramente non sarà Pantani!”

Da un lato ero certo che nessuno avrebbe mai pensato di potermi fare uno spiacevole scherzo, ma dall’altro vedevo Marco che viaggiava troppo forte!

Glielo feci presente dicendogli testualmente. “Per non farlo arrivare a Milano in Rosa, gli possono solo sparare”

e Lui continuò dicendo:

"Senti Renato, non so come, ma il giro Non lo Vincerà Sicuramente Lui!!!

Sapevo chi era e quali erano le sue frequentazioni a livello di scommesse clandestine e così la presi per buona, anche se non avrei comunque scommesso perché, non sono uno scommettitore ma anche volendo, non avevo disponibile una cifra così consistente da cambiarmi la vita.

Le due sole possibili alternative allo strapotere di Marco erano, seppur molto alla lontana, Gotti e Jalabert, quindi, nella logica di quell’amico, avrei solo dovuto sceglierne uno.

Se non ricordo male, Gotti era dato a 2 e 1/2 e Jalabert a 4 o poco meno! e quando gli risposi no grazie, anche perché soldi da buttare non ne avevo!

Mi rispose che era talmente certo che la dritta fosse garantita che, se avessi voluto, i soldi della giocata me li avrebbe anticipati Lui e che se Per Assurdo Pantani avesse vinto, saremmo stati pari.

Era un suo modo per rassicurarmi, ma se io gioco difficilmente con i miei soldi, figurarsi se potrei mai farlo con quelli degli altri: così dissi di no!

Il sabato, il giorno del blitz a Madonna di Campiglio, non erano ancora le otto e chiesi di andare in doccia, mi preparavo per il colloquio, il tempo che mi aprissero e una volta in corridoio, nel tragitto per arrivare alla sala docce, dovevo passare anche davanti alla cella di quell’amico che, vedendomi, ancor prima di salutarmi, mi disse:

"Hai sentito la tv? C’è stato un blitz dell’antidoping al Giro Hanno fermato Pantani, ripartiranno senza di Lui!"

Mi sono detto “ecco dove stava il trucco”!

Cosa c’è dietro quell’esclusione allora? Era davvero un complotto come ha detto Pantani fin dal primo momento? Vallanzasca non lascia alcun dubbio.

TYLER HAMILTON ED IL DOPING

Dopo la morte di Marco Pantani, nel mondo del ciclismo, ne sono successe di cotte e di crude in relazione al mondo del Doping . Hanno fatto scalpore le dichiarazioni di Tyler Hamilton, gregario di Lance Armstrong sul doping di squadra effettuato dai team di Armstrong in quegli anni.

Hanno fatto scalpore i test positivi di Lance Armstrong, squalificato dopo il suo ritiro, al quale hanno tolto tutte le vittorie al Tour de France dal 1999 al 2005.

Hanno fatto scalpore le squalifiche di:

  1. Jan Urlich,
  2. Alberto Contador
  3. Joseba Beloki
  4. Floyd Landis
  5. Davide Rebellin
  6. Michele Scarponi
  7. Alejandro Valverde
  8. Aleksandr Vinokurov
  9. Alex Zulle
  10. Ivan Basso
  11. Danilo Di Luca
  12. Riccardo Riccò
  13. Piepoli e molti altri ciclisti di caratura internazionale.

Praticamente dopo la scomparsa di Marco Pantani hanno “beccato” tutti i Big del ciclismo mondiale, non se ne salva uno!

Quando il pirata disse : " a lui è tutto permesso !" si riferiva a Lance Armstrong e questo non l’ha mai digerito e sopportato.

Marco Pantani esplose nei primi anni 90, quando era in atto il dominio di Miguel Indurain, il quale venne sconfitto più volte dal giovane ciclista romagnolo, in tappe di montagna. In quegli anni il pirata stava per spiccare il volo, quando alcuni incidenti lo fermarono, in maniera tragica, temendo per la continuazione della sua carriera. Nel 1997 tornò e nel 1998 entrò nell’Olimpo vincendo Giro e Tour.

Quella esclusione “dubbia” del 1999 come dichiarato dal grande Marco fu durissima :

” Mi sono rialzato tante volte, non so se questa volta mi rialzerò?!”

MARCO PANTANI NELLA STORIA NONOSTANTE TUTTO E TUTTI

In conclusione, non abbiamo prove, ma solo indizi, forti indizi provenienti dal mondo delle scommesse clandestine e dal giro di soldi degli sponsor, che fanno presagire ad un complotto contro Marco e a suffragio di queste ipotesi non dobbiamo dimenticare delle squalifiche di tutti i Big del ciclismo avvenute dopo la morte di Marco.

Sorge il dubbio…. Che effettivamente l’abbiano fregato.

Marco Pantani resta nella storia dello sport italiano e mondiale, ci ha fatto divertire e restare davanti alla televisione per ore e ore con pathos e ci ha fatto gioire con imprese epiche che rimarranno nella storia.

I suoi rivali sono ancora vivi, con squalifiche a vita, lui invece rimarrà nella storia indelebile nel tempo.

Scritto da: ABC Staff

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