Il contributo energetico alla prestazione sportiva

Il contributo energetico alla prestazione sportiva

Come allenarsi a seconda dello sport praticato

Il contributo energetico alla prestazione sportiva

 

 I processi con i quali l’organismo produce energia al fine di sostenere l’attività fisica sono due:

Il primo sistema viene utilizzato principalmente quanto la quantità di ossigeno incamerata dall’atleta è sufficiente per coprire il fabbisogno energetico. Questo è il caso in cui l’intensità fisica è modesta ed essa protratta a lungo.

 

Il secondo sistema viene utilizzato quando la richiesta energetica è elevata, a causa di un intenso sforzo fisico. Se esso viene protratto più di qualche secondo, si verifica un rapido accumulo di acido lattico nei muscoli, che porta in tempi brevi a un drastico calo del rendimento fisico. Più questi sono brevi, minore è la capacità dell’atleta di tollerare il carico di lattato.

 

 

SPORT

ANAEROBICO %

AEROBICO %

ATLETICA 100 METRI 

100

0

ATLETICA 800 METRI

56

44

MEZZOFONDO 10000 METRI

3

97

CALCIO

80

20

PALLAVOLO

100

0

BASEBALL

95

5

NUOTO 100 METRI 

95

5

BASKET

90

10

LOTTA

100

0

CALCIO DIFENSORI ED ATTACCANTI

100

0

CALCIO CENTROCAMPISTI

80

20 

 

 

A differenza di quanto si pensa comunemente, la condizione aerobica è scarsamente correlata alla prestazione, con l’eccezione delle discipline di lunga durata, in particolare, negli sforzi intermittenti e quindi nei giochi sportivi, come calcio, tennis, basket, ecc.. , la capacità aerobica dà un contributo scarsamente apprezzabile, sebbene il lavoro cardiovascolare possa essere estremamente elevato.

 

Quindi l’allenamento di preparazione fisica generale consiste prevalentemente di sforzi brevi, intensi e ripetuti con recupero incompleto, al fine di tenere alta la densità di lavoro, per potenziare la resistenza fisica e la capacità di recupero. Il lavoro continuo a bassa intensità è utilizzato quasi esclusivamente nelle fasi di riscaldamento e successivo defaticamento.

 

Alcuni studi hanno rivalutato il contributo energetico della componente aerobica nelle prestazioni sportive di breve durata, indicando con un valore intorno ai 75 secondi il momento in cui i sistemi anaerobico e aerobico forniscono in parti uguali l’energia per sostenere uno sforzo massimale.

 

Oltre i 75 secondi quindi, lo sforzo è alimentato in modo prevalente dal meccanismo aerobico di produzione dell’energia. Ciò suggerisce il fatto che anche sforzi relativamente brevi, intorno al minuto, se ripetuti con recupero incompleto, possono allenare efficacemente il sistema aerobico.

 

Per quanto riguarda invece gli sport di squadra, bisogna ricordare che gli scatti sono molto brevi, in funzione anche del campo da gioco della disciplina, nel caso del campo di calcio gli scatti sono di norma lunghi 20 metri percorribili in 3 secondi, quindi si tratta di accelerazioni e decelerazioni continue in cui il contributo aerobico è minimo. 

Scritto da: ABC Staff

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