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Biologico o non biologico, questo è il problema

data di redazione: 04 Giugno 2015 - data modifica: 17 Novembre 2014
Biologico o non biologico, questo è il problema

Una guida per difendersi dalle truffe

Tutti ormai sappiamo cosa vuole dire "biologico".

L'agricoltura biologica ha fatto molta strada negli ultimi anni; da una produzione di nicchia quale era, si sta espandendo via via ad una larga fascia di consumatori.

Tutto ciò  è molto positivo, perché sta a significare che la sensibilizzazione a questo argomento è arrivata ad alti livelli.

A questo punto, visto che siamo tutti d'accordo sul fatto che i pesticidi e i veleni facciano male alla  salute, ci rechiamo fiduciosi ad acquistare i nostri buoni prodotti biologici certi di trovare finalmente cibo sano.

Occhio all'etichetta

Ma siamo veramente sicuri che ciò che è scritto sull'etichetta o cartellino corrisponde alla realtà?

  • Il colore è giallo brillante
  • L’odore è appetitoso
  • Il sapore, dolce e deciso.

 E poi c’è quell’etichetta rotonda, con una sigla che dà istintivamente fiducia: “D.O.P- di origine protetta”. In realtà, di protetto, in quella confezione c’è ben poco: fra agenti chimici e conservanti tossici si tratta del mais meno salutare che possa esserci in commercio.

 

Truffe alimentari di questo genere sono quasi all’ordine del giorno.

 

Quintali di prodotti che vengono fatti passare per delizie biologiche  ma che invece aggirano ogni norma falsificando le etichette e utilizzando, spesso, pericolosi pesticidi, liquidi non commestibili o persino sostanze destinate ai mangimi per animali.

 

Purtroppo la realtà è questa: crescendo a dismisura la domanda di prodotti  "bio" , aumentano in maniera simmetrica le truffe.

 

Come iniziare a proteggerci dalle truffe

 

  • Come facciamo a proteggerci?
  • Come possiamo essere sicuri che il nostro acquisto sia veramente biologico e non sia l’ennesima truffa?

Il vero “bio” è un prodotto con tecniche di coltivazione o allevamento che non prevedono l’uso di:

  1. Concimi
  2. Diserbanti
  3. Insetticidi
  4. Altre sostanze chimiche di sintesi
  5. Alimentazione forzata
  6. Colture intensive
  7. Manipolazione genetica

 

Biologico a livelli

 

Esistono però diverse “gradazioni” di bio.

  1. Innanzitutto abbiamo il prodotto mono ingrediente (per esempio la passata di pomodoro) che deve esclusivamente essere di origine biologica al 100%.
  2. Poi troviamo prodotti che contengono il 5% di ingredienti che non si possono ottenere biologicamente nella UE, o non sono disponibili a sufficienza (come la papaia, la cannella o lo zenzero).
  3. La terza gradazione è quella dei prodotti “in conversione” e cioè quelli coltivati da una azienda che sta passando al metodo biologico ed osserva tutte le procedure di legge ma da meno di due anni (questo sarà riconoscibile dall’etichetta).

 

L’importante è accertarsi che sull’etichetta...

...sia riportata la scritta “agricoltura biologica regime di controllo Ce” e che ci siano anche il nome e i dati dell’organismo di controllo riconosciuto che ha effettuato la certificazione.

 

Attenzione ai prezzi troppo convenienti

Un altro campanello d'allarme può essere, senza dubbio, il prezzo eccessivamente basso: un prodotto “bio low cost” può nascondere brutte sorprese.

Recandoci in un mercato di frutta e verdura diffidate di cartelli con diciture "prodotti naturali" che non vogliono dire assolutamente niente!

Sono solo specchietti per allodole per attirare il consumatore!

Il consiglio quindi è, quando decidiamo di acquistare "biologico" leggiamo bene le etichette, scegliamo un negozio di fiducia che specifichi la certificazione e chi certifica, ma non lasciamoci abbindolare dal basso costo.

I salutisti ringrazieranno, chi non lo è continuerà a chiudere gli occhi, ma una certezza c'è, ed è quella che mangiare sano è la base per avere una buona salute.

 

Buon appetito e buon allenamento da Elena e da ABC

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