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Alghe Proteiche

data di redazione: 04 Gennaio 2019
Alghe Proteiche

Alghe Proteiche

Le alghe, anche chiamate "insalata di mare", sono piante generalmente acquatiche che crescono sia in acqua dolce che salata. 

In alcune zone del nostro pianeta, per esempio in quelle costiere dell'Europa nord-occidentale (Scozia, Irlanda, Norvegia, Islanda), nelle isole Hawaii, in sud-America, nelle isole del Pacifico, in Nuova Zelanda e in Asia (soprattutto in Giappone, Cina e Corea) le alghe sono consumate sin dall'antichità. 

Testimonianze archeologiche hanno dimostrato addirittura che in Giappone venivano consumate già 10.000 anni fa. 

Qui se ne registra il più elevato consumo pro-capite; il Giappone è anche il principale produttore ed esportatore di alghe, cosa che spiega come mai esse siano note con nomi giapponesi come Kombu, Wakamé, Hijki, ecc.

Come le piante di terra, le alghe effettuano la fotosintesi degli zuccheri grazie alla presenza di pigmenti, tra i quali la clorofilla. La consistenza come il sapore delle alghe possono essere molto differenti; in particolare esse possono essere gommose, tenere, croccanti e dei più svariati colori.

Esistono più di 25.000 specie di alghe nel nostro pianeta e la cosa curiosa è che solo un'infima parte di esse è commestibile (solo 40-50 specie).

VALORE NUTRITIVO DELLE ALGHE


Le alghe sono utilizzabili come alimento e come condimento, per decorazioni e come integratori alimentari (in polvere, fiocchi, capsule o compresse), si consumano sia fredde che calde e si possono preparare in svariati modi, in particolare bollite, ma anche arrostite, al vapore, fritte, saltate o marinate nell'aceto e nel tamari.

Ma qual'è il loro valore nutritivo?


Tanto per cominciare il loro valore nutritivo varia a seconda della specie, dell'habitat e della stagione. 

Cosa interessante, la spirulina, si distingue per l'elevato contenuto proteico, da 54 a 65 g/100 g di peso a secco.

C'è da dire però che gli aminoacidi che costituiscono le proteine delle alghe sono sì più equilibrati di quelli delle piante di terra, ma pur sempre meno di quelli di origine animale.

Gli zuccheri sono un'importante costituente delle alghe e ne rappresentano il 40-60% del peso a secco. Solamente per il 5-10% sono zuccheri semplici, per la maggior parte si tratta infatti di polisaccaridi.

Altra buona notizia è che le alghe sono povere di grassi e calorie, e costituiscono una fonte importante di minerali (5-20% circa del loro peso a secco), in particolare di calcio e iodio. 

Contengono inoltre una buona percentuale di diverse vitamine, tra cui la A (betacarotene), alcune del complesso B (in particolare tiamina, niacina e riboflavina) e vitamina C.

ALGHE PROTEICHE


Alcuni tipi di alghe, generalmente meno conosciute della "classica" Nori (17 g di proteine per 100 g di prodotto a secco), ovvero quella utilizzata per comporre il sushi, si distinguono dalle altre per l'elevato contenuto proteico; vediamone alcune.

Partiamo con l'Undaria pinnatifida, o più comunemente chiamata WAKAMÉ (13 g di proteine per 100 g di prodotto a secco), che è un'alga che cresce a 6-12 metri di profondità e assomiglia a una grande foglia molto dentellata. 

Può essere consumato senza cottura dopo un ammollo di 3-5 minuti, oppure cotto. Siccome ha un sapore delicato ha molteplici impieghi; può accompagnare il riso, la pasta, gli ortaggi, il tofu, la carne, i volatili, il pesce e i frutti di mare. 

Si aggiunge alle minestre e alle insalate e si consuma marinato.

Ancor più proteica è la Ulva Lactuca, anche chiamata lattuga di mare (17 g di proteine da cruda). 

Queste alghe sono verdi e hanno un sapore che ricorda la lattuga classica, e si possono consumare crude o con una breve cottura di 5 minuti e si può aggiungere alle minestre o alle insalate.

Al primo posto della nostra classifica però troviamo il Rodimenio Palmato (Palmaria palmata, 20 g di proteine per 100g di prodotto a secco), quindi ancor più proteica, un'alga diffusa nelle acque fredde e agitate delle coste rocciose. 

Il Rudimenio palmato (o dulse), ampiamente presente nell'oceano Atlantico, è consumato da migliaia di anni dalle popolazioni costiere dell'Europa occidentale, e si impiega crudo o cotto dopo essere stato in ammollo con altre alghe, che può sostituire nella maggior parte delle ricette. 

È considerato un alimento molto gustoso sia nelle minestre che nelle insalate.



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