Il Circolo Vizioso delle Grandi Abbuffate

Il Circolo Vizioso delle Grandi Abbuffate

Vi siete mai messi davanti allo specchio, con occhio critico, promettendovi di mettervi in riga e di smettere di mangiare così tanto e in modo così "disordinato"?

Il mondo è pieno di gente che ha detto basta, che ha voltato pagina, che ha cambiato il suo stile di vita, che quindi ha ripreso il gusto di mettersi una t-shirt mettendo in bella mostra petto e braccia, anche, e perchè no, con un pizzico di sano esibizionismo, sensazione oramai messa in cantina da anni.

Perchè allora non rimettersi in carreggiata, intraprendendo una qualsiasi attività fisica e cominciando già da subito a mangiare meglio e meno?

Sicuramente non è così facile. Tanto per motivarvi un pò, vi spieghiamo perchè abbuffarsi non è mai una buona idea.

Sappiamo bene come funziona, è una ricorrenza nei giorni di festa quando ci si lascia un pò andare; un boccone dietro l'altro e ci si ritrova a fine pasto con la pancia troppo piena fino a stare male, e questo è solo il primo sintomo.

In molti casi si aggiungeranno quel senso di spossatezza che vede come unico rimedio il divano, un fastidioso mal di testa e acidità di stomaco, e in alcuni casi si possono aggiungere anche nausea e vomito. Se l'abbuffata è una trasgressione limitata al giorno di festa va bene, il problema è quando diventa un'abitudine.

Ma perchè mangiare troppo causa tutti questi effetti?


Prima di tutto è bene sapere che la digestione parte dalla bocca, per cui i cibi cominciano a essere scomposti dalla saliva, che con la sua azione li rende più digeribili, pertanto il primo passo sarà quello di masticare in modo corretto, ovvero bene e lentamente.

Per recepirne i vantaggi è necessario capirne il meccanismo. In fondo allo stomaco c'è una valvola che si chiama piloro che al termine della digestione gastrica si apre per far passare i cibi masticati (chimo) nel primo tratto dell'intestino (duodeno).

Questo si verifica però solo se abbiamo effettuato una buona masticazione degli alimenti ingeriti, che quindi hanno raggiunto uno spessore davvero ridotto, altrimenti non passano, restando quindi nello stomaco per essere macinati meglio e rallentando tutta la digestione. Quindi se mastichiamo molto bene quello che mangiamo, i cibi arrivano già in dimensioni ridotte e facilitano moltissimo l'attività dello stomaco.

Durante la digestione, lo stomaco, che in sostanza è un sacco con una capienza di circa mezzo litro ma con una grande capacità di dilatarsi (fino a 2-3 litri), lavora in due modi:

  • prima produce acido e rimescola
  • poi tritura tutto il contenuto
  • Dalla combinazione di queste due azioni si ha la frammentazione dei cibi e l'assorbimento di alcune sostanze, mentre il resto è assorbito dall'intestino.

Quindi, quando ci abbuffiamo lo stomaco ci mette più tempo e diventa tutto più difficile. Se normalmente il tempo medio di digestione si aggira sulle 2-4 ore, per un pasto abbondante può arrivare anche a 6 o 7 ore. Lo stomaco pieno e dilatato fa più fatica e crea facilmente reflusso, cioè la risalita in esofago di materiale acido dallo stomaco.

Si hanno perciò rigurgiti e fastidiosi bruciori di stomaco. In più, con i tempi di digestione così allungati, il senso di spossatezza vi impedirà per il resto della giornata di praticare alcuna attività sportiva e il gioco è fatto. Questo meccanismo è esattamente come il gatto che si rincorre la coda.

Ma non è solo una questione estetica. Le abbuffate, quando diventano una routine mandano anche il cervello in tilt. Secondo uno studio dell'Università del Wisconsin (Usa), pubblicato su Cell, chi mangia in modo ossessivo manda in tilt il sistema cerebrale che regola il senso di appetito e sazietà, portando a sovrappeso e obesità.

Nel cervello di queste persone, in sostanza, il segnale neuronale che l'organismo è sazio c'è, ma è troppo debole per essere ricevuto dalle cellule nervose. Questo diventa un circolo vizioso, per cui la persona continua a mangiare e ingrassa.

Scritto da: ABC Staff

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