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Diete Drastiche - Perché Evitarle

data di redazione: 05 Maggio 2016
Diete Drastiche - Perché Evitarle

Il difficile quando si intraprende una dieta, non è tanto dimagrire quanto mantenere nel tempo il risultato raggiunto; infatti, dopo mesi di sacrifici succede spesso che ci si lasci andare in un atteggiamento opposto, disinibitorio nei confronti del cibo, che ci porta inevitabilmente a riacquistare i chili perduti, e con gli interessi.

Tanta fatica sprecata per niente! Per questo è fondamentale che dopo aver seguito la dieta giusta ed equilibrata poi si mantengano le buone abitudini acquisite durante la dieta stessa.

UNA DIETA SANA

Una dieta rigida e mortificante può provocare scompensi all'organismo e rilevarsi del tutto inutile e spesso ingrassante, una volta rientrati nella normalità alimentare. Questo anche perché, è statisticamente provato che buona parte delle diete estremamente ferree provocano la sindrome dello yo-yo, ovvero forti e frequenti oscillazioni di peso, molto nocive per la salute. Una dieta che si rispetti deve essere intesa come un nuovo modo di vivere e nutrirsi, inoltre deve essere sempre accostata al movimento fisico.

L'ERRORE FATALE

Già, un nuovo modo di vivere e nutrirsi, il che significa imparare a mangiare. È importante non farsi prendere dalla brutta abitudine di sgranocchiare a tutte le ore. Uno spuntino leggero a metà mattinata ed uno a metà pomeriggio, come ad esempio un frutto o uno yogurt, sono una sanissima abitudine.

Chi si lascia andare dalla cattiva abitudine di mangiare qualsiasi cosa gli capiti a tiro e a qualsiasi ora, non solo rischia di minare ogni sforzo dietetico ma gli renderà anche la vita davvero difficile (se la sua intenzione è quella di mantenere una linea che si rispetti), perché gli verrà alquanto complicato quantificare le calorie assunte in questo modo, rischiando di fare una stima troppo ottimistica. Poi l'errore sarebbe enorme se sgranocchiasse merendine, snack, biscotti prodotti simili.

Per chi non lo sapesse lo zucchero è un alimento che ci fa entrare in un vero e proprio circolo vizioso. Mangiato da solo, infatti, provoca un aumento importante del tasso di zucchero nel sangue (glicemia) e scoppia un piccolo cataclisma metabolico.

L'insulina e il fegato trasformano lo zucchero in eccesso in grassi che aumentano le riserve energetiche. Inoltre l'organismo, sollecitato dallo zucchero stesso, reagisce come se aspettasse altro cibo, cioè mette da parte tutti gli zuccheri disponibili, credendo di dover far posto ad altri alimenti che arriveranno da li a poco.

La glicemia scende al di sotto del minimo, e scatta la cosiddetta ipoglicemia, che provoca un bisogno violento di nuovo cibo e un senso di debolezza.

Ecco perché, in un'alimentazione equilibrata, si raccomanda che il 45 - 60 % circa delle calorie della razione provenga dai carboidrati, dei quali almeno i tre quarti sottoforma di carboidrati complessi (pasta, pane, riso), e non più del quarto restante sotto forma di zuccheri semplici.

ILLUSIONE... E DELUSIONE?

È abbastanza comune, quindi non deve sorprendere se dopo il primo periodo di calo "magico" del peso, ci si accorge che l'ago della bilancia si ferma e non scende più di un etto, e questo rispettando nel dettaglio la dieta che ci è stata imposta. Succede che, chi si trova in queste condizioni, opti per restringere di testa sua ancor di più la propria dieta, improvvisandosi nutrizionista, e trasformando un regime alimentare equilibrato in un vero e proprio disastro.

In sostanza, quando succede così, il nostro organismo si è semplicemente abituato alle restrizioni, e riesce a economizzare le scarse porzioni di cibo e a fare a meno del resto. È un sistema di difesa del nostro corpo.

In ogni dieta c'è un momento in cui il peso smette di scendere, ma spesso si tratta di un breve periodo transitorio, superabile con qualche accorgimento. Quello che bisogna evitare di fare è digiunare, ma consultare il proprio nutrizionista, che modificherà il nostro regime alimentare. Quindi, niente diete drastiche, a quanto pare non funzionano a lungo termine.



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