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​Perchè è Sbagliato NON Mangiare per Dimagrire

data di redazione: 14 Ottobre 2015
​Perchè è Sbagliato NON Mangiare per Dimagrire

L'importanza di seguire una dieta corretta ed equilibrata

Diciamo che è un problema per lo più femminile. Quante volte le donne si mettono sulla bilancia e vedendosi aumentare di peso si autoinfliggono una dieta drastica "fai da te", digiunando di fatto e saltando i pasti credendo così di buttare giù i chili di troppo all'istante.

Niente di più sbagliato!

C'è da dire che l'obesità nella donna è più complessa di quella dell'uomo, proprio per la sua particolare fisiologia.

Il numero di cellule grasse (adipociti) nelle donne è maggiore che nell'uomo, proprio in ragione di questo fatto la massa grassa delle prime è due volte maggiore di quella dell'uomo.

Alcuni studi hanno dimostrato che è soprattutto nel caso di un processo di restrizione alimentare (dieta ipocalorica) che l'organismo femminile, mettendo in gioco il proprio istinto di sopravvivenza, inizia a produrre cellule grasse (iperplasia).

QUESTIONE DI ISTINTO DI SOPRAVVIVENZA

Il nostro organismo è in effetti animato da un istinto di sopravvivenza che si mette in azione nel momento stesso in cui subisce una minaccia in termini di restrizione, in questo preciso caso alimentare.

Bisogna tenere bene a mente che le privazioni dovute alle rinunce al cibo non sono così lontane, il loro ricordo rimane ed è sempre presente nella memoria incoscente e può venire fuori alla minima allerta.

Nel momento in cui mettiamo il nostro organismo in queste condizioni, cioè in una situazione di sottoalimentazione, lui per difesa non perde occasione per immagazzinare riserve, se ne ha la possibilità.

Chi è abitudinario di queste restrizioni poi sa bene che ai primi cedimenti, dati dalla disperazione, tipo ad una mangiata o durante le feste, si può ritrovare in un baleno ad aver riaquistato quei 2 o 3 chili che con tanta fatica, tempo e sacrificio aveva perso.

Questa è una delle ragioni per cui non si dovrebbero mai saltare i pasti e non sopportare la fame come una tortura, cosa che invece fa spesso la donna che una volta sulla bilancia cade nel più totale sconforto vedendo che non dimagrisce.

IL PROCESSO DI "NON DIMAGRIMENTO"

Esaminiamo il comportamento del nostro organismo.

Immaginiamo che la razione quotidiana normale sia di 2500 calorie e che abbia qualche chilo di troppo.

In preda al terrore la donna abbassa la sua razione giornaliera a 2000 calorie in una dieta ipocalorica "fai da te", andando a creare un deficit di 500 calorie nel suo organismo.

Questo, abituato a riceverne 2500 risente immediatamente di questa mancanza e andrà a prendere l'equivalente di 500 calorie dalle proprie riserve di grasso.

Ci sarà quindi una effettiva perdita di grassi.

Sebbene la dieta continui però, ad un certo punto la perdita di grasso cessa e si stabilisce quindi un equilibrio tra le entrate e le uscite.

Nel momento in cui si decide di dare solo 2000 calorie al nostro organismo esso in realtà decide di contenersi.

Assistiamo quindi ad una stagnazione del peso.

Continuando la dieta, pensando che magari insistendo il dimagrimento riprenderà, sopraggiungerà la delusione, e questo perché ci si accorgerà che la curva del peso ricomincia ad aumentare.

Come in un effetto a catena magari la donna in preda alla disperazione salta anche il pasto innescando un meccanismo ancor più effimero.

Paradossalmente, nel momento in cui si mangia meno si ingrassa!

Il perché è semplice, è proprio per il famoso "istinto di sopravvivenza".

Nella riduzione dei sui apporti energetici, dopo aver aggiustato le sue perdite in funzione degli apporti, il proprio istinto di sopravvivenza lo ha portato a ridurre il proprio fabbisogno quotidiano a 1700 calorie, per economizzare 300 calorie e così ricostituire le proprie riserve.

Proprio per queste ragioni conviene affidarsi ad un esperto nutrizionista, che vi saprà indicare la dieta giusta da seguire in base a tanti fattori, da valutare di caso in caso.

Scritto da: ABC Team
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