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L'Alimentazione Durante il Ritiro per gli Sport a Squadre

data di redazione: 23 Maggio 2015
L'Alimentazione Durante il Ritiro per gli Sport a Squadre

L'alimentazione corretta degli atleti per il massimo rendimento

In quasi tutte le discipline sportive di squadra viene previsto per gli atleti un periodo di ritiro, specie in vista della stagione agonistica, per effettuare un allenamento razionale e completo e per esercitare allo stesso tempo uno stretto controllo durante tutto l'arco della giornata sulla condotta degli atleti, soprattutto per quanto riguarda l'alimentazione, e così ridurre o eliminare quegli errori dovuti a un regime di vita non perfettamente regolato e non consono alle necessità atletiche.

 

Durante il ritiro si rispettano determinate regole:

 

  • ○ gli orari del sonno e della veglia sono ben determinati
  • ○ le ore di attività sportiva sono perfettamente disciplinate
  • ○ gli esercizi e le tecniche di allenamento sono continuamente studiati e aggiornati
  • ○ l'alimentazione è continuamente monitorata

 

Ogni singolo atleta dovrebbe avere un'alimentazione studiata, dal punto di vista quantitativo, secondo il suo dispendio calorico, e dal punto di vista qualitativo secondo la sua costituzione, il suo temperamento, la funzionalità del suo apparato digerente e anche secondo l'inclinazione dei suoi gusti.


Se, per ovvie ragioni organizzative, non è sempre possibile arrivare a una individualizzazione dietetica, è assolutamente doveroso, da parte dell'organizzazione, provvedere ad esigere un'alimentazione strettamente ligia a dei ben precisi principi dietetici.
Il dietologo dovrebbe sempre accompagnare le squadre per programmare le diete, se non singolarmente almeno per gruppi, secondo le affinità dei problemi che coinvolgono vari atleti e soprattutto per consigliare limitazioni o modifiche, man mano che queste si possono rendere necessarie.

 

LA RESPONSABILITÀ DEL SINGOLO ATLETA


Se dal punto di vista dietetico l'organizzazione è criticabile durante il ritiro, una buona fetta di responsabilità ce l'ha anche l'atleta che si presenta al ritiro spesso in condizioni fisiche non ottimali.


Spesso ha ignorato ogni consiglio della società durante la pausa di fine stagione agonistica.
Se ogni sportivo è conscio che non si può formare un campione in quindici o trenta giorni di allenamento e che la perfetta efficienza e armonia di muscoli, cuore, nervi e riflessi sono il frutto di un lungo, continuo e laborioso sforzo fisico, raramente l'atleta riflette sul concetto che la perfetta salute ed efficienza fisica sono anche il risultato di una rigida e continua osservanza dietetica.


Come ogni errore nell'impostazione della preparazione atletica inesorabilmente si paga, così ogni errore dietetico inevitabilmente si sconta.

 

L'atleta accetta senza discutere l'alimentazione che gli viene imposta durante il ritiro, anche se questa non riscuote pienamente la sua approvazione, in quanto si trova immerso in una particolare atmosfera di disciplina e di emulazione.


Quando lo stesso atleta vive in casa la sua normalità le cose non sono così!


A causa di questo spesso si incorre in disturbi riferibili all'apparato digerente, oppure aumento o diminuzione del peso corporeo rispetto al peso forma, problemi che non sempre è possibile sanare nel breve tempo del ritiro, specie se è prevista una scadenza agonistica a breve termine.

 

PERCHÈ QUESTO SAREBBE UN GRAVE ERRORE?

 

La necessità di un risultato terapeutico nel poco tempo a disposizione comporta per l'atleta un doppio trauma:

 

  • ○ la necessità della prescrizione di un regime dietetico molto severo per superare la situazione patologica in atto
  • ○ l'inevitabile stress provocato dall'aumentata fatica muscolare richiesta dalle necessità di un allenamento potenziato, come quello previsto nei ritiri

 

A questa situazione di emergenza si aggiunge a volte un terzo trauma; quello degli stimolanti, anche senza arrivare al doping, necessari per rimediare all'inevitabile calo di forma.


La stretta osservanza del regime dietetico non va dunque limitata al periodo agonistico o per-agonistico, ma deve essere presente durante tutto il corso dell'anno.


Un costante allenamento fisico e un costante controllo dietetico sono i due cardini inscindibili di un buon rendimento atletico.
La dieta da seguire durante il ritiro è simile a quella che l'atleta segue durante il periodo di allenamento, e non deve essere affatto differente da quella che segue durante i periodi di riposo, quando non praticano alcuna attività sportiva.


Sostanzialmente la dieta è sempre la stessa, basta che rispetti quei principi di scelta qualitativa degli alimenti, della loro preparazione culinaria e della loro distribuzione nei vari pasti.


L'unica differenza sta nella quantità degli alimenti, che deve essere adeguata al fabbisogno calorico, il quale si innalza parallelamente all'aumento dell'impegno atletico, in rapporto sia al tempo che all'intensità della prestazione.


L'alimentazione dell'atleta, dunque, dovrebbe rispondere a determinati e importantissimi requisiti dirante l'arco di tutto l'anno, essendo il più possibile:

 

  • ○ varia
  • ○ semplice
  • ○ leggera
  • ○ non ingombrante nè tossica
  • ○ poco voluminosa
  • ○ gradevole
  • ○ facilmente assimilabile

 

Buon allenamento da ABC

Scritto da: ABC Team

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