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Abilità di Mano Secondo Bruce Lee

data di redazione: 14 Ottobre 2014 - data modifica: 04 Dicembre 2018
Abilità di Mano Secondo Bruce Lee

Secondo Bruce essere abili a dare pugni non vuol dire soltanto mirare e colpire il bersaglio: la precisione, la potenza e la velocità del pugno sono solo una parte della tecnica.

Altri elementi importanti sono la posizione del corpo nel momento in cui viene sferrato il pugno, la traiettoria che il pugno segue sia quando va verso il bersaglio che quando ritorna, e il modo in cui viene tirato. 

Nel Jeet Kune Do il pugno più importante e che viene utilizzato più spesso è il diretto portante, simile al pugno verticale del Wing Chun. E' un pugno veloce perchè raggiunge solo una breve distanza, è preciso perchè va direttamente in avanti, inoltre viene tirato con uno sforzo minimo e perciò non compromette l'equilibrio. 

Il jeet kune do fu fondato da Bruce Lee perchè egli sentiva che le arti marziali erano troppo limitate. "Non si può combattere negli schemi" era solito dire Lee, perchè un attacco può essere imprevedibile e non raffinato 

Il diretto portante viene tirato da una posizione di guardia, la sua traiettoria deve essere una linea retta davanti al vostro naso, il quale deve essere usato come punto guida. Uno dei grossi vantaggi del modo con cui si tirano i pugni nel JKD è che potete tirare un diretto portante e continuare a restare efficacemente coperti. 

Il vostro corpo è protetto e anche voi vi trovate in una posizione dalla quale riuscite a riprendervi velocemente nel caso mancaste il bersaglio. Confrontando il JKD con gli stili tradizionali potete notare che in questi ultimi il pugno parte dal fianco e perciò espone quell'area.

 

Il pugno, quando viene portato a termine, si trova da un lato del corpo, mentre l'altro lato, in particolar modo il volto, resta scoperto quando la mano viene ritirata. 

Nel JKD come nel Wing Chun, (stile dal quale è stato ispirato) le mani proteggono la linea centrale e quindi tutte e due le parti del corpo, mentre negli stili tradizionali è protetta solamente la parte del pugno sferrato in quanto l'altra è caricata al fianco e non ha quindi nessuna funzione protettiva oltre che quella di caricare potenza al colpo. Inoltre la base di partenza trovandosi di fronte al petto e non caricata al fianco ha il vantaggio di raggiungere il bersaglio molto più velocemente.

Tirare il pugno con la mano tenuta verticalmente (nella foto a fianco Yip Man mostra il pugno verticale) anzichè orizzontalmente, come invece si fa nel metodo classico, vi permette di allungare il raggio d'azione; però bisogna tenere sempre alta la mano che resta in guardia, in modo da proteggere la parte superiore del corpo da un contrattacco, la mano dietro invece resta di guardia e fa da aiuto all'altra mano.

 

Se una mano sta tirando un pugno, l'altra deve ritornare a proteggere il corpo oppure immobilizzare il braccio o le braccia dell'avversario, in modo da impedirgli di rispondere. Deve essere sempre in prossimità de lato scoperto e della zona non protetta inoltre deve anche essere in una posizione tattica che consenta di continuare a combattere.

Nella foto si mostra la linea di forza del pugno verticale, dove l'impatto è concentrato nelle tre nocche inferiori

Lee non ha fatto altro che portare i principi dei pugni a catena del wing chun nel suo nuovo sistema: infatti il pugno portante (chiamato così da Si Jo Bruce secondo alcuni suoi allievi) quando viene bloccato, egli tira un jab diretto proprio davanti al naso, che para il pugno dell'avversario (lo intercetta) e prosegue in linea retta verso i suoi occhi. Mantenere l'attacco nella linea centrale è un grande vantaggio quando due pugni contrapposti vengono tirati contemporaneamente nella stessa traiettoria. La posizione della mano portante infatti deve permettervi di colpire e garantirvi allo stesso tempo la massima sicurezza.


Tenete conto cari lettori che stiamo parlando di ragionamenti di un artista marziale negli anni sessanta dove i marzialisti erano tutti integralisti con i paraocchi nei loro stili. E' un vero peccato che Bruce Lee, grande marzialista e filosofo sia scomparso all'età di soli 32 anni; pensate solo se avesse vissuto un pochino di più ... chissà oggi cosa ci avrebbe potuto offrire!



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