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Arti Marziali e Respirazione

data di redazione: 14 Ottobre 2014 - data modifica: 01 Ottobre 2014
Arti Marziali e Respirazione

L'educazione ad una respirazione corretta è fondamentale nello studio e nella pratica della arti marziali

BASI FISIOLOGICHE DELLA RESPIRAZIONE

La maggior parte della gente utilizza un tipo di respirazione poco profonda, prevalentemente di "tipo toracico", senza sfruttare la respirazione addominale o diaframmatica, sia nell'inspirazione che nell'espirazione, che permette di ottenere invece il massimo volume di aria rinnovata.

Va tenuto presente che la capacità ventilatoria dell'ossigenazione dipende non solo dalla quantità di aria inspirata, e dalla sua qualità o purezza, ma anche dalla differente pressione idrostatica nel capillare venoso e arterioso e dalla pressione intralveolare, la quale è molto più alta a livello della base polmonare che al vertice o nelle zone superiori.

Tutto questo, quindi, permette che lo scambio gassoso sia molto più facile ed intenso a questo livello, rendendo decisamente preferibile la cosiddetta respirazione addominale.

Supponiamo, per esempio, che un individuo normale inspiri la seguente quantità d'aria, applicando la formula:

ventilazione polmonare nella respirazione toracica - aria dello spazio morto x frequenza respiratoria al minuto


Otterremo:

500 cc di aria - 150 cc = 350cc x 10 (frequenza) = 5.250 cc aria/minuto

invece, un altro individuo che realizzando una respirazione addominale o diaframmatica espande al massimo il suo diaframma e basi polmonari, otterrà:

1.500 cc di aria - 150 cc = 1.350 cc x 10 (frequenza) = 13.500cc aria/minuto


Osservate che, in quest'ultimo caso, la frequenza respiratoria è scesa da 15 a 10 e quindi, oltre ad una maggiore quantità di aria insipirata, si ottiene un minor consumo di O2 nello stesso meccanismo respiratorio. Con una adeguata respirazione è quindi possibile triplicare la ventilazione ed ossigenazione polmonare; ecco il "terzo polmone dello sportivo".

LA RESPIRAZIONE NELLA CONCENTRAZIONE MENTALE


Grazie a un controllo volontario e cosciente della respirazione attraverso l'allenamento costante, è possibile raggiungere un alto grado di concentrazione mentale. Questa ci permette di imparare ad "ascoltare e vedere dentro il nostro corpo", oltre che a familiarizzare con quel meccanismo meraviglioso che è il nostro organismo.

Generalmente, le tercniche buddiste di rilassamento e le pratiche che gli Yogi indù e tibetani impiegano come mezzo di induzione alla meditazione trascendentale, sono modi particolari di respirazione controllata.

 

Inoltre, attualmente le più avanzate esperienze di concentrazione mentale impiegano in gran misura, nelle fasi iniziali, diverse tecniche di respirazione addominale combinate con l'autoregolazione di altri processi fisiologici. Nella pratica delle arti marziali queste metodiche ci possono aiutare a raggiungere una migliore conoscenza del nostro corpo; infatti,

isolando mentalmente l'individuo nell'osservazione del proprio corpo

si raggiunge una migliore disposizione d'animo per sfruttare al massimo le capacità mentali di concentrazione, immaginazione, recupero in seguito a sforzi particolarmente intensi, equilibrio, sensazione di pace, eccetera.

Inoltre, nella pratica attiva, l'adeguato controllo della respirazione procura al soggetto, in ogni momento, una serie di vantaggi, come l'aumento della capacità vitale, una perfetta ossigenazione cellulare , di conseguenza, un minore bisogno di ritmo cardiaco elevato a parità di sforzo, con una maggiore resistenza alla fatica e un più rapido tempo di recupero.

 

Tutto ciò aumenterà le nostre capacità fisiche e migliorerà la coordinazione e il ritmo di qualsiasi esercizio nel quale sia necessario un totale sfruttamento di ossigeno!


Buon allenamento da ABC



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