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Arti Marziali: l'Oriente Visto dall'Occidente

data di redazione: 14 Ottobre 2014 - data modifica: 24 Settembre 2021
Arti Marziali: l'Oriente Visto dall'Occidente

Le Arti Marziali orientali nei secoli sono state esportate in massa, prima dai soldati dopo la seconda   guerra mondiale poi dall'esodo dei vari maestri in Europa e in America.

In Occidente, prima del ventesimo secolo, ben poco si sapeva delle arti marziali Orientali. Perchè gli europei si mettano in viaggio alla soperta dell'Oriente, bisogna arrivare fino agli inizi del quattordicesimo secolo. Dal 1400 in avanti, successive esplorazioni rivelarono a poco a poco agli occidentali un mondo che li stupì soprattutto per i suoi abitanti "non europei".

 

I popoli orientali, invece, non furono toccati da questa sorpresa. Mostrarono poco interesse per i nuovi venuti europei, che consideravano barbari, e furon felici di non essere stati scoperti fino ad allora. Avendo perso le tracce del proprio passato, gli esploratori europei dovettero ristabilire i legami costruiti secoli prima dai loro antenati. Non si ricordavano più dei contatti stabiliti con l'India da Alessandro Magno nel quarto secolo a.C., degli insediamenti romani nell'India meridionale nel primo secolo d.C. e poi di quelli dei primi cristiani; e nemmeno dell'apertura delle vie della seta, che si stendevano dai paesi dell'Impero Romano che si affacciavano sul Mediterraneo fino al centro della Cina, già dal primo secolo d.C., cioè più di quattordici secoli prima che Marco Polo le percorresse nel suo famnoso viaggio.

 

L'Europa del Rinascimento non era il centro della cività mondiale. Quattro delle più grandi religioni del mondo sono nate in Estremo Oriente. Sia l'India sia la Cina disponevano d'una scienza medica molto avanzata e avevano fatto notevoli progressi nel campo della matematica, della chimica e dell'astronomia. Joseph Needham, un sinologo inglese, nella sua dotta opera "Scienza e civiltà in Cina", elenca 34 invenzioni che erano d'uso comune in Cina molto prima che fossero introdotte da qualche altra parte e che raggiungessero l'Europa soltanto fra il primo e il dicottesimo secolo d.C.

Fra queste ricordiamo la carriola, i macchinari per la produzione della seta, la balestra, la polvere da sparo, la bussola magnetica, la carta e la stampa. Al contrario, solo quattro invenzioni occidentali arrivarono in Cina nello stesso periodo. Erano la vite, l'albero a gomito, il meccanismo a orolgeria e la pompa a pressione per i liquidi. Prima del ventesimo secolo non si sapeva quasi nulla delle arti marziali.

Verso il 1900 alcuni inglesi e americani incominciarono a imparare il judo e altre arti marziali giapponesi. L'interesse comunque, crebbe molto lentamente fino al 1945 quando, sull'onda dell'entusiasmo dei soldati americani che avevano studiato le arti marziali quand'erano di stanza in Giappone, il numero dei praticanti s'alzò in modo incredibile.

 

Questi però studiavano soptrattutto le tecniche giapponesi. La diffusione in Occidente di arti marziali provenienti da altre parti dell'Asia fu invece molto più lenta. Solo recentemente (relativamente parlando) i maestri cinesi che praticano a Hong Kong o a Taiwan hanno incominciato a credere alle richieste occidentali di rivelare le loro tecniche, perché queste possano essere insegnate in Europa e negli Stati Uniti. Esiste almeno un'arte marziale orientale di cui non si è ancora parlato in Occidente.

Perfino gli esperti hanno largamente trascurato le arti marziali che si praticano nel subcontinente indiano. Finora non è stata trovata nessuna descrizione di arti marziali indiane risalente al periodo del dominio britannico. Così  come non s'è mai parlato dell'antica tecnica di combattimento del kalaripayit (foto di testata dell'articolo), praticata da secoli nell'India meridionale. Le arti marziali sono state esportate in massa in Occidente, dove si stanno ancora studiando. Oggi le MMA possono definirsi arti marziali europee o americane, nello stesso modo in cui il Judo può essere definito giapponese, oppure il Wing Chun arte marziale Cinese.



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