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Autodifesa Donne: quanto conta la convinzione

data di redazione: 14 Ottobre 2014 - data modifica: 30 Settembre 2018
Autodifesa Donne: quanto conta la convinzione

Portare l'arte marziale a misura di donna

La maggior parte degli umani di sesso maschile pensa che le donne non siano portate per le arti di combattimento, io invece non la penso più così!

Non la penso più così sopratutto insegnando un'arte morbida e versatile come il Wing Chun...

È più logico per una donna NON usare la "forza bruta" per vincere l'avversario, perchè a lei viene più naturale, anzi conviene sfruttare la forza dell'avversario per contrattaccare; e con lo stesso principio cercare la giusta angolazione per poter sferrare colpi più in sicurezza. 

Le donne apprendono in fretta un'arte morbida, proprio perché sanno di non poter contare sulla forza fisica per battere un uomo. Il mio compito è quello di infodere loro sicurezza ma non è sempre facile.

La difficoltà sta nel dare loro la certezza che quello che stanno imparando è veramente efficace.


Innumerevoli volte da principiante mi ripetevo "ma funzionerà? Sarò io davvero in grado di affrontare un'aggressione?".

La risposta la trovate nel vostro allenamento, nel cercare -quando eseguite gli esercizi- di

  • andare dritto all'obiettivo
  • di sferrare i colpi con convinzione
  • di usare l'atteggiamento mentale giusto

....cioè -mi diverto sempre a dire loro- di essere un po' "bastarde"!

 

La convinzione dell'essere più deboli a prescindere, pone le donne in notevole svantaggio, ed è qui che l'efficacia dell'arte e di chi la insegna entra in gioco, facendo capire che non è sempre e comunque necessario essere forti per avere la meglio su chi vi vuole fare del male!

Attenzione però , perché essere fluide non vuole dire essere molli e deboli, vuole dire

  • assorbire,
  • ammortizzare,

utilizzare cioé le caratteristiche proprie di un'arte morbida come il Wing Chun per neutralizzare la forza di chi ci attacca e procedere noi stesse con la finalizzazione dello scontro; per cui la difesa deve essere energica decisa e sicura, come pure l'attacco.


Quando insegno alle mie allieve nella mia scuola, le incito ad essere incisive, di spingere, di fare in modo che il colpo si senta, che sia tangibile perché la fermezza della risposta è fondamentale per spiazzare chi ci sta di fronte.

 

Infatti una delle tattiche a cui noi donne puntiamo è l'effetto sorpresa!

A volte basta fare vedere che non si ha paura e che non si abbassa lo sguardo in segno di inferiorità: questo è un segnale non verbale che fa la differenza.


Sono arrivata al punto: forse è proprio questo lo scoglio più grande nell'insegnare alle donne, infondere loro la sicurezza necessaria per far si che le tecniche imparate funzionino davvero, che quello che facciamo in palestra non è solamente un modo per tenersi in forma.


Una volta però superata questa barriera, le allieve danno una grande soddisfazione e i risultati si vedono eccome: cominciano a diventare avide di imparare, di scoprire sempre "cosa viene dopo" senza però perdere di vista quello "che c'era prima" .... sagge senza rendersene conto.

A questo punto posso dire di aver raggiunto il mio obiettivo.
Buon allenamento,
Si-je Elena

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