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L'Ambiente Moderno delle Arti Marziali

data di redazione: 04 Maggio 2014 - data modifica: 01 Ottobre 2014
L'Ambiente Moderno delle Arti Marziali

L'evoluzione dell'ambiente delle arti marziali

Ho iniziato il mio percorso con il Wing chun da donna matura nel 2000, non troppo motivata , ma semplicemente per curiosità verso le arti marziali in genere e anche per essere in grado di difendermi nella malaugurata ipotesi di aggressione, visti i tempi che corrono.

 

La passione per questa bellissima arte marziale e' arrivata dritto al cuore nel momento in cui ho capito che i " movimenti " che stavo imparando con fatica, sarebbero poi diventati naturali e fenomenali in caso di difesa personale.

 

Allenandomi con regolarità, ma senza fretta, ho superato tutti gli esami per diventare primo grado tecnico nella federazione europea di Kernspecht, e raggiunto questo traguardo ( che per me è stato importantissimo), ho continuato e continuo tuttora a studiare per migliorarmi tecnicamente, ma a questo punto, dopo 14 anni da sola allieva, ho realizzato che il mio desiderio era quello di  trasmettere questa mia passione ad altre donne. Da adesso in poi questo sarà il mio obiettivo.


quando ho iniziato il mio percorso da marzialista , c'era ancora il così detto metodo cinese :

  • esegui l'esercizio all'infinito
  • poche spiegazioni 
  • nessuna gratificazione
  • saluto inizio e fine lezione 
  • poche risate 
  • timoroso rispetto verso l'insegnante 
  • umiltà

io ero comunque una privilegiata perché i miei insegnanti, non erano proprio così, un metodo un po' impersonale, efficace solo se la tua passione prevaleva sulla freddezza .

 

 

Poi , come al solito, tutto si evolve, come in tutte le cose nella vita.

 

Per cui chi si avvicina oggi alle arti marziali trova sicuramente un ambiente :

 

  1. meno rigido
  2. il saluto non è obbligatorio e a discrezione della classe
  3. qualche battuta che riscalda l'ambiente
  4. l'insegnante è un tuo pari

 

Questo miglioramento comportamentale può avere un risvolto della medaglia.

 

Questa "rivoluzione " non deve farci sentire troppo sicuri, sentirsi dire " Bravo! " dal proprio maestro e' molto gratificante , farsi una risata nel mezzo della lezione e' distensivo , ma non dobbiamo perdere di vista l'umiltà e il rispetto verso i nostri insegnanti che studiano da anni tale disciplina e che magari effettuano molti sacrifici sociali e familiari per mantenere tale livello di abilità marziale.

 

Le correzioni dell'insegnante ci devono stimolare , la ripetizione degli esercizi non ci deve annoiare e soprattutto non dobbiamo sentirci già bravi o troppo bravi per ascoltare con attenzione la lezione. Se i nostri insegnanti sono a tale livello è perchè la loro passione li ha spinti ad allenarsi sino allo sfinimento provando e riprovando per giorni, settimane o mesi alcuni movimenti.

 

Ora che sono diventata un'insegnante voglio trasmettere ciò che ho imparato in questi 14 anni alle mie allieve, ma non voglio vendere aria fritta, una tecnica, una situazione diventa tua se la ripeti, se l'alleni, se la fai tua. Nelle lezioni c'è la parte divertente, ma anche la parte meno divertente ma tutto fa parte della nostra preparazione e del raggiungimento del nostro obiettivo .

 

Buon allenamento 

 

SI-JE Elena LANDINI

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