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Brazilian Jiu Jitsu: La Preparazione é Indispensabile?

data di redazione: 31 Maggio 2018 - data modifica: 16 Settembre 2018
Brazilian Jiu Jitsu: La Preparazione é Indispensabile?

Brazilian Jiu Jitsu: La Preparazione é Indispensabile?

Per affrontare una competizione è necessario sottoporsi ad un periodo di preparazione? 

Ci sono istruttori che ancora non considerano importante la preparazione per l'agonista. 

Questi, che probabilmente avranno calcato poche volte un'area di gara, sono dell'opinione che l'atleta dovrebbe essere allenato per l'intero anno accademico, per cui il periodo che precede la gara non avrebbe bisogno di modifiche a livello aerobico o tecnico.

Ovviamente noi, come la maggior parte dei Maestri ed istruttori non solo di Brazilian Jiu jitsu ma anche di altri sport da combattimento, come spiegheremo qui di seguito, non siamo d'accordo con questa affermazione.

Noi siamo dell'opinione che una preparazione tecnica, atletica e mentale specifica nel periodo che precede le gare sia essenziale per ogni agonista, dal neofita al più esperto. 

Questo periodo di allenamento deve portare l'atleta al meglio della forma e della concentrazione, deve inculcargli un obiettivo preciso, tutti fattori che gli permetteranno di ottenere il massimo dalla sua prestazione.

In questo articolo non vogliamo trattare in modo specifico il tipo di allenamento da adottare in preparazione, bensì analizzare quali caratteristiche dello stesso possono essere determinanti.

LA GIUSTA PREDISPOSIZIONE MENTALE

Il periodo di preparazione è indispensabile per portare l'atleta ad un livello superiore, sicuramente a livello fisico ma anche mentale.

Purtroppo in Italia siamo un pò indietro riguardo la comprensione dell'atteggiamento mentale negli sport da combattimento e tendiamo a dargli meno importanza rispetto alla preparazione fisica. 

Questo è un grosso errore! 

L'importanza della regolazione del proprio potenziale emotivo è fondamentale sia prima di salire sul tatami che durante il combattimento, perchè corpo e mente sono collegati ed interdipendenti. 

Un buon lavoro psicologico sull'atleta è quello che analizza i processi mentali ed emotivi dello stesso alla base del rendimento fisico, in modo tale da mettere a punto tecniche, strategie e strumenti per migliorare e quindi incrementare le sue performance, tenendo conto degli aspetti individuali e motivazionali dello stesso. 

Il Maestro, riguardo l'aspetto mentale nella preparazione del proprio allievo ha un ruolo fondamentale. 

Deve essere lui che deve far accrescere nell'allievo agonista prossimo alla gara una reale consapevolezza di sé, deve fargli conoscere sì le risorse ma anche i propri limiti, deve prefiggere gli obiettivi favorendo quindi concentrazione, energia, fiducia e motivazione.   

Deve aiutare l'allievo ad abbattere le prime barriere, ovvero i più acerrimi nemici dell'agonista, ovvero la tensione e l'ansia da prestazione, che anche dopo diverse esperienze agonistiche tendono ad affievolirsi, ma mai a sparire. 

Queste si possono combattere solamente con un buon lavoro di rafforzamento di fiducia, autostima e appunto motivazione, perpetrato nelle settimane precedenti la gara.
Il periodo di preparazione quindi dovrà portare l'atleta a focalizzare l'attenzione e quindi indirizzarla verso un preciso obiettivo, migliorando la sua capacità di concentrazione durante il lavoro di studio delle tecniche e della strategia da adottare in gara. 

Sarà proprio l'obiettivo che aiuterà l'allievo a dirigere le energie in modo efficace verso la propria meta, migliorerà la costanza negli allenamenti e permetterà un incremento costante delle proprie performance, sia a livello tecnico che fisico. 

In questo modo tutti ne trarranno vantaggio: il neofita imparerà, l'esperto migliorerà.

CARATTERISTICA FONDAMENTALE, LA RESISTENZA

Ma le performance dell'agonista dipendono sì dall'atteggiamento mentale, ma anche dalla preparazione fisica, quindi da resistenza e forza.

E riguardo alla resistenza, che molti sottovalutano, si apre un mondo. 

Ogni movimento compiuto dall'atleta richiede infatti una diversa modalità di resistenza: quella aerobica, grazie alla quale il nostro corpo ha la possibilità di compiere lunghe attività senza esaurirsi, e quella anaerobica, che permette di realizzare invece sforzi brevi ed intensi. 

Entrambe le caratteristiche, come è facile intuire, sono indispensabili al jiujitero. 

Per affrontare un combattimento di Brazilian Jiu Jitsu è importante la resistenza aerobica (in modo tale da avere energie per l'intera durata dei match), ma forse ancor più quella anaerobica, per avere lucidità ed esplosività al momento dell'esecuzione delle tecniche.

Ogni sforzo che si compie si ripercuote sull'organismo e la resistenza aerobica è quella caratteristica che ci aiuta a superare tali sforzi nel modo più favorevole possibile e, oltre a mettere in funzione un maggior numero di capillari quando il muscolo è in movimento, migliora la capacità cardiaca e diminuisce la frequenza delle pulsazioni. 

Meno pulsazioni abbiamo al minuto, maggiore è la nostra resistenza aerobica.

LA RESISTENZA ANAEROBICA DEL JIUJITERO

Ma come abbiamo già detto nel Brazilian Jiu Jitsu è fondamentale anche la resistenza anaerobica, cioè quella che ci permette di esplodere nell'esecuzione di un ribaltamento, un passaggio di guardia o di una finalizzazione. 

Questi sforzi sono così improvvisi e intensi che se non siamo ben allenati ci pongono in breve tempo in debito di ossigeno. 

Questo significherebbe che attraverso tale sforzo consumiamo più ossigeno di quello che il nostro sangue può mandare, per cui ci troveremmo ben presto in deficit di energie, quindi in balia del nostro avversario.

Ma non è tutto qui, infatti a sua volta la resistenza anaerobica la possiamo dividere in due categorie, entrambe indispensabili al lottatore, risultanti da fonti di energia diverse:
la resistenza anaerobica lattacida e la resistenza anaerobica alattacida

La resistenza anaerobica lattacida è quella che permette all'atleta di realizzare sforzi intensi dalla durata di 30" o più, senza dare tempo utile al suo organismo di recuperare, caricando così il sangue di acido lattico. 

Se l'agonista non è ben allenato, in questo caso il suo rendimento nei minuti che seguono sarà inevitabilmente in costante declino.

Discorso diverso invece nel caso della resistenza anaerobica alattacida, dove il tempo di azione è talmente breve che non dà tempo all'acido lattico di accumularsi nel sangue, con uno sforzo uguale o più intenso di quello precedente. 

Lo sforzo in questo caso non supera i 10-50 secondi.

Detto questo, è chiaro che in uno sport da combattimento come il Brazilian Jiu Jitsu, dove c'è la necessità di mettere in pratica le tecniche con una certa esplosività e con tempistiche molto diverse tra loro, il periodo di allenamento pre-gara ha il compito di ottimizzare nell'atleta tutte queste forme di resistenza.

Solo un allenamento specifico e ben strutturato aumenterà nell'agonista le riserve alcaline, in modo tale da sopportare un maggior accumulo di acido lattico nel sangue, cosa che permetterà allo stesso di essere fresco ed esplosivo per la durata dell'intera gara e di sopportare sforzi che implicano un forte aumento delle pulsazioni.

LA PREPARAZIONE IDEALE

Ma la preparazione perfetta non esiste; è chiaro che il tipo di allenamento da adottare dipenderà senza meno dall'atleta, quindi dalle sue caratteristiche fisiche e tecniche.

Quel che è certo e che questo periodo di allenamento, per essere efficace in termini di incremento di resistenza e forza muscolare sarà fisicamente impegnativo e non privo di sacrifici, e proprio per questo non sarebbe umanamente possibile mantenere tali ritmi per l'intero anno accademico. 

Allo stesso tempo, preparazione fisica a parte, questo periodo pre-gara dovrà considerare e quindi lavorare su una specifica strategia tecnica, che cambierà sia a seconda del livello tecnico dell'atleta che dell'avversario da affrontare.

L'agonista, grazie all'allenamento e agli insegnamenti del proprio Maestro dovrà imparare a gestire al meglio il tipo di sforzo da effettuare, regolando l'intensità della propria lotta a seconda della posizione assunta nei confronti dell'avversario, facendo scorta di energie, che si dimostreranno poi indispensabili al momento giusto. 

Solo così, con la corretta predisposizione mentale, attraverso una strategia pensata ed allenata in precedenza, predisponendo di sufficienti energie e dominando il tipo di sforzo, guiderà con molte probabilità il match verso la vittoria. 

Scritto da: Davide Ursillo

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