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Brazilian jiu jitsu- leva al piede dalla posizione di back-position

data di redazione: 13 Novembre 2015 - data modifica: 16 Settembre 2018
Brazilian jiu jitsu- leva al piede dalla posizione di back-position

Tecnica spiegata e illustrata

Nel Brazilian Jiu Jitsu come nel Grappling, la posizione di monta posteriore (back-mount) e quella in cui chi controlla si trova a schiena a terra (back-position) sono fra le posizioni migliori sotto il punto di vista del controllo sull'avversario.

In pratica è la stessa tecnica, è solamente la posizione dei lottatori rispetto al suolo che cambia.

Da questa posizione è facile attaccare il collo o in alternativa le braccia del nostro avversario, che, essendo "bloccato" dalle nostre braccia e dalle gambe all'altezza delle sue anche, non riesce ad ottenere lo spazio sufficiente per divincolarsi e uscire dalla stretta.

La possiamo definire la regina delle posizioni, moltissimi lottatori di spessore come Cobrinha, Marcelo Garcia o i fratelli Mendes, tanto per citarne alcuni, nell'ambiente del BJJ danno larghissimo spazio alle tecniche dellapresa della schiena e alle finalizzazioni ad essa connesse.

La maggior parte degli istruttori spendono un sacco di tempo in allenamento per perfezionare questa posizione, che proprio per la sua efficacia in combattimento merita la massima attenzione.

L'ALLINEAMENTO

Avere un buon controllo e padronanza di questa posizione significa avere ben chiaro il concetto di allineamento.

L'allineamento con il torace del vostro avversario e per tutta la colonna vertebrale fino al bacino è fondamentale per rimanere in posizione ed essere in grado di mantenere il completo controllo della vostra back-position.

Dovete cercare di tenere il bacino all'altezza di quello del vostro avversario; se questo divincolandosi riesce a "salire" e quindi a destabilizzare la posizione la presa della schiena perde la sua stabilità e la situazione rischia di ribaltarsi.

Sono fondamentali anche i ganci, che devono rimanere sempre "attivi" e mantenere quindi una certa pressione contro le anche del nostro avversario bloccandogli di fatto il bacino ed impedendogli quindi di effettuare un "avvitamento" per uscire da questa posizione; non per ultimo l'inarcamento della nostra schiena in modo da "allungare" il nostro avversario limitandogli quindi la possibilità di movimento e quindi di difesa.

L'ERRORE DA NON FARE

Una volta ottenuta questa posizione, un errore "da principiante" che possiamo commettere è quello di incrociare i piedi, pensando così di controllare meglio la posizione di back-position e renderla così più serrata.

Questo errore vi espone ad una sottomissione tramite una leva al piede, proprio nel momento in cui avevate ottenuto una posizione predominante e di assoluto controllo.

ATTENZIONE A NON FORZARE TROPPO

In gara ci può essere l'inconveniente a causa dello "spirito agonistico" che ci porta spesso al limite, ma in allenamento state attenti a non forzare troppo sulla caviglia quando mettete in pratica questa sottomissione o comunque qualsiasi finalizzazione che mira a questa particolare articolazione, soprattutto in fase di allenamento specifico o sparring.

L'importanza del movimento delle nostre caviglie è fondamentale.

Sappiamo che il movimento delle caviglie consente alla pianta del piede di mantenere un corretto contatto con il suolo e in pratica funziona come una "cerniera" disposta orizzontalmente che consente al nostro piede di puntare in avanti e indietro.

Il movimento laterale della parte inferiore delle gambe invece dipende dalla flessibilità del piede e non delle caviglie.

La stabilità in senso laterale delle caviglie è precaria e il movimento limitato, proprio a causa della conformazione naturale dell'articolazione, e questo ci fa capire come la sottomissione appena illustrata sia istantanea ed estremamente "funzionale".

Le numerose terminazioni nervose sensoriali di cui è dotata la caviglia le conferiscono una sensibilità che è estremamente importante in quanto ci consente di correggere le posizioni che non sono perfettamente equilibrate, per cui ci rendiamo conto di quanto questa articolazione sia fondamentale per il lottatore.

La mobilità della caviglia ci permette quindi di avere un ottimo controllo e una estrema stabilità nell'applicazione delle nostre posizioni sia quando ci troviamo a schiena a terra con i piedi appoggiati sulle anche del nostro avversario e comunque durante l'applicazione di tutti i tipi di guardia (che sia la ragna, la guardia chiusa oppure la De la Riva per esempio), e in piedi durante tutte le fasi di lotta; funge da ammortizzatore, ci aiuta nei cambi di direzione e ci permette di "giocare" con le pressioni sul nostro avversario.

Quindi buon allenamento, ma senza farvi male!

Scritto da: Davide Ursillo

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