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Jigoro Kano, un innovatore delle Arti Marziali di Contatto

data di redazione: 14 Ottobre 2014 - data modifica: 01 Ottobre 2014
Jigoro Kano, un innovatore delle Arti Marziali di Contatto

Il fondatore del Judo vide che non ci si poteva impegnare in sessioni quotidiane di pratica libera con colpi a piena potenza, quindi intuì e propose qualcosa di innovativo nell'allenamento.

L'originalità e il genio di Jigoro Kano nella storia delle arti marziali, e del grappling in particolare, sta nell'intuizione concernente la necessità di una revisione radicale del modo di praticare le tecniche da parte degli allievi.

 

Kano non fu un grande innovatore sotto il profilo tecnico; gran parte delle tecniche da lui conosciute proveniva dalle antiche scuole di ju-jitsu. La sua grande innovazione consistette nel modo di insegnare e di allenare i suoi allievi in quelle tecniche.

L'elemento più cruciale istituito da Kano nella sua scuola, il Kodokan, fu il randori, o esercizio libero. L'idea fu che due allievi praticassero "liberamente" insieme, ciascuno provando ad applicare sull'altro la tecnica.

 

Con tale metodo gli allievi potevano acquisire familiarità con la sensazione di applicare una tecnica su un essere umano vivo che opponeva resistenza. Ciò, come si può immaginare, è molto più difficile dell'applicazione di una tecnica su un partner di allenamento che collabora nel corso di un coreografico kata.

 

 

Una pratica libera del genere sviluppa nello studente un'agilità e una rapidità fisiche e mentali di gran lunga superiori, e lo prepara adeguatamente allo stress e all'imprevedibilità di un combattimento reale.

 

Affinché il randori fosse praticabile, Kano si accorse che gli elementi pericolosi del ju-jitsu dovevano essere rimossi.

 

Non ci si può impegnare in sessioni quotidiane di pratica libera con colpi a piena potenza, prese per i capelli e accecamenti con le dita!

Per impedire un inaccettabile logoramento dovuto alle lesioni, Kano procedette alla rimozione dal Randori dei colpi e delle tattiche "sleali".

 

Le leve articolari furono limitate al gomito (poiché lo si riteneva più sicuro rispetto alle leve alle ginocchia, alla colonna vertebrale, al collo, ai polsi e alle spalle).

 

In tal modo gli allievi potevano praticare il corpo a corpo con piena potenza riducendo al massimo il rischio di lesioni, ottenendo quindi un'esperienza cruciale nell'applicazione delle tecniche su un contendente che poteva rispondere.


Buon allenamento da ABC



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