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Lotta: Lottare Può Causare Problemi Alla Schiena?

data di redazione: 26 Febbraio 2018 - data modifica: 16 Settembre 2018
Lotta: Lottare Può Causare Problemi Alla Schiena?

La lotta può essere la causa del nostro mal di schiena? Diciamo che ogni sport ha i suoi benefici e le sue controindicazioni. Chiaramente negli sport da contatto in generale è più facile andare incontro a problematiche di questo genere, ma dire che ne sono la causa sarebbe troppo riduttivo e addirittura sbagliato.

LOTTA E COLONNA VERTEBRALE

La colonna vertebrale è il meccanismo più versatile e forse più complesso dell'intera struttura del nostro corpo, e nella pratica di ogni sport questa è sicuramente la parte più abusata e vulnerabile. 

La colonna vertebrale è il centro dal quale si irradiano e verso il quale convergono tutte le forze che esprimiamo nelle fasi di lotta, e nonostante sia flessibile, elastica e alquanto robusta, deve assorbire tutti gli urti che colpiscono il nostro corpo, deve controllare tutti i movimenti che effettuiamo, è il punto di forza a livello strutturale dal quale si genera l'impulso per effettuare un qualsiasi ribaltamento o tecnica di immobilizzazione.

Per qualsiasi atleta, data la sua forma e il ruolo fondamentale nella meccanica del nostro corpo, la colonna vertebrale è particolarmente esposta a rigidità, tensioni e a disturbi meccanici di vario genere e natura, ed è vulnerabile a tutti i tipi di blocchi, distorsioni, deformazioni e ai numerosi piccoli traumi, che in princìpio possono passare inosservati e trascurabili, ma che poi si accumulano, e anche a causa dello scarso recupero spesso portano a precoci alterazioni degenerative.

"LOTTARE" CONTRO IL MAL DI SCHIENA

Dato che ogni movimento del nostro corpo dipende in modo diretto dalle condizioni della colonna vertebrale, questa dovrà essere senza meno libera ed equilibrata. Possiamo affermare che la lotta da questo punto di vista è un toccasana. 

Buona parte degli esercizi propedeutici che si effettuano in allenamento ed il lavoro regolare di stretching che generalmente viene svolto nei corsi di lotta mirano a sviluppare e mantenere un corpo flessibile ed elastico; di conseguenza ne beneficerà la colonna vertebrale nelle sue doti di flessibilità, quindi nella sua capacità di allungarsi e di comprimersi. 

Troppo spesso le cause delle lesioni alla schiena vengono imputate allo sport, quando invece è più probabile che se le procuri un soggetto sedentario semplicemente mettendo il bambino nel seggiolino della macchina o spostando una sedia. Alcuni riescono addirittura a farsi male durante il sonno. 

Il lottatore, avendo più consapevolezza del proprio corpo, che sarà anche più flessibile ed elastico, sarà sempre meno soggetto al mal di schiena nei confronti di chi non fa sport. 

Quasi sempre infatti il mal di schiena non può essere considerato una patologia locale, ma esso è spesso accompagnato e preceduto da squilibri in altri punti del corpo; la rigidità e lo squilibrio delle anche, delle gambe, delle spalle di cui molto spesso soffrono i soggetti sedentari, sono tutti fattori che determinano un aumento delle pressioni alle quali è sottoposta la colonna, con inevitabili ricadute sulla stessa.

AGONISMO E LOMBALGIA

Sicuramente sport lottatori come il Brazilian Jiu Jitsu, il Submission grappling o la lotta libera, a livelli agonistici non sono particolarmente adatti per chi soffre già di specifici problemi alla schiena, in particolare al rachide, a causa delle compressioni e le improvvise torsioni sullo stesso. 

In particolare, la lombalgia rappresenta più del 10-15% di tutte le lesioni sportive che accadono in campo agonistico. 

Questo non significa assolutamente che queste discipline praticate a livelli competitivi facciano male alla schiena, anzi, ma se siamo già in presenza di problematiche specifiche di questo genere si potrebbe aggravare un quadro clinico già compromesso. 

Ogni caso quindi andrà attentamente valutato da un medico specialista, per cui ogni atleta dovrà decidere se è il caso di praticare a livello amatoriale o agonistico la propria disciplina.

DIPENDE DA COME CI ALLENIAMO

Diciamo che il modo in cui ci alleniamo conta moltissimo. La lombalgia molto spesso può essere causata dall'errata esecuzione degli esercizi o delle tecniche, ovvero dalla scorretta biomeccanica del gesto sportivo che si sta effettuando. 

Per intenderci, se durante un double leg siamo lontani dall'avversario e cerchiamo ugualmente di sollevarlo, la prima parte del nostro corpo che cede sarà proprio la schiena (a livello lombare).

Ma cosa ancor più triste è che i piccoli infortuni più frequenti che riguardano la schiena molto spesso vengono causati da un insufficiente riscaldamento generale che precede la seduta di allenamento o peggio ancora da uno scarso recupero tra un training e l'altro. 

C'è da dire comunque che il più delle volte quando si è in presenza di problematiche a livello lombare, le cause sono da ricercare in specifiche anomalie morfologiche del rachide, congenite o acquisite in precedenza, che già di per sé alterano l'equilibrio meccanico e funzionale del corpo del lottatore, per cui l'allenamento o sparring che sia sono solo la concausa di un problema pre-esistente, che non fa altro che accelerare i fenomeni degenerativi.

Le lesioni al rachide sono ovviamente più frequenti in tutti gli sport da contatto, come lo può essere il calcio, il rugby, la pallacanestro o come nel nostro caso nella lotta, dove per ovvie ragioni la colonna vertebrale è messa a dura prova da scontri e torsioni del tronco sotto sforzo.

Tendenzialmente ci sono tre tipi di sovraccarico funzionale che possono causare al lottatore problemi a livello lombare:

  • il sovraccarico involontario, ovvero quel tipo di sovraccarico che si concentra nelle fasi di gara o di sparring da gara effettuato in palestra. Questo "inconveniente", che può tenerci lontano anche diversi mesi dal tatami è spesso causato da errori tecnici o da cadute e torsioni innaturali sia in fase di take down o nelle fasi di lotta concitata a terra (spesso durante i ribaltamenti)
  • il sovraccarico da fatica, dove i microtraumi ripetitivi causati da torsioni e movimenti in flesso-estensione spesso vengono aggravati da periodi di recupero non adeguati alla situazione
  • e il sovraccarico da carico super-massimale, uno dei più "classici" infortuni che avvengono nelle fasi di lotta concitata. Questo viene causato per esaurimento della forza muscolare, quando per supportare il carico causato dal corpo dell'avversario, spesso in mancanza di un'angolazione favorevole, si utilizzano improvvisamente le strutture tendinee, ossee e capsulari del rachide, che a sua volta può comportare una sorta di cedimento strutturale.

ALLENARSI CON CRITERIO

Un buon allenatore saprà guidarvi con criterio verso una vita sportiva in buona salute. La lotta deve essere vista come il meccansimo che tiene oliate le articolazioni del nostro corpo, che fortifica i muscoli, che mantiene e non "distrugge" la nostra struttura. 

Chiaramente lotta è combattimento, e il combattimento può portare ad infortuni, specie se praticato a livello agonistico. Alcune forme di esercizio o livelli troppo reali e continuativi di sparring migliorano sicuramente il praticante, ma allo stesso tempo se troppo esasperate possono gravare a spese della propria salute strutturale. 

Non c'è dubbio che ogni sport, lotta compresa, praticato senza criterio, in maniera esasperata o con una struttura fisica di per sé inadeguata accelerano ulteriormente il processo di usura, facendo quindi più male che bene, per cui è bene valutare la situazione e saper dosare le cose.

Quindi lotta tutta la vita, ma con il cervello.

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Scritto da: Davide Ursillo

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