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Wrist locks, le Leve al Polso nel Brazilian Jiu Jitsu

data di redazione: 19 Ottobre 2015
Wrist locks, le Leve al Polso nel Brazilian Jiu Jitsu

le problematiche ad esse correlate ed esercizi per la mobilità del polso

Le leve al polso (wrist lock), sono in genere inserite nei programmi di Brazilian jiu Jitsu dalla cintura blu, ovvero dopo un paio d'anni circa di pratica, e sono un genere di finalizzazione "abbastanza semplice" da montare in confronto a tante altre sottomissioni che necessitano di lunghi e laboriosi passaggi.

Ma se osserviamo le gare di Brazilian Jiu Jitsu in realtà noteremo che i combattenti si concentrano quasi esclusivamente sulle leve più "comuni" quali l'arm bar oppure sul triangolo (triangle choke), dimenticando di fatto questa varietà di tecniche molto efficaci, tramite le quali invece molto spesso ci sarebbe l'opportunità di concludere l'incontro in un attimo, anche da posizioni all'apparenza sfavorevoli.

Vi sono numerose situazioni in combattimento dalle quali possiamo puntare a questo genere di tecniche di sottomissione:

  • sfruttando gli errori "di posizione" delle braccia e della mano del nostro avversario, per esempio quando ci afferra il bavero troppo in basso da in piedi
  • trasformando un'altro tipo di finalizzazione in una leva al polso (per esempio da un tentativo di kimura o Arm bar)
  • dall'appoggio errato delle mani del nostro avversario sul nostro addome come controllo, tramutandolo in wrist lock tramite il bloccaggio del suo gomito e della sua mano

Proprio per questi motivi le leve al polso sono così imprevedibili e insidiose!

Alle Wrist locks bisogna fare molta attenzione anche in allenamento, sotto un certo punto di vista è più facile farsi male che per mezzo di tante altre leve di genere diverso, a causa della "corsa" breve e limitata che ha il polso; quindi è meglio arrivarci lentamente, evitando scatti improvvisi, proprio per salvaguardare l'incolumità del nostro compagno di allenamento.

IL POLSO, UNA PARTE FONDAMENTALE DEL NOSTRO CORPO

Anche professionisti la cui attività consiste nel riequilibrare la struttura del corpo umano, spesso considerano il polso, come la mano e il gomito del resto, relativamente insignificanti ai fini dell'integrazione totale.

Questo è sbagliato, come lo è escludere qualsiasi altra parte del corpo indipendentemente da quelle che sono le sue dimensioni o il suo ruolo all'interno dello stesso.

La rigidità strutturale del polso probabilmente non influisce in misura determinante sul resto della struttura muscolo-scheletrica, ma nonostante questo in un qual modo la maggior parte dei colpi, degli urti o delle leve al polso o alle braccia che riceviamo in allenamento o in combattimento si ripercuotono sulla struttura delle spalle e di conseguenza, anche se in maniera molto più limitata, sulla colonna vertebrale.

Ognuna delle estremità della parte superiore del nostro corpo fa parte di un insieme unitario.

Alcuni muscoli controllano sia le spalle sia i gomiti e molti coordinano contemporaneamente i movimenti del gomito, del polso e della mano.

Quasi tutti i movimenti del braccio e della mano si originano nella spalla e vengono trasmessi progressivamente da un'articolazione all'altra fino alla punta delle dita.

Un eventuale impedimento a questo libero fluire del movimento spesso si origina nella spalla determinando una condizione di disarmonia giù giù fino alla mano.

Quindi, una limitazione della libertà di movimento del polso, può a sua volta trasmettere tensione alle spalle e, seppure con influssi molto sottili, alla colonna vertebrale stessa.


Detto questo, possiamo affermare che l'equilibrio e la libertà di movimento dei polsi, come dei gomiti e delle mani probabilmente non gioca un ruolo così fondamentale nell'equilibrio e nei movimenti del corpo nel suo insieme, ma sicuramente nel tempo se sottovalutati possono portare a problemi e blocchi più importanti, che soprattutto ad un lottatore sarebbero di impedimento in competizione, limitandogli la libertà di movimento.

Anche senza subire leve al polso è facile incorrere in infiammazioni o ad un estremo indolenzimento dei tendini che corrono fra l'avambraccio e il polso, soprattutto nei periodi di allenamento intenso, per cui non bisogna mai incorrere nell'errore di sottovalutare questo genere di problemi per poi dover trascorrere un periodo di fermo obbligato o peggio ancora saltare una gara importante.

Possiamo tuttavia inserire nei nostri allenamenti un paio di esercizi di stretching per salvaguardare il polso.

ESERCIZIO 1

  • Inginocchiatevi e appoggiate le palme delle mani di piatto sul pavimento con le dite rivolte verso di voi
  • i pollici devono essere rivolti verso l'esterno
  • spingete delicatamente la base della palma contro il pavimento ogni volta che espirate
  • se il movimento non presenta difficoltà, spostate indietro il corpo per aumentare l'estensione dei polsi

ESERCIZIO 2

  • Tenete le spalle abbassate e ben distese
  • le mani devono essere a pochi centimetri dal torace e gli avambracci dritti
  • spingete l'una contro l'altra le palme delle mani.
Scritto da: ABC Team

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