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Autocontrollo e Difesa Personale

data di redazione: 18 Febbraio 2015
Autocontrollo e Difesa Personale

Sia gli animali sia l’uomo posseggono una dose di autocontrollo date da esigenze evolutive.

L’abilità autodifensiva è la capacità, acquisita con l’apprendimento, di salvaguardare la propria integrità da ingiuste aggressioni con il massimo successo e il minimo spreco di energia e tempo.

 

Questa abilità richiede gran capacità d’anticipo e senso di responsabilità (per esempio, per valutare la fondatezza o infondatezza di ciò che si presenta come aggressione); sono capacità che hanno origine nella zona frontale del cervello, il cui sviluppo (mielinizzazione) avviene dai sei ai dieci anni.

A questa età la mancanza di maturità autodifensiva è compensata dal controllo e dalla protezione dei genitori, il che ci fa supporre che quando non esiste autocontrollo della propria aggressività, fondamentale per l’autodifesa, questo viene imposto dall’esterno (repressione) prima nella famiglia, poi dalla società.

Sappiamo che nelle “situazioni d’emergenza” la nostra aggressività aumenta trasformandosi in un boom energetico che deve esser “regolato” per non compromettere il raggiungimento dell’obiettivo che si persegue: salvare la vita.

 

L’autocontrollo deve essere esercitato sulla reazione difensiva impulsiva, per poter trarre maggior vantaggio nella percezione delle circostanze contingenti reali (accettazione delle regole imposte dal “qui e adesso”) e consentire un efficace e successivo adattamento pianificato.

"Fare" o "non fare", questo è il problema

 

Il profondo autocontrollo necessario per le risposte d’emergenza (difensive) deve regolare

  • sia le decisioni limitative (non fare)
  • che quelle impulsive (fare)

evitando sia la perdita di controllo che l’eccessivo controllo; a volte capita di essere condizionati da troppe inibizioni; queste, una volta raggiunto il loro punto critico, si annullano totalmente.

Ricordiamo che le persone molto controllate (internamente o esternamente) giungono in alcune occasioni a realizzare atti di brutale aggressione, assolutamente insospettabili.

 

La lotta tra animali della stessa specie, generalmente durante il periodo della riproduzione, raramente risulta mortale grazie ad un “controllo istintivo” che assicura, saggiamente, che nel periodo riproduttivo venga conseguito l’obiettivo naturale: la sopravvivenza della specie e non l’eliminazione sistematica dei maschi, che provocherebbe alla lunga la totale estinzione.

 

Questo meccanismo regolatore dell’aggressività fra animali della stessa specie si basa sulla non aggressione durante la resa o la fuga dell’avversario.

Ricordiamo che tutti gli animali hanno un certo controllo sulle loro capacità offensive al fine della loro sopravvivenza; dall’uomo, con elevate capacità offensive, ci dobbiamo aspettare un autocontrollo proporzionale se non vogliamo provocare la nostra distruzione; bisogna sempre accompagnare la “creazione” di una capacità offensiva (per esempio: un’arma) con il senso di responsabilità che esige il suo uso.

 

Buon allenamento da ABC



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