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Come Riconoscere un Attacco. Da Arte Marziale a Difesa Personale

data di redazione: 14 Ottobre 2014 - data modifica: 01 Ottobre 2014
Come Riconoscere un Attacco. Da Arte Marziale a Difesa Personale

Saper riconoscere i segnali di un aggressore ci aiuta a trasformare la nostra Arte Marziale in un arma da difesa

Come anticipato nella prima parte anche un fighter esperto potrebbe essere facilmente ingannato dal balordo esperto da strada che ha manco mai messo piede in una palestra. Perchè? Riassumendo in poche parole, se il combattente da palestra non è preparato a riconoscere alcuni segnali, interpretarli e trattarli nel modo adeguato fa la fine del topo: viene messo in trappola senza nemmeno che se ne sia reso conto. COME SI FA A RICONOSCERE IN ANTICIPO UN ATTACCO? Prima di tutto grazie alla consapevolezza dei rituali antecedenti l'aggressione:

 

1 gioco di sguardi; per esempio in un locale, il "secondo di troppo" nel gioco di sguardi può scatenare un diverbio.

2 parte verbale; fase che avviene quasi sempre dove il diverbio si accende.

3 fase fisica; dove l'imminente attacco è preceduto da spinte e schiaffi.

4 attacco vero e proprio. I sintomi dell'adrenalina riconoscibili nello sguardo, nel modo di parlare, e determinate reazioni fisiche tradiscono anche l'aggressore più abile quando decide di attaccare.

 

L'esperto noterà quasi sempre un movimento improvviso o un irrigidimento che lo mette in guardia; questo avvertimento gli sarà utile però solo se era già in stand-by!

Se conoscete i processi fisici e psichici dell'adrenalina (pupille dilatate, linguaggio del corpo che lascia trasparire sicurezza come procedere apertamente senza proteggersi, parlare a monosillabi, guardare a destra e sinistra impulsivamente a causa dell'effetto tunnel) vuol dire che sapete di essere nel CODICE ARANCIONE quindi sapete che la situazione sta precipitando e dovete fare qualcosa perchè stare impalati come un faro dello stadio vuol dire prenderle di santa ragione.

Non vuol dire necessariamente colpirlo ma fare qualcosa vuol dire agire: fuggire o combattere. Con il CODICE ARANCIONE la situazione sta diventando acuta, ma per colpire anche l'aggressore deve prendere una decisione. Più essi è abituato, più saprà celare sè stesso e le sue intenzioni. Ciononostante si tradirà dinanzi all'esperto marzialista preparato. Anche voi adesso siete avvertiti (CODICE ARANCIONE verso IL CODICE ROSSO) e attraverso la lettura di questo articolo, conoscerete i segnali  di avvertimento. Noterete qusi sempre un modo particolare di respirare, un movimento improvviso del corpo, o un irrigidimento, questo è l'ultimo avvertimento involontario.

 

 

 

I CODICI DI PERICOLO

 

Questi codici, adottati per primi dai Marines americani nella seconda guerra mondiale possono essere trasferiti anche nella "piccola guerra" o guerra inidividuale. Geoff Thompson fu comunque il primo che li utilizzò nella difesa personale a mani nude e vi consiglio di cercarlo in rete che tra l'altro è disponibile un download gratuito del suo libro.

 

CODICE BIANCO Stato di rilassamento. Nessun pericolo. Nello stato bianco si è disattenti, impreparati. Come me ad esempio adesso che sto scrivendo questo articolo comodamente seduto nella mia scrivania. In questo stato se qualcuno ci aggredisce non abbiamo nessuna possibilità di difenderci

CODICE GIALLO Attenzione rilassata. Nella sitauzione di codice giallo sapete sempre dove siete e chi vi è appena passato accanto senza che vi dobbiate girare. Non siete di certo in una situazione di pericolo, ma siete pronti ad agire qualora fosse necessario

CODICE ARANCIONE  Allarme non particolare. Vedete o sentite qualosa che potrebbe essere un pericolo. Ad esempio di notte sentite dei vetri che si rompono in casa: potrebbe essere un ladro ma anche il vostro gatto che ha fatto rovesciare un vaso. Nel parcheggio un estraneo si dirige verso di voi correndo.

CODICE ROSSO. Pericolo sicuramente rivolto alla vostra incolumità. Il pericolo è iniziato, è riconosciuto ed è il momento di combattere o di fuggire.

CODICE NERO. Pericolo mortale già iniziato. Se non avete già preso una decisione siete in ritardo.

 

In Marina militare il ROSSO ed il NERO erano un codice unico in quanto in campo militare si spara contro il nemico già quando questi si trova nel raggio d'azione. Nel nostro caso ciò corrisponderebbe alla corta distanza, dalla quale sia voi che il vostro nemico potete causare l'effetto ko. Però non potete colpire incondizionatamente solo perchè il vosto avversario si trova in questa distanza potenzialmente pericolosa. Per sostenere che una situazione è potenzialmente pericolosa bisogna avere ancora più indizi. Una volta che disponete di queste prove, dovrete, nel codice rosso, indietreggiare  o colpire. Un praticante esperto di Wing Chun potrebbe, in situazioni favorevoli, permettersi eventualmente di aspettare e fare affidamento sulle sue capacità tattili sviluppate tramite il chi-sao ma altri potrebbero cercare di farlo tramite intimidazioni e bluff. Per questo per l'autodifesa civile abbiamo bisogno di tutti e cinque i codici.

Scritto da: ABC Team

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