Difesa Personale - Come Neutralizzare Un’arma Da Fuoco

Difesa Personale - Come Neutralizzare Un’arma Da Fuoco

Come neutralizzare un arma da fuoco? Nei corsi di difesa personale molti includono anche la difesa da arma da fuoco, quanto è attendibile e reale?

Le armi da fuoco corte vengono divise in due gruppi ben differenziati: i revolver e le pistole.
Le tecniche di difesa personale che si usano per cercare di disarmare una persona che impugna un'arma da fuoco corta implicano due comportamenti molto diversi: uno psicologico e l'altro fisico.
Mettere in pratica il secondo senza esserci preparati nel primo, ci porterà inevitabilmente a fallire rischiando la vita o rimanendo feriti.
È evidente che, prima di iniziare un'azione che in ogni caso implica un forte rischio, è necessario innanzitutto vincere l'avversario sul piano psicologico o mentale per poi ottenere il risultato migliore sul piano fisico.

La vittima dell'aggressione prima di tutto dovrà essere fiduciosa del successo della propria manovra, grazie a due convincenti ragioni:

  1. innanzitutto, la persuasione che un'energica reazione sia l'unica possibilità di salvezza
  2. in secondo luogo la consapevolezza che il dominio della tecnica difensiva opportunamente allenata, consenta di affrontare la situazione nelle migliori condizioni.

In pochi secondi, fattori molto complessi come

  • la personalità dell’aggressore,
  • il tipo e le condizioni dell'arma,
  • la distanza,
  • il luogo
  • e la possibilità che esistano altri aggressori nascosti,

vanno attentamente analizzati.


Ogni istante passato davanti alla canna dell'arma fa variare le possibilità di successo della vittima, che si può trovare di volta in volta su un terreno molto favorevole o, al contrario, in situazioni che scoraggiano ogni tentativo di difesa.
Scegliere il momento adeguato
per agire è il principio su cui si basa il successo o l'insuccesso dell'azione.
Superata questa breve, ma importante tappa, l'azione deve iniziare il più velocemente possibile; si deve sempre tenere sotto controllo l'arma che ci minaccia.
Per prima cosa la vittima deve sempre essere fuori dalla linea di fuoco dell'arma una volta che ha iniziato la sua azione.
Inoltre le sue mani devono controllare la pistola in ogni momento (naturalmente se la distanza ce lo consente).
A questo punto la differenza fra i vari tipi di arma corta ha enorme importanza.
Vediamo perché La pistola automatica è più difficile da neutralizzare per le sue caratteristiche di funzionamento.

LEGGI ANCHE: ALLENAMENTO CON ARMA DA FUOCO

In questo tipo di arma, una leggera pressione sul grilletto produce immediatamente lo sparo e anche supponendo che le nostre mani abbiano afferrato l’arma per un miglior controllo, al momento dello sparo i gas fanno retrocedere l’otturatore; questo movimento, da solo, è capace, insieme all’effetto dello sparo, di farci perdere il controllo dell’arma.
Tutto questo vale anche per i revolver con i cane alzato e per le pistole automatiche a doppia azione anche se queste sono leggermente meno potenti.
Il revolver tuttavia, rispetto alla pistola automatica ha una serie di vantaggi per il difensore nel caso non abbia il cane alzato.
In questi casi, quando si preme il grilletto, nei revolver a doppia azione avvengono due movimenti simultanei, il cane comincia a sollevarsi e il tamburo che contiene i proiettili comincia a girare.
Cosi, se le nostre mani sono riuscite ad afferrare l’arma in modo da impedire il movimento di uno di questi due pezzi, siamo sicuri che il revolver non può sparare.
Nella foto vediamo il modo corretto di immobilizzare il tamburo: avvolgendo con la mano, contemporaneamente il tamburo e l’intelaiatura del revolver.
L'altra mano controlla il polso dell'aggressore.

LEGGI ANCHE: COME DIFENDERTI RISPETTANDO LA LEGGE


L'altra mano controlla il polso dell'aggressore.
Quindi, l'altra mano immobilizza il cane con la stessa mano che o controlla il polso dell'aggressore; con l'altra mano si neutralizza il movimento del tamburo.
Rimane ancora una considerazione da fare sui revolver.
Non dimentichiamo che è possibile vedere se sono carichi.
Se si osserva una di queste armi quando ci viene puntata contro, è facile notare la parte anteriore dei proiettili.

In questo modo si può capire se l'arma è realmente in grado di far fuoco.

Si può notare quindi se l’arma

  • è scarica,
  • se è parzialmente carica
  • o completamente carica.

Bisogna tener conto del fatto che non è facile procurarsi facilmente le munizioni e per questo non è escluso che gli aggressori facciano uso di armi parzialmente cariche o addirittura scariche, confidando, in quest'ultimo caso, nel loro potere intimidatorio.
Non bisogna dimenticare che in ogni azione di a difesa personale davanti ad armi da fuoco corte, l'ultimo movimento che il difensore deve assolutamente realizzare è disarmare l'aggressore, e che davanti ad un’arma da fuoco la vita vale molto di più di un portafoglio o un cellulare.

Scritto da: ABC Staff

Potrebbe interessarti anche

Ultimi post pubblicati