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Sport da combattimento e Arti Marziali: differenze di allenamento?

data di redazione: 12 Novembre 2014 - data modifica: 30 Agosto 2021
Sport da combattimento e Arti Marziali: differenze di allenamento?

Uno è nato solo per il ring e l’altra solo per la difesa personale

La differenza è un'opinione

Le differenze sono spesso oggetto di discussione, ma diciamo che le opinioni sono di sicuro soggettive, in generale però una cosa che nessuno può negare è che l'una compensa l'altra.

 

Gli allenamenti negli sport da combattimento affinano quegli aspetti che servono agli atleti per gareggiare, ognuno nella sua disciplina, ma gli stessi allenamenti non è detto che in qualche modo non possano rendersi utili anche per le arti marziali nate con l'unico scopo autodifensivo.

L'atleta che è in procinto di disputare un incontro o una gara dovrà aver lavorato ed allenato a lungo oltre che la tecnica anche:

 

  • - il fiato
  • - la resistenza
  • - la tattica di gara

 

Anche avendo un ottima tecnica, prima o poi se non si è sufficientemente allenati arriva il momento che

  • l'incapacità polmonare ti impedisce di reagire con lucidità
  • i movimenti diventano scoordinati
  • ci si mette sulla difensiva per l'impossibilità di attaccare
  • ed è l'inizio della fine.

 

Il tipo di allenamento fa la differenza

Se non abbiamo allenato accuratamente la resistenza, con appositi esercizi a circuito o altri tipi di allenamento, presto arriva il calo fisico, e anche se siamo tecnicamente impeccabili, nel giro di pochi istanti, complice anche la tensione finiremmo sfiniti sotto i colpi dell’avversario vedendo inevitabilmente sfumare la vittoria.

 

Sulla tattica ci sarebbe un libro da scrivere, come per gli altri aspetti del resto, ma ci limitiamo a dire che si dovrà affrontare l’incontro in base alle lacune o alle qualità del proprio avversario. Ad esempio un pugile che si confronta con uno più alto di lui e quindi con le braccia più lunghe (sarà quindi probabilmente più allenato nella lunga distanza) dovrà mirare ad accorciare spesso la distanza; nel caso dell'MMA per esempio, se si sa di avere a che fare con un lottatore (abile cioè nel grappling) si mirerà a rimanere il più possibile in piedi e focalizzare gli allenamenti sulla difesa ai take down e a portare dei buoni colpi.

Ma siamo convinti che questi aspetti non potrebbero interessare anche le arti marziali che per antonomasia non includono gare e competizioni?

 

La tattica e la strategia nelle arti marziali sono spesso largamente studiate, chi non cura quest'aspetto commette un grave errore.

È vero che a volte le aggressioni si subiscono alle spalle, al buio, negli spazi stretti e senza preavviso, ma molto spesso abbiamo dei segnali di preavviso per non farci trovare completamente impreparati. Se in palestra abbiamo lavorato molto sulle strategie difensive forse qualche chance in più potremmo averla.

 

Punti a favore degli sport da combattimento

Un atleta abituato a studiare l'avversario, abituato a confrontarsi senza remore contro qualcuno che si è allenato duramente quanto lui per metterlo al tappeto, ha inconsapevolmente allenato la sua difesa da strada, che sì, non comprende la presenza di un arbitro, ma è pur sempre uno scontro fisico

Non è da trascurare neanche il fatto che un combattente sportivo è "abituato" a essere colpito e a non fermarsi ma reagire (vedi resilienza). In molti casi la cosa viene sottovalutata e non viene allenata perché il confronto è fastidioso e doloroso, perciò nelle arti marziali troppo spesso c'è la tendenza ad evitare lo sparring libero

Un buon istruttore, convinto di quello che insegna saprà darci lo spazio giusto.

 

 

La resistenza

Anche la resistenza ha un ruolo decisivo sia per gli sport da combattimento che per una zuffa da strada.

Un'atleta che è impegnato regolarmente a combattere dedicherà tanto tempo a questo fattore in quanto è fondamentale; un artista marziale spesso lo mette in secondo piano.

Spesso si giustifica questa mancanza dicendo che uno scontro fisico reale in strada dura qualche secondo, ma chi ha provato sulla sua pelle questa esperienza sa anche che in quei pochi secondi se non si è allenati si bruciano in modo immediato tutte le energie... e poi non sai mai quanto può durare!

 

Meglio essere preparati al peggio ed essere allenati.

 

Un artista marziale anche se basa tutto il suo lavoro con l'unico scopo autodifensivo dovrebbe curare

  1. l'aspetto della forza con sedute di pesi,
  2. la resistenza con dei circuiti o esercizi propedeutici specifici sfiancanti,
  3. la tecnica,
  4. e lo sparring per simulare nel modo più reale possibile un’azione difensiva.

 

Ma anche questi aspetti un buon istruttore saprà sicuramente non farveli mancare!

 

L'importanza dello Sparring

Lo sparring negli sport da combattimento non manca mai, semplicemente perché è l'anima di quello che si studia e in gara ti devi muovere in modo assolutamente istintivo.

 

Anche questo tipo di allenamento nella difesa personale purtroppo spesso viene trascurato o semplicemente viene eseguito in modo troppo "leggero", guidato e irreale.

 

Per non parlare degli istruttori, che di frequente poi avendo innescato questo meccanismo non si mettono più a confronto con i loro allievi per timore di non sopraffarli e di conseguenza perdere credibilità.

Sapere cosa vuol dire incassare, subire e saper reagire senza tempi di recupero è una cosa che si acquisisce con esperienza e sparring.

Di frequente si sentono scusanti del tipo "nello scontro da strada non si usano i guantoni e senza è troppo rischioso" o cose simili, la reputo una scusa ingiustificata.

Non vedo perché non indossare un paio di guanti più imbottiti o un paio di guantoni e fare un po’ di "libero"; confrontandosi con i propri compagni di allenamento anche all'interno della propria palestra fa bene al proprio bagaglio tecnico, e soprattutto aiuta a superare le paure e a gestire lo stress.

 

Non vogliamo muovere critiche e screditare il lavoro di nessuno ma vogliamo che apriate gli occhi e le vostre menti, infatti siamo sicuri che chi sa insegnare autodifesa a 360° include tutte queste fasi di allenamento per trasmettere ai suoi allievi nel modo migliore la sua disciplina.

 

…tanto per spezzare una lancia a favore degli sport da combattimento che spesso dagli artisti marziali vengono giudicati erroneamente incapaci in uno scontro per strada.

Come ho detto all’inizio dell’articolo una compensa l'altra, quindi la soluzione sta appunto nel collaborare!

 

Buon allenamento da ABC



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