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Fondamenti del Taekwondo

data di redazione: 10 Maggio 2015
Fondamenti del Taekwondo

La ricerca della perfezione

Il Taekwondo si basa su alcuni elementi fondamentali, alcuni di questi fondamenti sono anche obiettivi reali.

Come nel caso della pittura, del canto o di qualsiasi altra attività umana classificata generalmente come “arte”, esso richiede impegno continuo e la meta è sempre oltre “la prossima collina”.

 

In ingegneria si costruisce il ponte, negli affari si mira al profitto, in medicina si cerca di curare il paziente: si è sempre alla ricerca del miglioramento del metodo, e gli orizzonti della scienza e dell’ingegneria vanno ampliandosi continuamente.

I progressi nelle scienze sono tangibili; in un’arte l’unica misura è soggettiva: così anche nel Taekwondo.

 

La rircerca della perfezione nel Taekwondo

I fondamenti di cui stiamo parlando per le arti marziali ed il Taekwondo fra esse, non sono pietre miliari alle quali ci si avvicina, si raggiungono e si superano. Gli obiettivi rimangono sempre tali, perché non importa quanto rapido, forte e coordinato sia un movimento, si può sempre farlo con maggior forza, rapidità o coordinazione.

Ci si avvicina sempre, ma anche se la distanza si fa infinitamente piccola, non si raggiungerà mai la perfezione.

 

Si sa che i grandi artisti nella musica, pittura, letteratura e altre arti, non sono mai convinti di aver creato l’opera perfetta; si sforzano per migliorarla. Questo concetto può apparire scoraggiante, perché sforzarsi nel perfezionamento senza la “certezza” di pervenire a raggiungere la perfezione, può essere tra le cose più ingrate.

Non è questo il caso del Taekwondo. Mano a mano che il praticante passa dalla fase iniziale a quella successiva, il controllo crescente sul corpo, la mente e anche lo spirito risulta evidente, se non tangibile, anche se graduale; a volte così graduale che viene riconosciuto solo in seguito.

Il fuoco è uno dei fondamenti del Taekwondo. Il fuoco può essere chiamato concentrazione, ma concentrazione

  • di tutta la forza del corpo,
  • della mente
  • e dello spirito,

nel punto di contatto dello strumento con il quali si attacca o si para l’attacco dell’avversario.

D’altra parte, il praticante di Taekwondo indirizza il proprio allenamento allo sviluppo di tutte le parti del corpo, in modo che lavorino unite per concentrare tutta la forza fisica nel punto di contato, al momento giusto. Parleremo in altri articoli del sito delle componenti spirituali del fuoco. Possiamo dire che in genere la mente non è utilizzata in maniera rilevante come fonte di energia.

 

Il potere della mente nel taekwondo

La differenza rispetto ad altri sport consiste nel fatto che nel Taekwondo è riconosciuto il potere della mente, anche se è compreso solo parzialmente, e il praticante cerca di raggiungere questo potere nell’allenamento.

 

 

Al di là della concentrazione di energia mentale nell’attacco, esiste un altro aspetto del controllo della mente: essa deve essere completamente vuota.

Ciò significa che nei suoi esercizi e soprattutto in combattimento, il praticante di Taekwondo deve essere totalmente concentrato su quello che sta facendo e la mente deve essere sgombra.

 

In questa situazione, non appena l’impulso di attaccare attraversa la mente di uno dei due combattenti, si riflette nella mente dell’altro.

Il risultato tra taekwondisti esperti è che la risposta comincia quasi simultaneamente all’attacco. Comprendiamo che alcuni di questi concetti sono difficili da accettare da chi non ha praticato a lungo. Il lettore che non pratica arti marziali dovrà accettarlo, ma meglio sarebbe se intraprendesse lo studio di questa arte marziale per saperlo.

Man mano che l’allievo avanza, queste cose di fanno più chiare, senza essere formalizzate o documentate.

È un processo affascinante. La pazienza e la restrizione sviluppate nel corso di anni di studio e applicazione del Taekwondo fanno aumentare le riserve di energia spirituale, che si libera negli atti fisici di attacco e difesa.

Qui stiamo entrando di nuovo nel campo dell’intangibile.

È difficile codificare, e ancor più difficile provare, la tesi dell’energia spirituale.

L’unica vera prova della sua esistenza sembra risiedere nella nostra esperienza: coloro che si interessano al Taekwondo con il solo proposito di far del male, non avranno mai il controllo spirituale necessario per sopportare l’autodisciplina richiesta per perseguire il perfezionamento nell’arte. Per tornare agli spetti materiali, rileviamo che la forza fisica è formata da tre elementi:

  1. forza
  2. velocità
  3. rilassamento

1. La forza dipende dalla corporatura e dal tono della muscolatura dell’individuo. I muscoli raggiugono un tono migliore allenandoli. Come in altre specialità, i muscoli del Taekwondo sono specifici, e si formano per mezzo di esercizi e tecniche speciali. La forza fisica bruta è, in se stessa, poco utile nel Taekwondo, anche nei casi in cui si richiede molta potenza.

Deve essere predisposta e concentrata in un punto appropriato e nel momento giusto. L’importante è la forza applicata e non la forza bruta.

 

2. In aiuto della forza, vi è la velocità. La velocità è basilare e fondamentale per sviluppare con successo il Taekwondo. Tutti sappiano, o dovremmo sapere, che la forza è proporzionale alla massa moltiplicata per il quadrato della velocità al momento della sua applicazione.

 

3. Il terzo elemento della potenza fisica, il rilassamento, è più una condizione previa che un elemento attivo. Tuttavia, il rilassamento è vitale. Né la velocità né la forza hanno successo sei il taekwondista non ha imparato a rilassarsi. È necessario essere sempre rilassati, per tutto il tempo, tranne che negli ultimi  centimetri di un attacco o di una parta. È in questi ultimi centimetri che tutto  ciò che si ha dentro si concentra e sfocia nel punto di contatto.

Il mancato rilassamento, tranne che all’ultimo momento, ha due effetti nocivi.

  • Il primo è la fatica: se il praticante è teso e contratto per tutto il tempo spreca energia inutilmente.
  • Il secondo riguarda la velocità. Se un colpo parte a muscoli tesi, il suo movimento sarà così lento da risultare inutile.I muscoli devono rimanere sciolti, per generare un’accelerazione adatta nel momento in cui inizia il movimento.
  • C’è un terzo aspetto collaterale del rilassamento. Se il corpo è totalmente rilassato, tranne durante l’ultima fase, anche la mente è rilassata, può ricevere impressioni e reagire. Ono è facile sviluppare la disciplina del rilassamento.

 

Buon allenamento da ABC 

 



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