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Il kyudo

data di redazione: 27 Febbraio 2015
Il kyudo

L’arte marziale più “meditativa”

Fra tutte le arti guerriere giapponesi il Kyudo, la “via dell’arco”, è la più meditativa; è quella che meglio permette di allontanare il proprio “io” dall’arma, è estremamente introiettiva.

 

L’arco nacque circa tremila anni fa; in origine era costituito da un solo pezzo.

 

Circa mille anni fa, l’arco giapponese presentava già differenze fondamentali con gli archi cinesi o mongoli e anche con quelli occidentali; si differenziava per la sua asimmetria, non veniva impugnato al centro, ma nel terzo segmento inferiore, permettendo così il tiro a piedi e a cavallo. 

In seguito venne costruito con tre o più pezzi di bambù; con questo accorgimento l’arco acquistò una notevole potenza.

 

Le frecce, originariamente di bambù sono oggi in metallo; generalmente la punta da tiro è di forma ovale o lanceolata.

Per il piumato vi sono alcune differenze; infatti nella freccia comune è posto all’estremità posteriore, mentre la freccia per il tiro contro un Makiwara  (il bersaglio da allenamento), non lo ha: questo evita distrazioni e difficoltà nella prima fase d’apprendimento o nella pratica.

 

In Giappone, sia l’arco che la freccia possiedono un significato quasi sacro fin dai tempi più remoti, soprattutto nello scintoismo.

 

I primi passi dell’antica nobiltà giapponese erano diretti allo studio dell’arco a piedi e a cavallo, della spada e del ju-jitsu; l’arco, insomma, era parte integrante del “Kunshi no michi”, cammino del nobile.

L'arco oggi

Quest’arma, al giorno d’oggi, è lunga da 2,21 metri a 2,27 metri; la freccia si misura estendendo il braccio sinistro all’altezza della spalla con le dita distese, dal pomo d’adamo fino all’estremità.

Altro elemento indispensabile è il guanto; si usa solo sulla mano destra nel tiro con l’arco a piedi, nello “Yabusame”, tiro a cavallo, i guanti sono due, uno per ogni mano.

Nel pollice del guanto va messo un anello di corno o di giada, con una scanalatura alla quale si aggancia la corda dell’arco che agevola il movimento delle mani.

 

In Giappone esistono i gradi divisi in kyu o principianti e Dan o esperti, così come in quasi tutte le arti marziali.

Si apprende il cammino nei Dojo e l’insegnamento differisce da scuola a scuola; un esempio è costituito dalla scuola cerimoniale di arco, chiamata Ogasawara.

 

È il Dojo più conosciuto e frequentato in Giappone oggi sebbene coesista con altre scuole di tipo militare, come la Heki, dove la tensione della corda è veloce e si solleva l’arco verso il bersaglio senza superare la spalla.

Un’altra delle scuole più antiche è la Chyakurin ryu, della quale è rimasto un solo maestro in tutto il Giappone, Sagao Endo.

Ci sono due modi per lanciare: in piedi e inginocchiato, appoggiando il peso del corpo sul ginocchio e sull’altro piede.

 

Buon allenamento da ABC

 



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